Donkey Kong Bananza e Super Mario Odyssey, Nintendo spiega perché i due giochi saranno così diversi

Nintendo spiega perché Donkey Kong Bananza e Super Mario Odyssey, pur nati dallo stesso team, avranno identità diverse, con Donkey Kong centrato su forza e distruzione.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Donkey Kong Bananza e Super Mario Odyssey, Nintendo spiega perché i due giochi saranno così diversi

Dietro Donkey Kong Bananza c’è lo stesso team che ha firmato Super Mario Odyssey, ma Nintendo sembra avere le idee molto chiare su un punto: la somiglianza tra i due progetti deve fermarsi alla superficie. Per quanto entrambi appartengano al filone dei platform 3D e condividano parte del DNA creativo dello stesso gruppo di sviluppo, l’obiettivo dichiarato è costruire due esperienze ben separate, riconoscibili e coerenti con l’identità dei rispettivi protagonisti.

A chiarirlo è stato Kenta Motokura, produttore di Nintendo, nel corso di un’intervista concessa a GamesRadar+ durante la Game Developers Conference. Il cuore del discorso ruota attorno a una scelta precisa di game design: mettere al centro di Donkey Kong Bananza tutto ciò che distingue Donkey Kong da Mario, sia sul piano del carattere sia su quello delle possibilità offerte al giocatore.

Nintendo vuole dare a ogni gioco una personalità precisa

Secondo quanto emerso dall’intervista, il team non ha affrontato lo sviluppo di Donkey Kong Bananza come una semplice variazione sul tema di Super Mario Odyssey. Al contrario, la priorità è stata quella di evitare sovrapposizioni troppo evidenti e di lavorare su una formula capace di esprimere un senso di unicità.

È un approccio che riflette una filosofia ben precisa di Nintendo: anche quando due giochi nascono dallo stesso studio o condividono alcuni elementi strutturali, devono comunque offrire sensazioni differenti. In questo caso, il punto di partenza è stato il protagonista. Se Mario rappresenta un certo tipo di agilità, versatilità e fantasia nel movimento, Donkey Kong viene invece associato a una fisicità molto più diretta, pesante e distruttiva.

Da qui nasce una delle domande che hanno guidato il progetto: che cosa può fare Donkey Kong che Mario non può fare? È proprio attorno a questo interrogativo che il team ha iniziato a costruire le meccaniche più riconoscibili del gioco.

La distruzione come elemento centrale dell’identità di Donkey Kong

Motokura ha spiegato che una parte del lavoro sulle meccaniche distruttive di Donkey Kong Bananza è nata da una riflessione molto concreta. Il team si è chiesto quali azioni potessero risultare credibili per un essere umano, quali fossero compatibili con Mario e quali, invece, potessero esistere soltanto in un gioco con Donkey Kong protagonista.

Il riferimento è soprattutto alla possibilità di colpire rocce, abbattere elementi dell’ambiente e distruggere porzioni di livello con la forza fisica del personaggio. Non si tratta quindi di un semplice espediente spettacolare, ma di una scelta che serve a definire il tipo di esperienza proposta. La distruzione non viene presentata come un’aggiunta casuale, bensì come un’estensione naturale del carattere di Donkey Kong.

Questo aspetto, del resto, è centrale anche nel modo in cui Nintendo distingue i propri personaggi principali. Mario resta legato a una mobilità più elastica e a soluzioni creative basate sull’abilità, mentre Donkey Kong sembra orientato verso un’interazione più brutale e immediata con lo scenario.

Il confronto con Mario è stato parte del processo creativo

Nelle prime fasi dello sviluppo, Motokura e il suo team si sono confrontati anche con Shigeru Miyamoto e con Yoshiaki Koizumi, storico produttore legato alla serie di Mario. Da questi incontri sarebbero emerse riflessioni importanti sia sulle caratteristiche distintive di Donkey Kong come personaggio sia sul tipo di tecnologia necessaria per trasformare quelle idee in un gioco compiuto.

Il confronto tra Mario e Donkey Kong, a quanto pare, non è stato solo teorico. Gli sviluppatori si sono chiesti anche a quale pubblico potesse rivolgersi ciascun personaggio e se esistesse una sensibilità diversa tra chi preferisce l’uno e chi si sente più attratto dall’altro. È un passaggio interessante, perché suggerisce che la differenziazione non riguardi soltanto il gameplay, ma anche il modo in cui Nintendo immagina il rapporto tra le sue serie e i giocatori.

In questo quadro, l’elemento decisivo è stato l’appeal fisico e potente di Donkey Kong. La sua corporatura massiccia, il suo stile diretto e la sua forza diventano così strumenti utili per costruire un platform 3D che non cerchi di replicare Mario, ma che trovi una voce propria attraverso il senso di impatto e la distruzione dell’ambiente.

Due esperienze diverse, ma entrambe pensate per divertire

Motokura ha sottolineato che sia i giochi di Mario sia quelli di Donkey Kong possono offrire esperienze molto divertenti. Il punto, però, non è stabilire quale sia migliore, ma mettere in evidenza le differenze tra le due proprietà intellettuali. L’obiettivo di Nintendo è offrire varietà, così che i giocatori possano apprezzare entrambe senza percepirle come alternative troppo simili.

Questa intenzione si riflette direttamente nello stile di gioco. Da una parte c’è la tradizione di Mario, dall’altra un progetto che vuole sfruttare fino in fondo la natura di Donkey Kong. È una distinzione cercata, ragionata e rivendicata apertamente dal team.

A confermarlo c’è anche un altro dettaglio emerso dallo sviluppo: gli autori hanno ammesso che la trasformazione in elefante, volutamente sopra le righe, è stata concepita quasi come una provocazione creativa. Eppure, nella loro lettura, il punto fondamentale resta semplice: funziona perché è divertente.

In fondo, è questa la linea che sembra guidare tutto il progetto. Donkey Kong Bananza non vuole essere una copia di Super Mario Odyssey con un personaggio diverso, ma un gioco costruito per valorizzare tutto ciò che rende Donkey Kong riconoscibile. E, almeno nelle intenzioni di Nintendo, è proprio da questa differenza che nascerà il suo fascino.

Fonte: gamesradar.com

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