Robert Picardo commenta la fine di Star Trek: Starfleet Academy: “Una notizia triste”

Robert Picardo ha commentato la cancellazione di Star Trek: Starfleet Academy, collegandola al clima culturale attuale e ribadendo l’importanza dei valori inclusivi storici del franchise.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

La cancellazione di Star Trek: Starfleet Academy dopo la seconda stagione ha suscitato reazioni immediate anche tra i volti storici del franchise. Tra questi c’è Robert Picardo, tornato a interpretare il Dottore, che ha definito la decisione una “notizia triste” e ha collegato lo stop della serie a un contesto culturale e politico che, a suo giudizio, oggi guarda con meno favore ai valori tradizionali di Star Trek.

La serie di Paramount+, pensata per un pubblico young adult, era stata concepita come un racconto più ampio, ma si fermerà invece al secondo anno del percorso dei suoi cadetti. Picardo ha affrontato il tema in un’intervista al podcast On Screen and Beyond, nella quale ha riflettuto non solo sul destino dello show, ma anche sull’eredità culturale di Star Trek e sul significato che questa visione continua ad avere.

Il ritorno del Dottore nel futuro di Star Trek

Con il suo ritorno nei panni del Dottore di Star Trek: Voyager, Robert Picardo ha rappresentato uno dei legami più evidenti tra la storia classica del franchise e la prospettiva del 32º secolo raccontata in Star Trek: Starfleet Academy. Nella prima stagione, il personaggio ha ampliato ulteriormente il proprio arco narrativo, confrontandosi con traumi risalenti a 800 anni prima, vissuti a bordo della USS Voyager.

Allo stesso tempo, il Dottore ha trovato una nuova dimensione anche sul piano personale, scegliendo di diventare genitore di SAM, il cadetto interpretato da Kerrice Brooks, anch’egli un essere olografico. Un’evoluzione che ha dato ulteriore profondità a uno dei personaggi più amati dell’universo di Star Trek.

Le parole di Picardo sulla cancellazione

Intervenendo nel podcast, Picardo ha parlato con grande amarezza della decisione di non proseguire oltre la seconda stagione. L’attore ha spiegato di vedere in Star Trek: Starfleet Academy una continuità molto chiara con la tradizione della saga, soprattutto per quanto riguarda la centralità di valori come inclusione, diversità e fiducia nel futuro.

Picardo ha affermato che la serie è “molto diversificata e inclusiva” e ha osservato come, a suo avviso, proprio questi principi sembrino oggi meno popolari nell’attuale clima politico e culturale degli Stati Uniti. Un giudizio netto, che per lui appare ancora più significativo perché tocca quelli che considera i cardini stessi della visione di Gene Roddenberry.

Nel suo intervento, l’attore ha richiamato l’idea di Star Trek come racconto ottimista sul futuro dell’umanità: un futuro in cui scienza e tecnologia non sono strumenti di distruzione, ma di emancipazione; un futuro in cui le persone vengono giudicate per il loro carattere e per il contributo dato alla comunità, non per il colore della pelle o per l’orientamento sessuale. È su questo terreno che Picardo ha espresso la speranza che le future produzioni del franchise continuino a restare fedeli all’identità storica della saga.

Un franchise che potrebbe fermarsi per un po’

Nel corso dell’intervista, Picardo ha anche sottolineato un altro aspetto: dopo Star Trek: Starfleet Academy e le ultime stagioni di Star Trek: Strange New Worlds, previste nel 2027, il franchise potrebbe attraversare una fase di pausa. Secondo l’attore, Star Trek tornerà senz’altro, ma resta l’auspicio che lo faccia mantenendo intatti i suoi valori fondanti.

Picardo ha ricordato inoltre il traguardo storico dei 60 anni della saga, che cadrà a settembre, definendolo un momento importante per una serie di cui fa parte da oltre trent’anni. Un legame personale e professionale che rende ancora più significativo il suo intervento sulla chiusura di Starfleet Academy.

Una saga interrotta prima del previsto

La fine della serie arriva anche in un momento che rende la notizia ancora più amara per chi l’aveva pensata come un progetto di lungo periodo. Secondo quanto riportato, Alex Kurtzman e Noga Landau avevano immaginato Star Trek: Starfleet Academy come una saga di quattro anni, modellata sull’esperienza universitaria dei protagonisti.

La produzione si è conclusa definitivamente dopo la fine delle riprese della seconda stagione, terminate a fine febbraio. Gli ultimi dieci episodi, che costituiranno la seconda e ultima stagione, sono attesi per l’inizio del 2027 su Paramount+. La serie, quindi, si chiuderà a metà del percorso originariamente immaginato, lasciando peraltro in sospeso un cliffhanger.

È proprio questo uno degli elementi che pesa di più sulla percezione della cancellazione: non una conclusione pianificata, ma uno stop arrivato quando la storia sembrava ancora nel pieno del suo sviluppo.

Il sostegno di William Shatner

Picardo ha parlato anche di William Shatner, che su X ha espresso il proprio dolore per la cancellazione di Star Trek: Starfleet Academy. L’attore ha raccontato di aver avuto modo di conoscerlo meglio negli ultimi anni e ha speso parole molto calorose nei suoi confronti, ricordandone l’energia, la curiosità e la capacità di restare aperto alle persone e alle esperienze nuove.

A colpirlo, ha spiegato, è soprattutto l’entusiasmo che Shatner continua a mostrare anche a 95 anni: una qualità che Picardo considera una vera lezione su come restare giovani nello spirito. Il suo commento aggiunge così una nota personale a un passaggio già molto sentito per il franchise.

Le possibili ragioni dietro la chiusura

Emerge anche un altro elemento, più concreto, che avrebbe inciso sulla decisione di Paramount+: la difficoltà della serie nel conquistare un pubblico ampio. Secondo Variety, Star Trek: Starfleet Academy non sarebbe riuscita a raccogliere numeri sufficientemente forti, al punto da non entrare nella Top 10 di Nielsen Streaming.

A questo si aggiunge il clima ostile che, sempre secondo quanto riportato, ha accompagnato la serie online. Su X, William Shatner ha richiamato un meccanismo già visto più volte nella storia del franchise, con una parte del fandom pronta ad accogliere ogni nuova incarnazione di Star Trek con resistenze o ostilità. In questo caso, Starfleet Academy e il suo cast, composto da interpreti giovani e meno giovani, è stata bersaglio anche di commenti d’odio, razzisti e omofobi.

Tra motivazioni culturali, pressioni esterne e ascolti non abbastanza forti, la chiusura della serie assume quindi un significato più ampio. Non riguarda soltanto la fine di uno show, ma anche il modo in cui un certo tipo di racconto viene accolto oggi.

Resta ora l’ultima stagione, attesa nel 2027, con il compito non semplice di chiudere una storia nata per durare più a lungo. E resta soprattutto la speranza, espressa dallo stesso Picardo, che il futuro di Star Trek continui a custodire quella visione progressista, inclusiva e profondamente umanista che da sempre ne costituisce il cuore.

Fonte: Screen Rant

Robert Picardo commenta la fine di Star Trek: Starfleet Academy: “Una notizia triste”
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti