2nd EVE si presenta con un’immagine forte e piuttosto rara, capace di renderlo riconoscibile fin dal primo sguardo. È un action RPG horror fantascientifico a scorrimento laterale ambientato sull’ARGOS, una gigantesca nave-colonia rimasta alla deriva nell’iperspazio dopo un salto fallito. Al centro del racconto c’è Sorella Superiora Zola, impegnata ad attraversare corridoi infestati, affrontare membri dell’equipaggio mutati, macchine fuori controllo e anomalie che hanno trasformato una missione verso una nuova casa in un incubo cosmico. Su Steam il gioco risulta pubblicato in Accesso Anticipato il 13 aprile 2026, sviluppato e pubblicato da Gamer Cloud.
Un’identità visiva e narrativa che non passa inosservata
L’aspetto più convincente di 2nd EVE, almeno in questa fase iniziale, è la sua identità. Il gioco non sembra voler inseguire modelli già consolidati in modo passivo, ma prova invece a combinare horror spaziale, iconografia religiosa e azione 2D con un tono cupo, quasi sacrale, che gli dà personalità. È proprio questa fusione a distinguerlo: l’atmosfera non si limita a fare da sfondo, ma diventa parte integrante dell’esperienza.
La descrizione ufficiale insiste su una protagonista sospesa tra umanità, macchina e vuoto, mentre l’ambientazione costruisce il proprio fascino attraverso luci intermittenti, trasmissioni corrotte e ambienti industriali decadenti. Sono elementi che suggeriscono il disastro in modo efficace, senza appesantire tutto con spiegazioni eccessive. Ne esce un immaginario coerente, capace di sostenere il tono del gioco e di imprimersi nella memoria con una certa facilità.
Anche i primi riscontri sembrano andare nella stessa direzione. Il colpo d’occhio viene indicato come uno dei punti più riusciti, e il comparto sonoro pare sapere quando spingere sulla tensione e quando, invece, lasciare spazio al silenzio. In un progetto che punta molto sull’atmosfera, è un dettaglio tutt’altro che secondario.
Un sistema di combattimento con basi interessanti
Anche il combat system dà l’impressione di poggiare su fondamenta promettenti. Le informazioni ufficiali parlano di un combattimento melee ispirato ai soulslike, quindi più ragionato che frenetico, ma senza la classica barra della stamina. Al suo posto entrano in gioco abilità su cooldown, posizionamento e sinergie di build, con l’obiettivo di rendere gli scontri meno rigidi e più aperti a stili differenti.
Tra demo e materiali promozionali emergono inoltre diverse opzioni offensive: magie, attacchi corpo a corpo e strumenti a distanza. Una delle prime anteprime segnala anche la presenza di attacco leggero, attacco pesante caricabile, parata, contrattacco e scatto, cioè un set di strumenti piuttosto ampio per un titolo a scorrimento laterale. Non è un dettaglio banale, perché suggerisce la volontà di costruire una progressione che non sia soltanto numerica, ma anche tattica.
La sensazione generale è che 2nd EVE lasci al giocatore un discreto margine di approccio. Allo stesso tempo, nelle prime ore il ritmo degli scontri non sembra ancora sempre perfettamente rifinito. Le idee ci sono, e in alcuni momenti si vedono chiaramente, ma la resa complessiva non appare ancora uniforme quanto potrebbe diventare con un ulteriore lavoro di bilanciamento e di feedback.
L’Accesso Anticipato pesa ancora sulla rifinitura
Dove il gioco convince meno, per ora, è nella rifinitura complessiva. L’Accesso Anticipato include i primi tre capitoli, ciascuno con il proprio boss, mentre il team indica l’arrivo dei capitoli dal 4 al 6 entro 3-4 mesi e una versione completa da 10 capitoli nell’arco di circa 10-12 mesi. È quindi un progetto ancora apertamente in costruzione, e la cosa emerge con una certa chiarezza.
Una recensione pubblicata nelle ore successive al lancio descrive il titolo come già solido nelle sue funzioni di base, ma segnala anche cali di fluidità nelle fasi più concitate, un’interfaccia migliorabile e un feedback delle azioni non sempre all’altezza delle ambizioni. È il classico caso in cui il potenziale è visibile, ma non tutto è ancora stato rifinito a dovere.
In sostanza, 2nd EVE sembra aver già trovato una direzione precisa sul piano dell’immaginario e dell’impostazione ludica, ma non ha ancora trasformato del tutto quelle intuizioni in un’esperienza pienamente compatta. Chi si avvicina ora deve farlo tenendo conto di questa natura ancora provvisoria.
La scelta delle voci IA può dividere il pubblico
C’è poi un altro elemento destinato a incidere parecchio sulla percezione del progetto: Steam riporta una divulgazione esplicita sull’uso di voci generate con IA per le sequenze cinematiche e per i dialoghi in gioco. Allo stesso tempo, viene specificato che arte visiva, asset, musica e scrittura narrativa sono stati realizzati da esseri umani.
È una distinzione importante, ma non elimina del tutto il problema della resa. Una delle prime anteprime giudica infatti i dialoghi scritti in modo discreto, ma considera la componente vocale piuttosto piatta, proprio in relazione a questa scelta. Per alcuni giocatori potrà essere un compromesso accettabile, soprattutto in un progetto piccolo e autofinanziato; per altri, invece, rischia di diventare un ostacolo evidente all’immersione.
Ed è un punto delicato, perché 2nd EVE punta molto su atmosfera, tensione e presenza scenica. Quando il gioco costruisce gran parte della propria forza su questi aspetti, anche la qualità della voce ha un peso superiore alla media.
Un progetto da seguire, più che un’opera già compiuta
Nel complesso, 2nd EVE dà oggi l’impressione di essere più promettente che compiuto. Ha un concept forte, un’atmosfera credibile, una protagonista già ben definita e un sistema di combattimento che potrebbe crescere in modo interessante con il tempo. Però è anche un titolo che, allo stato attuale, sembra chiedere al pubblico una certa disponibilità ad accettare spigoli, squilibri e una rifinitura ancora incompleta.
Il riscontro iniziale su Steam è incoraggiante ma ancora limitato: risultano 7 recensioni utenti utili al conteggio principale e 12 complessive, tutte positive, anche se non ancora sufficienti per una valutazione aggregata stabile. È un segnale favorevole, ma ancora troppo piccolo per trasformarsi in un giudizio consolidato.
Per ora 2nd EVE non appare come uno dei punti di riferimento dell’horror sci-fi indipendente, ma possiede già abbastanza carattere da meritare attenzione. La vera sfida, adesso, sarà trasformare questa atmosfera così marcata in una struttura più rifinita e in un’esperienza capace di reggere fino in fondo il peso delle sue ambizioni.


