Bob Odenkirk torna all’azione con Normal: perché il film non è un altro Nobody

Bob Odenkirk torna all’azione con Normal, un film che si distingue da Nobody per tono, protagonista e approccio più umano al racconto.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Bob Odenkirk è ormai un volto ben riconoscibile della cultura pop, soprattutto dopo l’impatto avuto con Saul Goodman in Breaking Bad e Better Call Saul. Proprio per questo, la sua svolta nel cinema d’azione aveva inizialmente sorpreso molti. Con Nobody, però, l’attore ha dimostrato di poter reggere con efficacia anche un ruolo lontano dalla comicità pura e dal dramma televisivo che lo avevano reso celebre.

Adesso Odenkirk si prepara a tornare sul grande schermo con Normal, un nuovo film presentato al TIFF e mostrato di recente anche al South by Southwest Film Festival di Austin, in Texas. Il progetto riprende alcuni elementi che possono ricordare Nobody, ma dalle dichiarazioni del cast e dei creativi coinvolti emerge una direzione diversa, sia per tono sia per costruzione del protagonista.

Di cosa parla Normal

Al centro della storia c’è Ulysses, uno sceriffo sostituto di una piccola cittadina che si ritrova coinvolto in una situazione molto più grande di lui. Quello che inizialmente sembra il ritratto di un uomo comune, legato al proprio lavoro e al proprio territorio, si trasforma presto in una lotta per la sopravvivenza. Non solo per sé stesso, ma anche per la comunità che è chiamato a proteggere.

L’idea di un personaggio trascinato suo malgrado dentro un’escalation violenta non è certo nuova, e nel caso di Odenkirk il parallelo con Nobody è inevitabile. Proprio per questo, una parte dell’attenzione attorno al film si è concentrata su ciò che davvero distingue Normal dal precedente action interpretato dall’attore.

Perché Normal è diverso da Nobody

Nel corso di un’intervista concessa a The Direct, il regista Ben Wheatley, lo sceneggiatore Derek Kolstad, il produttore Marc Provissiero e lo stesso Bob Odenkirk hanno chiarito in che modo Normal si separi dalla formula di Nobody.

Secondo Wheatley, la differenza principale sta soprattutto nella natura del protagonista. Se in Nobody il centro del racconto era un uomo con un passato ben preciso e capacità fuori dal comune, in Normal il punto di partenza è molto più ordinario. Ulysses non è costruito come una figura eccezionale, né come un professionista della violenza. Il film, in questa prospettiva, cerca un registro più terreno, più umano e carico di empatia.

Anche Derek Kolstad insiste su questo aspetto. Il nodo centrale, infatti, non è soltanto il contesto narrativo, ma il modo in cui il personaggio reagisce al pericolo. Hutch, il protagonista di Nobody, è qualcuno che tende a correre verso il conflitto. Ulysses, al contrario, vorrebbe evitarlo. Fa il suo lavoro, prova a tirare dritto e sembra animato soprattutto dal desiderio di non lasciarsi travolgere dagli eventi. Quando capisce che non può più restare ai margini, però, è costretto a esporsi e a trasformarsi, quasi controvoglia, in un eroe.

È qui che Normal sembra voler trovare la propria identità. Non tanto nella spettacolarità dell’azione fine a sé stessa, quanto nel percorso di un uomo comune che finisce per prendere sulle spalle un ruolo che non aveva cercato.

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Un protagonista meno invincibile e più vulnerabile

La differenza tra i due film passa quindi da una diversa idea di eroismo. In Normal, il protagonista non appare come una macchina perfettamente preparata allo scontro, ma come una figura più fragile, riluttante e riconoscibile. Questo rende il racconto potenzialmente più vicino a una dimensione di provincia, più sporca e meno stilizzata, dove il peso delle decisioni conta almeno quanto l’azione.

Il fatto che Ulysses non desideri davvero entrare nel conflitto aggiunge anche una tensione narrativa diversa. Non c’è la stessa impressione di assistere al ritorno di qualcuno che conosce già le regole del gioco. C’è invece la sensazione di seguire una persona che si trova progressivamente schiacciata dagli eventi, e che proprio per questo finisce per reagire in modo dirompente.

Il contributo del background comico di Odenkirk

Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda il modo in cui Bob Odenkirk ha affrontato il personaggio, portando con sé parte della sensibilità sviluppata nella sua lunga esperienza nella commedia. L’attore ha spiegato di aver cercato un equilibrio delicato: inserire nel personaggio una certa ironia, senza però trasformarlo in una caricatura o in una figura eccessivamente sopra le righe.

Il punto, per Odenkirk, è capire fin dove si possa spingere una sfumatura più leggera senza rompere la credibilità del racconto. In un film drammatico o d’azione, infatti, un’eccessiva eccentricità rischia di incrinare il patto con lo spettatore. Per questo il suo approccio sembra basarsi su una misura precisa: dare a Ulysses una lente ironica sul mondo, lasciando intravedere il proprio passato comico, ma senza mai compromettere il realismo del personaggio.

È una dichiarazione che aiuta a capire meglio anche il fascino di Odenkirk come interprete. La sua forza, spesso, sta proprio nella capacità di muoversi su un confine sottile tra disincanto, tensione e vulnerabilità. Un tratto che potrebbe rivelarsi decisivo anche in Normal.

Cosa aspettarsi dal film

Le informazioni emerse finora suggeriscono che Normal non voglia essere una semplice variazione sul tema di Nobody. Il legame tra i due progetti esiste, soprattutto nella presenza di Odenkirk al centro di una storia d’azione, ma il nuovo film sembra orientato verso un protagonista più umano, più restio allo scontro e più legato a una dimensione emotiva.

L’uscita nelle sale è fissata per il 17 aprile 2026. Per Odenkirk si tratta di un altro passaggio interessante in una fase della carriera che continua a sorprenderlo e, allo stesso tempo, a confermarne la versatilità. Normal potrebbe non avere l’impatto immediato di un action più classico, ma proprio questa distanza da modelli già noti sembra essere, al momento, uno dei suoi elementi più promettenti.

Fonte: The Direct

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