Resident Evil Requiem: tutti gli Easter egg che celebrano 30 anni di survival horror

Resident Evil Requiem celebra 30 anni di saga con numerosi Easter egg: da Outbreak a Wesker, passando per Tofu e Mr. X.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Resident Evil Requiem: tutti gli Easter egg che celebrano 30 anni di survival horror

Entrando in Resident Evil Requiem, avevo due certezze: la presenza centrale di Leon S. Kennedy e una pioggia di riferimenti al passato della saga. Capcom ha scelto di riportare la serie dove tutto è iniziato, a Raccoon City, celebrando al tempo stesso il trentesimo anniversario del franchise.

Era inevitabile che lungo il percorso spuntassero omaggi più o meno evidenti. Alcuni sono dichiarati, altri nascosti nei dettagli di un corridoio o di un oggetto apparentemente insignificante. Ecco quelli più interessanti emersi finora.

1. L’abilità di scassinatrice di Alyssa (Outbreak)

Le pinze usate da Grace nella struttura Rhods Hill Chronic Care richiamano direttamente l’abilità di Alyssa Ashcroft in Resident Evil Outbreak. In quel capitolo, Alyssa poteva forzare serrature senza bisogno di chiavi specifiche.

In Requiem, gli attrezzi servono ad aprire cassetti chiusi a chiave alla ricerca di risorse e munizioni. Un dettaglio funzionale, ma anche un tributo a uno spin-off spesso dimenticato.

2. Le vasche da bagno “sospette”

Le vasche da bagno sono quasi un marchio di fabbrica della serie. Quando Leon si avvicina a una colma di sangue, il déjà vu è inevitabile.

Dal primo Resident Evil fino a Resident Evil 7: Biohazard, le vasche sono state teatro di momenti disturbanti. È un piccolo cliché che gioca con la memoria dei fan.

3. Taglierini e tronchesi

I “cutters” tornano anche qui. Nel Wrenwood Hotel, Grace trova un attrezzo indispensabile per forzare passaggi bloccati.

Un richiamo evidente ai tronchesi di Resident Evil 2 Remake e agli strumenti usati in Resident Evil Village. Un oggetto semplice, ma iconico nella progressione esplorativa della saga.

4. Il vino di Lady Dimitrescu

In un ufficio vicino all’eliporto compare una bottiglia etichettata “Sanguis Virginis”. È il vino creato da Alcina Dimitrescu in Resident Evil Village.

Un omaggio sottile ma riconoscibile: anche senza la presenza diretta della vampira, la sua influenza aleggia ancora.

5. Leon e la cappella

Le sequenze di combattimento in una chiesa richiamano inevitabilmente la campagna di Leon in Resident Evil 6.

Le movenze dinamiche e l’azione frenetica sembrano dialogare con quell’episodio spesso sottovalutato. È come se Requiem recuperasse alcune atmosfere di quel capitolo, rielaborandole in chiave moderna.

6. Nemici familiari

I richiami ai mostri del passato sono numerosi. Tornano creature simili a Plant 42 (qui rielaborata), i Licker, gigantesche aracnidi e varianti di zombie più aggressivi che ricordano i Crimson Head.

È un mosaico di memorie che abbraccia più generazioni della serie, dal primo capitolo ai remake più recenti.

7. HUNK e la squadra Umbrella

Tra le rovine di Raccoon City compaiono soldati riconducibili ai servizi di sicurezza Umbrella. Un’ascia denominata “Mortal Edge” sembra un chiaro omaggio a HUNK, il leggendario “Reaper” introdotto in Resident Evil 2 e tornato nel remake.

Che si tratti di lui o di un semplice riferimento, il tributo è evidente.

8. Il berretto STARS di Jill

Nell’ufficio STARS del dipartimento di polizia, ormai in rovina, si intravede il celebre cappello di Jill Valentine.

Non è solo un oggetto scenografico: rappresenta un simbolo della storia del franchise e un richiamo diretto agli eventi del 1998.

9. Tofu tra i vetri della RPD

Uno degli Easter egg più curiosi riguarda Tofu, il celebre personaggio segreto nato come gag in Resident Evil 2.

In una fase avanzata dell’esplorazione, si può notare la sua sagoma tra finestre e corridoi della RPD, accompagnata da un piccolo effetto sonoro. Un omaggio leggero che strappa un sorriso ai fan storici.

10. Il salto in stile Dead by Daylight

Il salto dalla balconata al corridoio della RPD richiama la mappa dedicata a Resident Evil in Dead by Daylight.

Nel titolo horror asimmetrico, Leon e altri personaggi della saga sono stati introdotti come survivor o killer. Il riferimento sembra un ponte simbolico tra le due esperienze.

11. Mr. X 2.0

Il Tyrant torna in una versione aggiornata. Nei monitor del centro ARK si scopre che i Tyrant vengono dotati di cappotto per mimetizzarsi meglio tra gli umani.

Un dettaglio ironico che richiama il Mr. X di Resident Evil 2 Remake e la sua silhouette inconfondibile.

12. Un’ombra che ricorda Wesker

Un nuovo personaggio, Zeno, presenta tratti che ricordano Albert Wesker: capelli biondi, occhiali scuri, trench nero.

Non viene mai nominato direttamente, ma il richiamo è evidente. Clone? Omaggio? Il dubbio resta, ma il riferimento funziona.

In definitiva, Resident Evil Requiem non è solo un nuovo capitolo, ma una celebrazione della memoria collettiva della saga. Dai dettagli ambientali ai richiami più espliciti, Capcom costruisce un ponte tra passato e presente, rendendo Raccoon City un archivio vivente di trent’anni di survival horror.

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