Il sistema di endgame e il loot di Diablo 4 si prepara a cambiare in modo sensibile con l’arrivo di Lord of Hatred. L’espansione, prevista per il 28 aprile, introdurrà una struttura delle ricompense più vicina a quella di Diablo 2, riportando anche negli scontri di alto livello gli oggetti di qualità inferiore. La novità, però, non riguarda soltanto la loro presenza sul terreno: questi pezzi potranno infatti ottenere affissi più potenti, una possibilità che finora era rimasta legata soprattutto al bottino leggendario.
Si tratta di un intervento che punta a rendere il fine gioco più vario sul piano visivo e più interessante sul fronte della progressione. Invece di ridurre tutto a una sequenza quasi continua di oggetti leggendari, Blizzard vuole reintrodurre una maggiore diversità nelle ricompense, senza rinunciare alla profondità del sistema.
Un endgame meno uniforme e più vicino a Diablo 2
Nella versione attuale di Diablo 4, durante le attività di fine gioco gli oggetti comuni, magici e rari tendono quasi a sparire. A dominare la scena restano soprattutto gli equipaggiamenti di fascia più alta, riconoscibili dal classico colore arancione, mentre il bottino bianco, blu e giallo finisce rapidamente ai margini.
Questa impostazione ha reso il sistema molto leggibile, ma anche piuttosto uniforme. Nei dungeon di livello avanzato, infatti, l’impatto visivo delle ricompense tende a ripetersi, con una prevalenza quasi assoluta degli stessi segnali cromatici. Con Lord of Hatred, invece, il bottino tornerà ad assomigliare di più a quello di Diablo 2, dove anche gli oggetti più semplici continuavano ad apparire nel corso dell’endgame e potevano mantenere una certa utilità.
Il principio sarà simile, anche se applicato con meccaniche tecniche differenti. L’idea di fondo resta quella di ridare peso anche agli oggetti apparentemente meno preziosi, trasformandoli in una possibile sorpresa invece che in semplice materiale da ignorare.
Blizzard vuole riportare varietà nel sistema di ricompense
A spiegare la direzione presa dal team è stato il system director Colin Finer, che in un’intervista a PC Gamer ha sottolineato come l’attuale sistema tenda a far apparire il gioco più piatto sul piano visivo. Il problema, in sostanza, non riguarda soltanto la potenza degli oggetti, ma anche la sensazione generale trasmessa dal loot durante le sessioni più avanzate.
L’abbondanza di fasci di luce arancioni ha finito col creare una sorta di standard visivo permanente. All’inizio può sembrare appagante, ma col tempo rischia di togliere quella varietà che contribuisce a dare personalità e profondità all’esperienza. Proprio per questo, Blizzard ha scelto di reintrodurre una distribuzione più ricca e meno prevedibile delle ricompense.
L’obiettivo è chiaro: far sì che raccogliere un oggetto non sia un gesto automatico, ma torni a essere una scelta legata alla curiosità e alla possibilità di trovare qualcosa di davvero utile anche dove, sulla carta, non ci si aspetterebbe nulla di speciale.
Anche gli oggetti più semplici potranno diventare preziosi
L’aspetto più rilevante della novità è che qualsiasi oggetto, compresi quelli normalmente considerati meno attraenti come i classici pezzi bianchi o blu, potrà ottenere affissi più potenti. In Diablo 4, gli affissi rappresentano alcune delle modifiche più importanti per definire il valore di un equipaggiamento, e l’estensione di questa possibilità agli oggetti base cambia in modo evidente il rapporto del giocatore con il bottino.
In pratica, anche un drop che a prima vista sembrerebbe trascurabile potrebbe rivelarsi molto più interessante del previsto. Questo rende il sistema meno scontato e introduce una motivazione concreta a controllare con maggiore attenzione anche gli oggetti di livello inferiore.
È un cambiamento che va nella direzione di una progressione meno rigida. Non tutto passerà più soltanto dagli oggetti leggendari, e parte del fascino tornerà a risiedere nella possibilità di trovare il pezzo giusto in una categoria che, fino a oggi, veniva spesso ignorata quasi a colpo d’occhio.
Il ritorno dell’Horadric Cube per trasformare il bottino
A rendere ancora più interessante questo nuovo approccio ci penserà anche l’Horadric Cube, strumento di crafting ripreso direttamente da Diablo 2 e destinato ad arrivare in Diablo 4 con Lord of Hatred. La sua funzione sarà quella di permettere la trasformazione di oggetti comuni dotati di affissi più forti in equipaggiamenti leggendari.
Questo passaggio è centrale, perché collega in modo diretto il valore degli oggetti base al sistema di crescita del personaggio. Non si tratterà quindi soltanto di raccogliere più bottino per il gusto della varietà, ma di avere un motivo concreto per osservare anche i drop meno appariscenti.
Il ritorno del Cubo Orazionale, in questo senso, rafforza il legame ideale con Diablo 2 e aggiunge una componente di crafting capace di dare ulteriore significato al loot di qualità inferiore. Un oggetto apparentemente comune potrà diventare il punto di partenza per qualcosa di molto più rilevante.
Meno caos a schermo grazie al filtro del loot
Blizzard ha già anticipato anche un’altra funzione legata a questa revisione del bottino: l’introduzione di un filtro del loot. La presenza di più oggetti utili, comprese le categorie finora considerate secondarie, potrebbe infatti aumentare la quantità di elementi visibili sul terreno, con il rischio di rendere più confusa la lettura dell’azione.
Per rispondere a questo problema, Lord of Hatred introdurrà un sistema che consentirà di scegliere quali tipi di oggetti mostrare a schermo. L’azienda non ha ancora illustrato in modo completo tutte le opzioni disponibili, ma è stato indicato che sarà possibile nascondere, evidenziare o ricolorare il bottino, sia sul terreno sia nell’inventario.
Si tratta di una funzione importante, perché accompagna il nuovo modello senza sacrificarne la chiarezza. Più varietà, quindi, ma con strumenti pensati per evitare che tutto si trasformi in disordine visivo.
Nel complesso, questa revisione del loot sembra voler recuperare una parte della soddisfazione che aveva reso memorabile il sistema di Diablo 2: la sensazione che anche un oggetto apparentemente modesto possa nascondere qualcosa di prezioso. Diablo 4 non rinuncia alla sua identità più moderna, ma con queste novità prova a restituire maggiore peso alla scoperta e alla sorpresa nel cuore dell’endgame.







