Connor Trinneer boccia gli episodi specchio di Star Trek: Enterprise: “Li odio ancora oggi”

Connor Trinneer ha raccontato di odiare ancora i due episodi specchio di Star Trek: Enterprise, amatissimi dai fan e considerati tra i migliori della quarta stagione.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Non tutti i capitoli più amati dai fan lasciano un buon ricordo a chi li ha interpretati. Connor Trinneer, volto del comandante Charles “Trip” Tucker III in Star Trek: Enterprise, ha infatti raccontato di non aver mai sopportato i due episodi della quarta stagione ambientati nell’Universo Specchio, nonostante siano spesso indicati come uno dei momenti migliori dell’intera serie.

Star Trek: Enterprise è andata in onda su UPN dal 2001 al 2005 per quattro stagioni. Nel 2026 la serie celebra i 25 anni dal debutto, mentre il franchise di Star Trek si avvicina a un’altra ricorrenza simbolica: i 60 anni dalla nascita televisiva. Eppure, proprio guardando agli ultimi episodi più celebrati dello show, emerge anche un retroscena che racconta quanto l’esperienza sul set possa essere stata diversa dalla ricezione del pubblico.

La svolta creativa di Enterprise e l’arrivo dell’Universo Specchio

Le prime due stagioni di Star Trek: Enterprise sono spesso ricordate come le più incerte dal punto di vista creativo. Con l’arrivo di Manny Coto alla guida della serie, il progetto ha però trovato una direzione più definita. Grande conoscitore e appassionato di Star Trek: The Original Series, Coto contribuì a riportare nello show atmosfere, temi e suggestioni più vicine alla tradizione classica del franchise.

Tra le scelte che hanno lasciato maggiormente il segno c’è stata proprio l’introduzione dell’Universo Specchio nella quarta stagione. I due episodi In a Mirror, Darkly sono diventati col tempo molto apprezzati dagli spettatori, sia per il loro tono più audace sia per il modo in cui rileggevano personaggi e immaginario della saga in chiave alternativa, più cupa e aggressiva.

Per molti fan, quei due episodi rappresentano ancora oggi uno dei vertici dell’ultima stagione. Non tutti, però, condividono questo entusiasmo.

Connor Trinneer: un rifiuto netto degli episodi In a Mirror, Darkly

Durante un panel della Star Trek Cruise, a cui hanno partecipato anche John Billingsley, Dominic Keating e Anthony Montgomery, con la moderazione di Lolita Fatjo, Connor Trinneer ha parlato senza esitazioni del suo rapporto con i due episodi specchio. Il giudizio è stato durissimo e non ha lasciato spazio a interpretazioni.

L’attore ha raccontato di averli odiati durante la lavorazione e di provare ancora oggi lo stesso sentimento. Ha anche spiegato di non averli mai visti una volta completati. Il momento che ricorda con maggiore fastidio riguarda un’indicazione ricevuta dal regista James Conway. Trinneer, scherzando, avrebbe paragonato l’approccio richiesto al personaggio a quello di un pirata. A suo dire, quella battuta sarebbe stata presa sul serio e trasformata in una vera linea interpretativa.

Secondo il racconto dell’attore, Conway gli avrebbe chiesto di spingere il personaggio in una direzione più marcata e sopra le righe. Trinneer, invece, non era convinto di quella scelta e avrebbe vissuto l’intera esperienza con crescente insofferenza. Al punto da ricordare quelle settimane come un periodo particolarmente sgradito del suo percorso nella serie.

Un alter ego malvagio che l’attore non ha mai sentito suo

L’Universo Specchio è da sempre uno degli espedienti più noti di Star Trek: una realtà alternativa in cui i personaggi assumono tratti più spietati, cinici o apertamente crudeli. Nel caso di Trip Tucker, questa trasformazione non sembra però aver convinto Trinneer, che non ha mai nascosto di essersi sentito a disagio con quella versione del personaggio.

A quanto raccontato dallo stesso attore, il problema non era solo il tono degli episodi, ma anche il modo in cui quella caratterizzazione prese forma sul set. L’idea di interpretare una versione “piratesca” e malvagia di Trip non gli apparteneva davvero, e proprio per questo il risultato finale gli è rimasto estraneo. Non sorprende, allora, che continui a ribadire di non aver mai voluto recuperare quei due episodi neppure da spettatore.

C’è anche un dettaglio visivo che gli appassionati ricordano bene: le cicatrici sul volto di Trip. Si tratta di un richiamo a quanto mostrato in The Menagerie di Star Trek: The Original Series, dove il capitano Christopher Pike, interpretato da Sean Kenney in quella versione, appariva segnato da gravi ustioni. Un omaggio che ha colpito molti fan, ma che evidentemente non è bastato a rendere più gradita l’esperienza a Trinneer.

Il contesto della cancellazione potrebbe aver pesato sul giudizio

A rendere ancora più amaro quel periodo potrebbe essere stato anche il momento in cui i due episodi vennero girati. Proprio durante la lavorazione di In a Mirror, Darkly, il cast avrebbe appreso che UPN aveva deciso di cancellare Star Trek: Enterprise. La notizia, pur non essendo del tutto inattesa, segnava comunque la fine imminente dell’avventura della serie dopo quattro stagioni.

Sapere che il percorso nello show stava per chiudersi può aver influito sul clima generale e, forse, anche sul modo in cui Trinneer ha vissuto quelle riprese. Quando una produzione arriva ai titoli di coda, ogni scelta creativa può assumere un peso diverso, soprattutto se non viene percepita come in sintonia con il proprio lavoro sul personaggio.

Un giudizio ribadito anche nel podcast The D-Con Chamber

Quello espresso durante il panel non è stato un commento isolato. Trinneer ha manifestato il suo disappunto anche nel podcast The D-Con Chamber, che conduce insieme a Dominic Keating e che ripercorre vecchi episodi di Star Trek: Enterprise. Proprio lì è tornato a parlare di In a Mirror, Darkly, confermando quanto il suo rapporto con quel dittico resti problematico.

Il paradosso è evidente: mentre una parte del pubblico considera quei due episodi tra i più riusciti dell’intera serie, uno dei protagonisti principali continua a considerarli tra i momenti meno sopportabili della propria esperienza nel franchise. Ed è forse anche questo contrasto a rendere il retroscena così interessante.

Se Enterprise fosse stata rinnovata per una quinta stagione, Manny Coto aveva preso in considerazione l’idea di tornare ancora una volta nell’Universo Specchio. Alla luce delle parole di Trinneer, è facile immaginare che l’attore non avrebbe accolto con entusiasmo un nuovo ritorno del suo alter ego malvagio, anche se quei due episodi restano, per molti spettatori, uno dei capitoli più memorabili della serie.

Fonte: Screen Rant

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