Planet of Lana 2, il sequel conquista con Mui e un’avventura più viva che mai

Planet of Lana 2 convince grazie al legame tra Lana e Mui, a enigmi ben costruiti e a un mondo vivo che rende il sequel ancora più affascinante.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Planet of Lana 2, il sequel conquista con Mui e un’avventura più viva che mai

Il legame tra Lana e Mui resta il cuore pulsante di Planet of Lana 2, ed è proprio da lì che il gioco costruisce la sua forza emotiva. Non serve comprendere fino in fondo la lingua aliena del mondo creato da Wishfully per entrare in sintonia con i personaggi: basta osservare i loro gesti, il modo in cui collaborano e la naturalezza con cui affrontano i pericoli lungo il cammino.

La storia riparte dal misterioso rapporto tra gli schiavisti robotici del primo capitolo e il popolo di Lana. Su questo sfondo si inserisce una nuova fazione, determinata a sfruttare le macchine per scopi distruttivi. La minaccia non resta sullo sfondo, ma colpisce subito da vicino la comunità, arrivando a contagiare anche un bambino con una strana malattia. Mentre il villaggio cerca di respingere gli invasori, Lana si assume un compito diverso ma altrettanto decisivo: recuperare gli elementi necessari per preparare una medicina, attraversando territori ostili insieme a Mui.

Lana e Mui restano il centro dell’esperienza

Fin dalle prime ore, Planet of Lana 2 mostra chiaramente quali siano i suoi punti di forza. Il viaggio mescola piattaforme, fughe serrate e una struttura di enigmi che ruota attorno alla collaborazione tra i due protagonisti. È proprio questa combinazione a dare personalità al sequel, che riesce a trasmettere la sensazione di un’avventura condivisa anche quando si gioca da soli.

Lana e Mui non sembrano mai due strumenti separati al servizio del giocatore. Al contrario, il loro rapporto restituisce l’idea di un’intesa autentica, costruita sull’aiuto reciproco. Il risultato è un sistema di gioco che appare naturale e coinvolgente, capace di dare ritmo sia ai momenti più riflessivi sia alle sequenze più tese.

Un sistema di controllo semplice ma molto efficace

Uno degli aspetti più riusciti riguarda proprio il modo in cui il gioco gestisce i controlli. Mui non viene mai controllato direttamente, eppure la precisione con cui lo si può guidare fa quasi dimenticare questa distinzione. Lana si muove come ci si aspetta da un puzzle-platform cinematografico, sulla scia di titoli come Inside o Little Nightmares: si cammina, si salta, ci si arrampica e si interagisce con l’ambiente usando lo stick sinistro e i pulsanti principali.

L’altro stick, invece, serve a posizionare sullo schermo un indicatore con cui segnalare a Mui dove andare. A questo si aggiungono comandi semplici per chiedergli di fermarsi oppure di seguire Lana. La suddivisione non risulta mai macchinosa. Anzi, contribuisce a rafforzare l’idea che Mui non sia un’estensione meccanica del giocatore, ma un compagno vivo e presente, pronto a collaborare senza perdere la propria identità.

È una differenza sottile, ma importante. In molti giochi simili il personaggio secondario finisce per sembrare poco più di un comando contestuale. Qui, invece, Mui mantiene sempre una sua presenza precisa, quasi affettuosa, che rende il rapporto con Lana ancora più credibile.

Gli enigmi funzionano perché nascono dai personaggi

Sul piano del gameplay, Lana è agile e versatile. Può arrampicarsi su superfici segnate, dondolarsi dalle corde e affrontare salti impegnativi. Mui, però, compensa con altre qualità: è piccolo, veloce e riesce a infilarsi in passaggi che Lana non può raggiungere. Da questa differenza nasce la parte più interessante degli enigmi.

Spesso bisogna capire come far attraversare a Mui tunnel stretti o percorsi alternativi per sbloccare un nuovo accesso a Lana. In altri casi, è Lana a dover intervenire su leve, meccanismi e oggetti fuori dalla portata del suo compagno. La dinamica si sviluppa in modo intuitivo, senza appesantire il ritmo. Il merito sta nel fatto che il gioco non forza mai la cooperazione: la lascia emergere con naturalezza, facendo sembrare ogni soluzione il frutto di una vera sinergia.

Questa impostazione evita anche un altro rischio frequente nei puzzle-platform. Nessuno dei due protagonisti finisce per dominare la scena. Lana e Mui restano complementari, e proprio questo equilibrio rende il sistema così convincente.

Il potere di Mui amplia il gioco e arricchisce il mondo

Il vero elemento distintivo, però, è rappresentato dal potere di Mui di generare uno speciale campo energetico. Questa abilità non serve soltanto a disattivare certe macchine, ma anche a influenzare alcune piccole creature del mondo di gioco. È qui che Planet of Lana 2 trova una varietà particolarmente interessante.

I diversi animali incontrati nei biomi attraversati da Lana e Mui non sono semplici dettagli decorativi, ma parte integrante delle soluzioni ambientali. In un passaggio, per esempio, Mui può usare un pesce palla capace di spruzzare inchiostro, creando copertura mentre Lana supera di nascosto creature pericolose. In un altro, può sfruttare piccoli batuffoli viventi per formare una trama che sembra destinata a essere incendiata, aprendo così un nuovo passaggio.

Questi momenti non servono soltanto a introdurre nuove meccaniche. Rafforzano anche la sensazione che tutto, in Planet of Lana 2, sia collegato. Lana e Mui non interagiscono con il mondo come corpi estranei, ma come parti di un ecosistema in cui ogni creatura può avere un ruolo.

Un’atmosfera che richiama Oddworld, ma con una sua identità

Per tono e costruzione del mondo, il gioco richiama a tratti Oddworld. C’è la stessa attenzione per una natura minacciata, la stessa idea di un equilibrio alterato dalla tecnologia e dallo sfruttamento, oltre a una certa tensione nelle sequenze di fuga e nelle interazioni con creature misteriose. Anche alcuni passaggi più dinamici, con Lana costretta a correre e aggrapparsi all’ultimo istante a una sporgenza per sfuggire al pericolo, contribuiscono a questo richiamo.

Eppure il sequel non vive di semplice imitazione. Riesce anzi a distinguersi grazie al rapporto tra i protagonisti, alla fluidità dei movimenti e a una costruzione degli enigmi che punta più sulla sensibilità e sull’osservazione che sulla pura difficoltà. Il mondo appare vibrante, coerente e pieno di vita, e questa è probabilmente la qualità che emerge con maggiore forza.

Un sequel accessibile anche a chi conosce poco il primo gioco

Un aspetto interessante è che non sembra indispensabile avere una conoscenza approfondita del primo Planet of Lana per apprezzare questo secondo capitolo. Anche chi ha giocato poco all’originale può trovare nel sequel un’esperienza leggibile e coinvolgente. Anzi, la maggiore mobilità e la varietà delle situazioni sembrano rendere questo episodio ancora più capace di distinguersi all’interno del panorama dei puzzle-platform.

Alla fine, è proprio la combinazione tra atmosfera, collaborazione e inventiva a lasciare il segno. Planet of Lana 2 appare come un seguito che non si limita a ripetere la formula del predecessore, ma la amplia con intelligenza, regalando un’avventura che invoglia a proseguire soprattutto per vedere fin dove arriveranno Lana e Mui insieme.

Planet of Lana 2 è disponibile su PC, PS5, PS4, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e Nintendo Switch.

Planet of Lana 2, il sequel conquista con Mui e un’avventura più viva che mai
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