DokeV torna a farsi vedere: dopo anni di silenzio lo sviluppo sembra ripartire davvero

Dopo anni di silenzio, DokeV torna al centro dell’attenzione: Pearl Abyss conferma che lo sviluppo proseguirà con maggiore intensità dopo il lancio di Crimson Desert.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
DokeV torna a farsi vedere: dopo anni di silenzio lo sviluppo sembra ripartire davvero

Sette anni, nel mondo dei videogiochi, possono sembrare un’eternità. Eppure è proprio questo il tempo trascorso da quando DokeV è stato annunciato ufficialmente, nel 2019. Nel frattempo il progetto è cambiato più volte, ha attraversato fasi molto diverse e, a tratti, è sembrato persino sparire dai radar. Ora, però, qualcosa si muove di nuovo.

Il gioco di Pearl Abyss, studio noto anche per Crimson Desert, continua a incuriosire per la sua identità fuori dagli schemi. Alla base c’è una struttura che richiama i giochi di cattura-creature in stile Pokémon, ma inserita in un mondo aperto e accompagnata da un’estetica eccentrica, colorata e difficilmente confondibile con altri titoli sul mercato. Dopo un lungo periodo di incertezza, le ultime dichiarazioni arrivate dalla società fanno pensare che DokeV non sia affatto stato accantonato.

Un progetto cambiato più volte nel corso degli anni

Fin dalla sua presentazione, DokeV ha dato l’impressione di essere un gioco in continua trasformazione. In una prima fase era stato descritto come un MMO, ma con il passare del tempo il progetto ha assunto contorni differenti, avvicinandosi di più a un’avventura esplorativa in open world con una forte componente stilistica.

Anche per questo, negli anni, capire con precisione cosa fosse davvero DokeV non è stato semplice. Il gioco ha mostrato elementi molto diversi tra loro, mescolando cattura di creature, ambientazioni vivaci, suggestioni legate al K-pop e una mobilità che include skateboard, veicoli e altri mezzi insoliti. A complicare ulteriormente il quadro ha contribuito anche il calendario produttivo: a un certo punto si era parlato di una possibile uscita nel 2022, ma quella finestra è sfumata senza che arrivassero indicazioni chiare sul nuovo periodo di lancio.

Proprio questa lunga assenza di aggiornamenti aveva finito per alimentare dubbi sempre più forti sul destino del titolo. Per molti osservatori, DokeV aveva ormai assunto i contorni del vaporware, cioè di un progetto annunciato con largo anticipo ma rimasto sospeso troppo a lungo, senza segnali concreti di avanzamento.

Le nuove dichiarazioni di Pearl Abyss

A riaccendere l’attenzione sul gioco sono state le parole emerse durante l’assemblea generale degli azionisti di Pearl Abyss di quest’anno. In quell’occasione, il CEO Heo Jin-young ha spiegato che il team di sviluppo principale potrà concentrarsi su DokeV dopo l’uscita di Crimson Desert.

Secondo quanto riferito, il progetto dovrebbe quindi beneficiare di una fase di lavoro più intensa, resa possibile proprio dalla redistribuzione delle risorse interne dello studio. Sempre in base alle dichiarazioni del dirigente, il tempo necessario per completare e rifinire il gioco sarebbe stimato in circa due o tre anni a partire dall’attuale stato di sviluppo.

Non si tratta ancora di una data d’uscita vera e propria, né di una finestra di lancio definita. Tuttavia, dopo un periodo così lungo segnato da incertezza e silenzio, è comunque un’indicazione importante. Soprattutto perché conferma che DokeV continua a essere un progetto attivo e non uno dei tanti titoli rimasti intrappolati nella fase promozionale iniziale.

Un’estetica fuori scala e un’identità ancora tutta da definire

Uno degli aspetti che hanno permesso a DokeV di restare impresso nella memoria del pubblico è senza dubbio la sua estetica. Il gioco viene realizzato con lo stesso motore proprietario BlackSpace utilizzato per Crimson Desert, un elemento che per anni ha contribuito a presentarlo come un titolo “next-gen”. Oggi questa etichetta appare meno precisa rispetto al passato, ma il colpo d’occhio mostrato nei materiali promozionali resta notevole.

Il trailer presentato nel 2021 continua infatti a colpire per l’impatto visivo e per l’energia con cui mette in scena il mondo di gioco. Allo stesso tempo, resta ancora difficile capire quanto di quel materiale rappresenti davvero l’esperienza finale. È uno dei grandi interrogativi che accompagnano DokeV fin dai suoi primi passi: il progetto ha un’immagine fortissima, ma la sua forma definitiva è ancora in parte sfuggente.

Quello che appare già chiaro, però, è il tono decisamente stravagante dell’insieme. Armi che sparano coriandoli, cavalcature insolite come i lama, jet ski, skateboard a propulsione e creature ispirate alla mitologia coreana contribuiscono a creare un immaginario molto particolare. A questo si aggiunge una componente performativa quasi costante, fatta di musica, colori e coreografie, con personaggi che ballano di continuo e rafforzano l’atmosfera surreale del gioco.

Il legame con Crimson Desert e l’ipotesi Switch 2

Il percorso di DokeV sembra legato in modo diretto anche a quello di Crimson Desert. Il fatto che il team principale possa concentrarsi sul progetto solo dopo il rilascio dell’altro titolo spiega, almeno in parte, perché lo sviluppo sia apparso così rallentato negli ultimi anni.

Parallelamente, Pearl Abyss starebbe anche valutando la possibilità di portare su Switch 2 il vasto mondo aperto di Crimson Desert. È un’ipotesi che il CEO della società ha definito come un’opzione da considerare, pur lasciando intendere quanto una simile conversione possa rivelarsi complessa sul piano tecnico.

In questo contesto, DokeV resta uno dei progetti più curiosi e imprevedibili nel catalogo dello studio. Non ha ancora una data, non ha ancora mostrato con precisione quale sarà la sua forma definitiva, ma è tornato almeno a dare segnali di vita concreti. Dopo anni di attesa, è già abbastanza per rimetterlo sotto osservazione.

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Kinguin

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