La 98ª cerimonia degli Oscar è attesa per domenica 15 marzo e, con le nomination definite dal 22 gennaio, la corsa ai premi è ormai entrata nella fase più intensa. A fotografare il clima che accompagna la vigilia ci sono anche i mercati previsionali, dove migliaia di utenti comprano e vendono quote legate ai possibili vincitori. Tra questi, Polymarket è uno dei riferimenti più osservati, perché raccoglie in tempo reale il consenso di chi scommette sugli esiti reali delle varie categorie.
Dalle proiezioni emerge un quadro piuttosto netto. One Battle After Another, diretto da Paul Thomas Anderson, si presenta come il titolo da battere, con un vantaggio marcato in diverse categorie di peso. Alle sue spalle, però, ci sono film che potrebbero ritagliarsi uno spazio importante nella serata, da Sinners a Frankenstein, passando per Demon Hunters e Sentimental Value.
Il quadro generale dei favoriti
Secondo le stime basate sulle quote, One Battle After Another è il film che più di tutti sembra incarnare il profilo del grande vincitore. Non guida soltanto la corsa al Miglior Film, ma compare in posizione dominante anche in categorie tecniche e creative come regia, fotografia, montaggio e sceneggiatura adattata. È questo, più di ogni altro elemento, a farne il titolo simbolo della stagione.
Accanto al film di Anderson, Sinners si conferma però una presenza centrale. Pur restando indietro nella corsa al premio principale, il film di Ryan Coogler risulta fortissimo in ambiti come sceneggiatura originale, casting e colonna sonora originale, oltre a sostenere la candidatura di Michael B. Jordan come miglior attore.
Miglior Film e miglior regia: il dominio di One Battle After Another
Nella categoria Miglior Film, One Battle After Another è indicato al 75%, molto avanti rispetto a Sinners, fermo al 21%, mentre Hamnet resta più distante al 2%. Tutti gli altri titoli citati nelle proiezioni, da Marty Supreme a Frankenstein, appaiono per ora marginali.
Il vantaggio si amplia ulteriormente nella corsa alla miglior regia. Qui Paul Thomas Anderson è dato al 93%, un margine che rende la sua vittoria quasi scontata secondo il mercato. Ryan Coogler segue al 6%, mentre gli altri nomi rimangono sullo sfondo. Se questa tendenza dovesse reggere fino al voto finale, Anderson potrebbe finalmente ottenere un riconoscimento inseguito da tempo.
Le categorie attoriali: Buckley è nettamente avanti, più aperta la corsa maschile
Tra gli interpreti, la situazione più sbilanciata riguarda la categoria Miglior Attrice. Jessie Buckley, per Hamnet, è indicata al 97%, con un vantaggio schiacciante su Rose Byrne (2%) e sulle altre candidate. Il mercato sembra considerare la sua affermazione come una delle più solide dell’intera edizione.
Diverso il discorso per il Miglior Attore, dove la corsa appare più combattuta. Michael B. Jordan guida con il 57% grazie a Sinners, ma Timothée Chalamet resta vicino al 31%. Più indietro Wagner Moura (6%), Leonardo DiCaprio (5%) ed Ethan Hawke (2%). È una delle poche categorie in cui il divario non sembra ancora definitivo.
Nel Miglior Attore Non Protagonista, invece, Sean Penn parte davanti con il 73% per il suo ruolo in One Battle After Another. Alle sue spalle ci sono Stellan Skarsgård (15%) e Delroy Lindo (11%). Tra le attrici non protagoniste, la situazione è più equilibrata: Amy Madigan è in testa al 48% per Weapons, ma Teyana Taylor resta in corsa con il 31%, seguita da Wunmi Mosaku al 17%.
Scrittura e categorie tecniche: spartizione tra Anderson, Coogler e Frankenstein
Se One Battle After Another domina nelle categorie più legate alla costruzione complessiva del film, Sinners sembra invece avere un vantaggio netto nella sceneggiatura originale, dove raggiunge il 95%. Nella sceneggiatura adattata, al contrario, torna davanti il film di Anderson con lo stesso 95%, lasciando Hamnet al 3%.
Sul versante tecnico, One Battle After Another risulta il favorito in fotografia (76%) e montaggio (85%). Sono numeri che rafforzano l’idea di un film percepito come solido non solo sul piano autoriale, ma anche su quello formale.
Per l’apparato visivo più spettacolare, invece, le quote premiano Frankenstein. Il film guida nei costumi con il 92%, nel trucco e acconciature con il 93% e nella scenografia ancora con il 92%. È il titolo che, secondo le proiezioni, potrebbe imporsi con più forza nelle categorie estetiche.
Animazione, internazionale, sonoro e altri premi
Nell’animazione non sembrano esserci molti dubbi: Demon Hunters è dato al 93% come Miglior Film di Animazione, mentre la canzone “Golden” dello stesso film è favorita all’87% come Miglior Canzone Originale. Anche qui il principale rivale appare lontano.
Per il Miglior Film Internazionale, il titolo in testa è Sentimental Value con il 69%, ma The Secret Agent mantiene una quota significativa al 21%, lasciando aperta la possibilità di un ribaltamento. Nel sonoro, invece, è F1 a guidare con l’80%, grazie a un impatto audio che sembra aver convinto in modo trasversale.
Tra i premi meno centrali ma comunque osservati, Sinners è avanti nel casting con l’82%, mentre Avatar: Fire and Ash domina negli effetti visivi con il 92%, confermando la forza della saga sul piano tecnico.
I documentari e i cortometraggi
Anche nelle categorie dedicate ai formati brevi e al documentario emergono alcuni favoriti piuttosto chiari. The Perfect Neighbor è davanti nel Miglior Documentario con il 74%, mentre All The Empty Rooms guida il Cortometraggio Documentario al 66%.
Nel Cortometraggio dal Vivo, la corsa appare più incerta: Two People Exchanging Saliva è primo al 42%, ma The Singers (28%) e A Friend of Dorothy (24%) restano vicini. Nel Cortometraggio d’Animazione, invece, Butterfly conduce al 52%, pur senza un vantaggio tale da escludere del tutto le inseguitrici.
In base a queste proiezioni, la serata degli Oscar 2026 potrebbe ruotare soprattutto attorno a One Battle After Another, con Sinners pronto a raccogliere premi importanti nelle categorie di scrittura e performance. Resta però il margine di incertezza che accompagna sempre questo tipo di previsioni: le quote mostrano una tendenza, non un verdetto definitivo.
Fonte: thedirect.com






