Artemis II vedrà un’eclissi impossibile dalla Terra: la Luna oscurerà il Sole per 53 minuti

Artemis II sta per offrire ai suoi astronauti una rarissima eclissi solare totale oltre la Luna, durante una missione che batterà anche il record di distanza da Earth.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

La missione Artemis II sta per regalare ai suoi quattro astronauti uno degli spettacoli più rari dell’intera esplorazione spaziale. Durante il sorvolo della Luna previsto per lunedì 6 aprile, l’equipaggio a bordo di Orion assisterà a una eclissi solare totale visibile soltanto dallo spazio profondo, mentre la capsula passerà oltre il lato nascosto del nostro satellite. Non sarà un evento osservabile dalla Terra, e proprio per questo ha un valore speciale sia dal punto di vista visivo sia da quello scientifico.

La missione, lanciata dalla NASA il 1° aprile 2026, è la prima del programma Artemis con equipaggio e durerà 10 giorni. A bordo ci sono Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch della NASA e Jeremy Hansen della Canadian Space Agency. Durante il flyby lunare, Artemis II supererà anche il primato di distanza dalla Terra stabilito da Apollo 13, raggiungendo circa 406.773 chilometri dal nostro pianeta, cioè all’incirca 6.600 chilometri in più rispetto al record del 1970.

Un’eclissi che dalla Terra non potremo mai vedere

Il momento più spettacolare arriverà nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 aprile, quando dalla capsula Orion il Sole verrà coperto completamente dalla Luna. Secondo la NASA, l’eclissi inizierà attorno alle 20:35 EDT, che corrispondono alle 02:35 del 7 aprile, ora italiana. La particolarità è tutta nella prospettiva: visti da quella distanza, Sole e Luna non appariranno come li vediamo dalla Terra. Per gli astronauti, infatti, la Luna sembrerà molto più grande nel cielo, tanto da nascondere il disco solare per circa 53 minuti, una durata enormemente superiore a quella della totalità osservabile da terra.

Kelsey Young, responsabile delle operazioni scientifiche di volo per Artemis, ha spiegato che dalla Terra Sole e Luna ci appaiono più o meno della stessa dimensione apparente, mentre da Orion il punto di vista cambia radicalmente. È proprio questa geometria a rendere l’evento così insolito. Artemis II toccherà la distanza massima dalla Terra circa 90 minuti prima dell’inizio dell’eclissi, trasformando il passaggio sul lato nascosto della Luna in uno dei momenti più simbolici e spettacolari dell’intera missione.

Perché la NASA osserva con attenzione questo passaggio

L’eclissi non è soltanto un’immagine suggestiva. Quando il disco del Sole viene oscurato, diventa più facile osservare la corona solare, la parte più esterna e tenue dell’atmosfera del Sole, normalmente nascosta dalla sua luminosità. La NASA ha spiegato che intende sfruttare questa occasione per chiedere agli astronauti di descrivere quello che vedranno, così da aggiungere osservazioni umane dirette ai dati raccolti da telescopi e strumenti scientifici.

Leggi anche:  Star Wars Day 2026, Disney Store parte da Endor con una collezione dedicata a Il ritorno dello Jedi

Questa attenzione alle osservazioni visive fa parte di una campagna scientifica più ampia. Artemis II non si limiterà infatti a testare Orion e il sistema di volo nello spazio profondo: la missione servirà anche a raccogliere immagini e descrizioni della superficie lunare utili per le future spedizioni. Durante il sorvolo, la capsula passerà fino a circa 6.550 chilometri dalla superficie della Luna, offrendo agli astronauti diverse ore per osservare crateri, bacini e porzioni del lato nascosto che, in alcune condizioni di illuminazione, non sono mai state viste direttamente da occhi umani.

Il valore delle osservazioni umane sulla Luna

Per la NASA, gli occhi degli astronauti restano uno strumento prezioso. In un episodio del podcast ufficiale dell’agenzia dedicato alla missione, Kelsey Young ha spiegato che l’equipaggio potrà compiere osservazioni su colore, albedo e morfologia della superficie lunare su scala planetaria, qualcosa che una sonda in orbita riesce a fare solo in modo più frammentario e in tempi molto più lunghi. La luce che cambia durante il passaggio permetterà inoltre di cogliere dettagli diversi a seconda dell’angolo del Sole, rendendo il flyby un passaggio utile anche dal punto di vista geologico.

C’è poi un altro elemento che rende questa missione speciale: in base all’illuminazione del momento, Artemis II potrebbe mostrare all’equipaggio grandi porzioni del lato nascosto della Luna che i voli Apollo non avevano potuto osservare direttamente. La NASA ha sottolineato che alcune aree erano rimaste fuori vista perché non illuminate o perché oltre l’orizzonte delle traiettorie seguite all’epoca. Artemis II, quindi, non ripete semplicemente Apollo: amplia davvero il campo visivo umano sulla Luna.

Dopo il flyby, Orion invertirà la rotta per tornare verso la Terra. La NASA prevede l’ammaraggio al largo di San Diego per venerdì 10 aprile alle 20:07 EDT, cioè sabato 11 aprile alle 02:07, ora italiana. Se tutto procederà come previsto, Artemis II chiuderà così una missione breve ma storica: il primo viaggio umano verso la Luna da oltre mezzo secolo, con in più un’eclissi totale che nessuno, da terra, avrebbe mai potuto vedere.

Artemis II vedrà un’eclissi impossibile dalla Terra: la Luna oscurerà il Sole per 53 minuti
Artemis II vedrà un’eclissi impossibile dalla Terra: la Luna oscurerà il Sole per 53 minuti HUB Scienza e Spazio
Questo articolo fa parte della categoria Scienza e Spazio. Per leggere tutti i nostri articoli su Scienza e Spazio clicca qui.

Resta aggiornato!

Non perderti nessuna notizia: iscriviti a HoloNews, la nostra newsletter gratuita!

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti