Hoppers, Pixar torna a brillare: emozione, follia e un grande cuore ecologista

Hoppers segna un ritorno convincente per Pixar: fantascienza, umorismo ed emozione si intrecciano in una storia ecologista con ottime performance vocali e una valutazione finale di 9/10.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

In trent’anni di storia, Pixar ha firmato alcuni dei film d’animazione più amati di sempre. Resta da capire se Hoppers entrerà tra i titoli simbolo dello studio, ma una cosa è certa: siamo di fronte a un progetto riuscito, sorprendente e capace di colpire nel segno. Tra umorismo brillante, intuizioni fantascientifiche e una storia dal forte impatto emotivo, il nuovo film segna un ritorno convincente alle qualità che hanno reso grande la casa di produzione.

Dal rivoluzionario Toy Story fino a opere come Up e Alla ricerca di Nemo, Pixar ha costruito uno standard altissimo nell’animazione in CGI. Negli ultimi anni, però, non sono mancati passaggi meno incisivi. Lightyear (2022) è apparso come un capitolo isolato rispetto alla saga originale, mentre Onward, Elemental e Inside Out 2 hanno mostrato spunti interessanti senza riuscire a conquistare pienamente il pubblico.

Con Hoppers, lo studio sembra ritrovare slancio creativo e sicurezza narrativa.

Una storia ad alto concetto con radici emotive

La protagonista è Mabel Tanaka (doppiata da Piper Curda), giovane determinata e impulsiva che vive nel villaggio di Beaverton. Dopo la scomparsa della nonna, con cui condivideva l’amore per uno stagno locale, Mabel si ritrova a difendere quell’angolo di natura dalla decisione del sindaco Jerry Generazzo (Jon Hamm), intenzionato a costruire un’autostrada proprio attraverso l’area.

Nel tentativo di salvare lo stagno, Mabel si imbatte negli Hoppers, animali robotici sperimentali sviluppati dall’università locale e controllabili tramite la coscienza umana. La ragazza decide di sfruttare questa tecnologia per entrare nel mondo animale, scoprendo un ecosistema complesso, strutturato e sorprendentemente organizzato.

La premessa fantascientifica apre a una serie di dinamiche originali: problemi di comunicazione tra specie, scambi di prospettiva e tensioni ecologiche. Il film gioca con questi elementi senza perdere mai di vista il cuore della storia: il legame con la memoria della nonna e l’urgenza di proteggere l’ambiente.

Un cast vocale in grande forma

Piper Curda offre a Mabel un’energia vibrante e una sensibilità autentica, accompagnando il personaggio in un percorso di crescita credibile. Bobby Moynihan presta la voce al castoro King George, sovrano gentile e ingenuo, mentre Jon Hamm costruisce un sindaco Jerry Generazzo lucido e carismatico, con una vena ironica che ne accentua il lato antagonista.

Dave Franco si distingue nel ruolo di Titus, soprattutto nel finale, con interventi che alleggeriscono la tensione e strappano risate sincere. Anche i personaggi secondari contribuiscono al ritmo comico del film: memorabile, ad esempio, la scena del sardone doppiato da Vanessa Bayer.

Le gag funzionano perché nascono dalle relazioni tra i personaggi: il conflitto tra Mabel e il sindaco, le dinamiche con il team scientifico degli Hoppers, il confronto tra umani e animali e le rivalità interne al regno animale. L’umorismo è vario, talvolta surreale, ma sempre integrato nella narrazione.

Un ritorno alle origini Pixar

Hoppers riesce a combinare leggerezza e profondità. I temi ambientali e il dolore per la perdita vengono trattati con delicatezza, senza appesantire il tono generale. Il film evita il sentimentalismo e mantiene un equilibrio efficace tra emozione e intrattenimento.

Uno degli aspetti più interessanti è la costruzione del mondo animale, governato da monarchi e da un consorzio. Alcuni meccanismi — come la comunicazione universale tra specie — restano solo accennati e avrebbero meritato un approfondimento maggiore. Si tratta, tuttavia, di imperfezioni marginali in un impianto narrativo solido e coinvolgente.

La componente sci-fi, pur con qualche domanda irrisolta, dimostra ambizione e fantasia. Non è facile creare universi credibili partendo da concetti così audaci, ma Hoppers riesce nell’impresa, ricordando per certi versi la capacità di WALL-E di fondere ecologia e immaginazione.

Un successo nel momento giusto

In una fase complessa per Pixar, Hoppers rappresenta un segnale positivo. È un film che intrattiene, emoziona e lascia un messaggio chiaro: rispettare la Terra, prendersi cura degli altri e custodire il ricordo delle persone amate.

Con interpretazioni vocali di alto livello, una trama intelligente e un umorismo ben calibrato, il film si impone come uno dei titoli più riusciti degli ultimi anni dello studio.

Hoppers, Pixar torna a brillare: emozione, follia e un grande cuore ecologista
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