Grant Morrison contro Damon Lindelof su Lanterns: la polemica sul “verde” agita il DC Universe

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Basta una battuta, a volte, per riaccendere una discussione molto più ampia. È quello che è successo attorno a Lanterns, la serie HBO ambientata nel nuovo DC Universe, finita al centro di un piccolo caso dopo alcune parole di Damon Lindelof sul titolo del progetto. A intervenire con toni duri è stato Grant Morrison, autore molto amato dai lettori DC e nome storicamente legato anche a Green Lantern.

La polemica è nata da un’uscita di Lindelof durante il podcast comico Lovett or Leave It, dove aveva scherzato dicendo che la serie si chiamava Lanterns perché il termine “Green” era stato considerato “stupido”. Una frase pronunciata in tono ironico, ma che ha comunque provocato reazioni immediate online, soprattutto tra i fan più legati al personaggio e alla tradizione fumettistica della saga.

Grant Morrison attacca la battuta di Lindelof

Sul proprio spazio Substack, Morrison ha risposto in modo molto netto, criticando non soltanto la battuta in sé, ma anche l’atteggiamento che, a suo giudizio, si nasconde dietro certe prese di distanza dal materiale supereroistico. Il punto centrale del discorso è semplice: se un autore considera “stupidi” elementi fondamentali dell’immaginario che sta adattando, allora diventa legittimo chiedersi perché voglia lavorare proprio su quel franchise.

Morrison ha contestato l’idea che si debba in qualche modo attenuare o quasi rinnegare il lessico dei fumetti per renderlo più presentabile in ambito televisivo. Nel suo ragionamento, Green Lanterns sarebbe un titolo più forte, più evocativo e più drammatico rispetto al più neutro Lanterns. Da qui anche una critica più ampia a Hollywood, accusata di affidare spesso questi progetti a figure che sembrano provare un certo imbarazzo verso il materiale originale, invece di valorizzarlo apertamente.

Il passaggio più duro riguarda proprio il rapporto con i fan. Secondo Morrison, il pubblico davvero interessato a una serie come questa è innanzitutto quello che ama Green Lantern, e iniziare il percorso con una battuta percepita come sprezzante rischia solo di creare distanza. È una posizione che riflette una sensibilità molto diffusa tra gli appassionati dei fumetti DC, soprattutto quando si parla di adattamenti molto attesi.

La replica di Damon Lindelof e le scuse pubbliche

Dopo le reazioni emerse online, Lindelof ha deciso di chiarire il senso delle sue parole con un lungo messaggio pubblicato su Instagram. Il produttore ha ammesso senza giri di parole di aver fatto una “battuta stupida” in un contesto umoristico, precisando però di non avere alcun disprezzo per il fandom né per il personaggio.

Nel suo intervento ha anche riconosciuto il peso simbolico delle critiche arrivate da Morrison, spiegando di sentirsi in colpa per aver deluso uno degli autori che ha ammirato fin da giovane. Lindelof ha poi rivendicato il proprio legame personale con l’universo di Green Lantern, ricordando quanto fosse affezionato a Hal Jordan già da bambino. Ha aggiunto che il verde, tutt’altro che “stupido”, è da sempre il suo colore preferito e che partecipare alla creazione di Lanterns è stato per lui un onore autentico.

Il senso della sua risposta è stato piuttosto chiaro: la battuta era infelice, ma non rappresenta il modo in cui guarda davvero alla serie. Lindelof ha anche promesso di impegnarsi per essere all’altezza del progetto, lasciando intendere che sarà poi lo show a dover parlare da sé.

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Una discussione che tocca il rapporto tra Hollywood e fumetti

Al di là del botta e risposta, questa polemica riporta in primo piano una questione che accompagna da anni il mondo degli adattamenti supereroistici. Da una parte ci sono autori e spettatori convinti che il linguaggio dei fumetti vada difeso senza complessi; dall’altra, chi ritiene necessario ricalibrare certi elementi per renderli più accessibili a un pubblico più ampio.

Nel caso di Lanterns, la questione del titolo è diventata un simbolo di questo scontro. Non si tratta solo di una parola in più o in meno, ma del modo in cui si presenta un intero immaginario. Per Morrison, rinunciare a “Green” significa impoverire il peso iconico della saga. Per Lindelof, almeno stando alla sua spiegazione successiva, non c’era alcuna volontà di sminuire il personaggio, ma solo una battuta mal calibrata.

Cast, produzione e legami con il nuovo DCU

Al di là delle polemiche, la serie resta uno dei progetti più osservati del nuovo corso DC guidato da James Gunn. Lindelof figura tra i produttori esecutivi insieme a Tom King e allo showrunner Chris Mundy. Al centro del racconto ci saranno Hal Jordan e John Stewart, interpretati rispettivamente da Kyle Chandler e Aaron Pierre.

La produzione HBO segna il ritorno di Lindelof nell’universo dei fumetti dopo il successo di Watchmen, serie che aveva ottenuto un forte riconoscimento anche sul fronte dei premi. In questo caso, però, il compito è diverso: non si tratta di costruire una rilettura autonoma, ma di inserirsi in modo diretto nel nuovo DC Universe condiviso.

Sono già stati indicati collegamenti tra la serie e il resto del DCU. Aaron Pierre dovrebbe infatti riprendere il ruolo anche in Man of Tomorrow, film che avvierà le riprese nel corso dell’anno. Per il momento, Lanterns è anche l’unica serie del nuovo franchise DC prevista in uscita quest’anno, dettaglio che ne aumenta ulteriormente il peso strategico.

Il posto di Lanterns nel piano “Gods and Monsters”

La prima fase del DC Universe, intitolata “Gods and Monsters”, continua intanto a prendere forma. Nel 2026 sono previsti anche due film per il cinema: Supergirl, in arrivo il 26 giugno 2026, e Clayface, fissato per il 26 ottobre 2026. In questo contesto, Lanterns rappresenta uno dei tasselli televisivi più importanti dell’intero progetto.

Il debutto della serie è previsto su HBO ad agosto, e proprio per questo ogni dettaglio che la riguarda finisce ormai per essere osservato con particolare attenzione. La discussione tra Morrison e Lindelof, pur nata da una battuta, mostra bene quanto il pubblico sia sensibile quando si toccano simboli e nomi storici dell’universo DC. Ora, però, sarà soprattutto la serie a dover dimostrare se saprà trasformare la curiosità e le polemiche in un risultato all’altezza delle aspettative.

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