Meta separa Horizon Worlds da Quest: la piattaforma VR diventa (quasi) solo mobile

Meta separa Horizon Worlds da Quest e punta quasi esclusivamente sul mobile. La strategia mira a distinguere VR e social platform per favorire crescita e sostenibilità.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Meta cambia rotta su Horizon Worlds. La piattaforma social in realtà virtuale non sarà più legata in modo diretto all’ecosistema Quest e, nelle intenzioni dell’azienda, diventerà “quasi interamente mobile”. Una scelta che segna un passaggio strategico importante per Reality Labs e per il futuro del metaverso targato Meta.

La decisione arriva dopo mesi di riflessioni interne sull’evoluzione del pubblico e sulla sostenibilità del modello attuale. L’obiettivo dichiarato è quello di permettere ai due prodotti — Quest e Worlds — di crescere su binari separati, con priorità e strategie differenti.

Le novità annunciate da Meta

A spiegare la nuova direzione è stata Samantha Ryan, vicepresidente dei contenuti di Reality Labs. Il focus, ha ribadito, resta quello di offrire a sviluppatori e creator la possibilità di costruire attività sostenibili nel tempo.

Negli ultimi anni la base utenti è cambiata in modo significativo. Se inizialmente la realtà virtuale attirava un pubblico piuttosto definito, oggi l’ecosistema Meta si è ampliato, includendo utenti con aspettative e abitudini differenti. A febbraio 2025, l’azienda aveva già sottolineato come i più giovani stessero orientando l’attenzione verso contenuti free-to-play, contribuendo a ridefinire le priorità interne.

Meta separa Horizon Worlds da Quest: la piattaforma VR diventa (quasi) solo mobile

Da qui la decisione: separare in modo esplicito la piattaforma VR Quest da Horizon Worlds. L’intenzione è quella di concentrare l’impegno sull’ecosistema degli sviluppatori VR da una parte, e spostare quasi completamente Worlds sul mobile dall’altra. Due percorsi distinti, per evitare sovrapposizioni e dispersioni di risorse.

Un’impostazione che richiama le parole del CTO di Meta, Andrew Bosworth, che nelle scorse settimane aveva difeso i tagli al personale — circa il 10% di Reality Labs — spiegando come costi elevati e sviluppo frammentato avessero reso necessario un ridimensionamento. Portare avanti contemporaneamente una versione mobile e una VR della stessa piattaforma, aveva osservato, rappresenta un peso notevole per i team.

Cosa cambia per gli utenti Quest

Sul piano pratico, la promozione di Horizon Worlds è già stata rimossa dal feed dei contenuti suggeriti su Quest. Tuttavia, al momento l’applicazione risulta ancora scaricabile dallo store dedicato ai visori. Non sono stati chiariti i tempi del completo disaccoppiamento tra le due piattaforme.

È evidente però che il baricentro si sta spostando. L’obiettivo sembra essere quello di raggiungere una massa critica più ampia attraverso smartphone e tablet, dispositivi che garantiscono una platea potenziale decisamente superiore rispetto ai visori VR.

Il nodo dell’accessibilità e il confronto con la concorrenza

Uno dei limiti iniziali di Horizon Worlds è stato proprio l’obbligo di possedere un visore Quest per accedervi. Anche considerando la diffusione crescente della VR, il numero di utenti resta lontano da quello dei tradizionali dispositivi mobili. Questo vincolo ha inevitabilmente ristretto il bacino di pubblico.

Prima dell’arrivo ufficiale su Android e iOS, avvenuto a fine 2023, altre piattaforme social VR avevano già intrapreso la strada del multipiattaforma. VRChat e Rec Room avevano infatti esteso il supporto ai dispositivi mobili, ampliando sensibilmente la propria base utenti.

Meta ha seguito un percorso simile, scoprendo rapidamente che gli utenti più giovani, connessi via smartphone, trascorrevano più tempo su Horizon Worlds e tendevano anche a spendere di più rispetto agli utenti Quest. Un dato che ha probabilmente accelerato la revisione strategica.

Controllo, contenuti e crescita rallentata

Fin dal lancio su Quest nel 2021, Horizon Worlds ha adottato un approccio piuttosto prudente nella gestione dei contenuti generati dagli utenti. Meta ha cercato di evitare controversie pubbliche mantenendo restrizioni sulla complessità e sulla qualità visiva degli ambienti creati dagli utenti.

Ancora oggi gli avatar risultano relativamente semplici, con opzioni di personalizzazione spesso legate all’acquisto di accessori piuttosto che alla creazione libera e completa del proprio personaggio, come avviene su VRChat. Questa scelta, orientata al controllo e alla moderazione, ha probabilmente limitato alcune possibilità creative.

Il debutto della piattaforma è stato più lento e accidentato del previsto. La recente decisione di mescolare contenuti generati dagli utenti e app VR tradizionali nel feed dello store Quest può essere letta come un tentativo di rilancio, volto a intercettare l’attenzione degli utenti in modo più diretto.

Ora, con la separazione tra Quest e Worlds, Meta sembra voler chiarire le priorità: da un lato rafforzare l’ecosistema VR, dall’altro puntare sulla scalabilità del mobile. Resta da vedere se questa scelta riuscirà a dare nuova linfa a un progetto che, finora, non ha mantenuto le promesse iniziali.

Meta separa Horizon Worlds da Quest: la piattaforma VR diventa (quasi) solo mobile
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