Palworld guarda avanti: per John Buckley il grande boom dei survival crafting AAA deve ancora arrivare

John Buckley di Palworld ritiene che il genere survival crafting influenzerà sempre più giochi e che un grande progetto AAA dedicato arriverà nei prossimi anni.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Palworld guarda avanti: per John Buckley il grande boom dei survival crafting AAA deve ancora arrivare

Il genere survival crafting continua a occupare uno spazio importante soprattutto su PC, ma secondo John Buckley, responsabile della pubblicazione e delle comunicazioni di Palworld, il vero salto di scala potrebbe arrivare solo nei prossimi anni. Buckley, noto online anche come Bucky, ritiene infatti che le grandi aziende dell’industria videoludica inizieranno presto a guardare con maggiore attenzione a questo tipo di produzioni.

A suo giudizio, il settore non solo continuerà a influenzare altri giochi, ma potrebbe presto attirare anche investimenti più pesanti da parte dei publisher più grandi. Per Buckley, insomma, il momento in cui un colosso proverà davvero a realizzare un survival crafting AAA non è ancora arrivato, ma non sarebbe poi così lontano.

Il survival crafting come prossimo terreno di conquista

Nel corso di un’intervista concessa a GamesRadar+ durante la GDC 2026, Buckley ha spiegato di vedere un potenziale molto forte nel genere. Secondo il dirigente di Palworld, sempre più sviluppatori e publisher inizieranno a prendere spunto dagli elementi tipici di queste esperienze, che mescolano sopravvivenza, raccolta di risorse, costruzione e progressione.

Buckley ha dichiarato: “Credo che ci sia un futuro molto interessante nel genere survival crafting, e prevedo che sempre più persone inizieranno a prendere elementi da questo tipo di giochi.” Nella sua lettura, il fenomeno non si limiterà quindi ai titoli che appartengono in modo esplicito a questo sottogenere, ma finirà per contaminare anche produzioni diverse, magari più grandi e strutturate.

Allo stesso tempo, ha precisato che per vedere un vero gioco AAA costruito interamente attorno a questo modello servirà ancora tempo. “Penso che siamo ancora a qualche anno dall’arrivo di un titolo AAA nel genere survival crafting. Ma credo che ci arriveremo.” Una previsione che fotografa bene la situazione attuale: grande interesse del pubblico, ma ancora pochi tentativi davvero massicci da parte dei grandi nomi del settore.

Un genere forte, ma ancora poco esplorato dai grandi publisher

Buckley parte da un dato ormai evidente: i giochi di sopravvivenza e crafting rappresentano da anni un sottogenere molto rilevante, in particolare su PC, e in alcuni casi anche oltre quel mercato. Nonostante questo, i publisher più grandi hanno raramente scelto di investire risorse su produzioni di questa categoria con ambizioni pienamente tripla A.

È proprio questo squilibrio ad attirare l’attenzione del dirigente di Palworld. Da una parte c’è un genere già consolidato e capace di attirare pubblico; dall’altra c’è una relativa prudenza delle aziende più grandi, che finora non hanno trasformato quell’interesse in un’ondata di progetti di fascia alta. Per Buckley, però, è soltanto una questione di tempo.

“È difficile immaginare chi potrebbe farlo, ma sono sicuro che qualcuno ci proverà”, ha spiegato. La sensazione è che il mercato, prima o poi, spingerà una grande realtà a tentare un progetto più ambizioso, con budget elevato e un posizionamento centrale nel panorama commerciale.

Il caso Odyssey e il rimpianto per il progetto cancellato

Nel ragionamento di Buckley entra anche un esempio concreto: Odyssey, il gioco fantasy survival di Blizzard che non vedrà la luce. Il progetto, già noto pubblicamente con quel nome in codice, è stato cancellato da Microsoft e Activision Blizzard nel contesto di licenziamenti e riorganizzazioni interne che hanno coinvolto entrambe le aziende.

Buckley ha citato quel caso come una dimostrazione del fatto che un certo interesse attorno al genere esisteva già. Microsoft, attraverso Matt Booty, aveva inoltre spiegato che parte degli sviluppatori di Odyssey era stata spostata su altri progetti. Un segnale che la chiusura del gioco non derivava necessariamente dalla mancanza di idee, ma da un cambiamento più ampio nella gestione delle priorità aziendali.

Per Buckley, quel progetto rappresentava qualcosa di molto promettente. “Quella era l’idea di tutti — e io ero molto entusiasta di quell’idea”, ha detto, lasciando emergere un certo rammarico per una produzione che avrebbe potuto anticipare il momento di svolta del genere. La cancellazione di Odyssey, però, non cambia la sua convinzione di fondo: qualcuno tornerà a provarci.

Pocketpair non vuole abbandonare il genere

Nella parte finale del suo intervento, Buckley ha allargato il discorso al futuro di Pocketpair e al ruolo che uno studio come quello di Palworld può avere in questo contesto. Pur escludendo l’idea di trasformare l’azienda in un grande conglomerato dell’intrattenimento, ha chiarito che sarebbe un errore lasciare spegnere un settore con prospettive così ampie.

La sua posizione è netta: “Non abbiamo alcuna voglia di diventare un impero mediatico, ma sarebbe sciocco da parte di Pocketpair lasciar morire il genere survival game. È un mercato troppo promettente.” È una frase che riassume bene la visione espressa nell’intervista. Da un lato c’è la consapevolezza dei limiti e delle dimensioni dello studio; dall’altro, la convinzione che il survival crafting abbia ancora molto spazio per crescere.

Per Buckley, quindi, il punto non è più capire se il genere abbia un futuro, ma quando arriverà il tentativo più grande. E anche se il primo vero survival crafting AAA sembra ancora distante, l’idea che quel momento possa avvicinarsi comincia a sembrare sempre meno remota.

Fonte: www.gamesradar.com

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