Disney taglia oltre 1.000 posti: cosa cambia per Star Wars, Marvel, media e videogiochi

Disney avvia oltre 1.000 licenziamenti in diversi settori, con effetti pesanti su Marvel, marketing e intrattenimento domestico. Più limitato, almeno per ora, l’impatto su Pixar.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Disney ha avviato una nuova e ampia ristrutturazione interna, con oltre 1.000 posti di lavoro destinati a essere eliminati in diversi rami dell’azienda. I tagli coinvolgono settori centrali per il gruppo, dallo spettacolo ai media, passando per pubblicità, sport, videogiochi e attività collegate alle grandi proprietà intellettuali. La decisione è stata comunicata attraverso un memorandum interno attribuito a Josh D’Amaro, nel quale la società collega l’intervento alla necessità di rendere più snelle le operazioni. Sullo sfondo resta anche il rallentamento di alcune strategie recenti, compreso il cambio di rotta sul fronte dell’intelligenza artificiale generativa.

Una ristrutturazione che tocca quasi tutta l’azienda

La riduzione del personale non riguarda un singolo reparto, ma una serie molto ampia di divisioni. Tra le aree interessate compaiono media, studi cinematografici, reti televisive, sport, parchi a tema, fumetti, franchising, finanza e uffici legali. L’orientamento della società, almeno nelle comunicazioni interne, è quello di accorpare competenze e snellire la struttura organizzativa, così da adattarsi più rapidamente a un mercato che cambia con grande velocità.

Nel memorandum, Disney lega i licenziamenti alla creazione di un’unica organizzazione integrata per marketing e brand, annunciata a gennaio. L’obiettivo dichiarato è quello di servire il pubblico in modo più coordinato, migliorando l’efficienza in più settori senza rinunciare alla qualità creativa e all’innovazione che l’azienda considera parte della propria identità.

Il passaggio più netto del messaggio ai dipendenti è quello in cui si spiega che, per costruire una forza lavoro più agile e tecnologicamente avanzata, alcuni ruoli verranno eliminati. Disney sostiene inoltre che il processo sarà gestito mettendo al centro “compassione e rispetto”, con un supporto dedicato per i lavoratori coinvolti nella transizione.

Il messaggio ai dipendenti e la linea ufficiale di Disney

Nel testo diffuso internamente, D’Amaro riconosce la difficoltà del momento e prova a separare la decisione dal valore professionale delle persone coinvolte. Il senso del messaggio è chiaro: i tagli, nella lettura dell’azienda, non rappresentano un giudizio sul contributo dei singoli, ma una scelta organizzativa legata alla gestione delle risorse e alla necessità di reinvestire in modo più selettivo.

È un punto importante, perché Disney prova così a presentare la ristrutturazione non come un segnale di crisi immediata dell’intero gruppo, ma come parte di una revisione più ampia del proprio assetto industriale. Resta però il dato più concreto, cioè la portata dei licenziamenti e il loro impatto su professionalità molto diverse tra loro.

Marketing, pubblicità e intrattenimento domestico tra i settori più colpiti

Tra i dettagli emersi, una parte dei tagli riguarderebbe figure che rispondevano al Chief Marketing and Brand Officer Asad Ayaz, oltre a circa una ventina di addetti delle squadre pubblicitarie. A essere smantellata sarebbe anche l’intera divisione legata ai prodotti per l’intrattenimento domestico e ai press kit elettronici, un segnale che mostra come la riorganizzazione non si limiti alle sole aree creative, ma investa anche le strutture promozionali e operative.

Questo aspetto suggerisce una revisione profonda del modo in cui Disney intende gestire la distribuzione dei contenuti e la comunicazione dei propri marchi. Non si tratta quindi di tagli isolati, ma di un intervento che sembra voler ridefinire l’equilibrio tra produzione, promozione e gestione dei brand.

Marvel al centro della fase più delicata

Tra i comparti più esposti c’è Marvel, indicata come una delle realtà maggiormente colpite dalla riduzione del personale. Secondo le informazioni circolate, i licenziamenti potrebbero aver riguardato fino all’8% della forza lavoro legata alla divisione, anche se Disney ha ridimensionato questa stima, parlando di numeri sensibilmente inferiori.

Al di là della percentuale esatta, il quadro che emerge è quello di una fase di forte ripensamento. La riduzione del personale sarebbe infatti collegata a una strategia più ampia che prevede meno film e meno serie, dopo una stagione di investimenti molto aggressivi per il cinema e per Disney+. In questo contesto, il ridimensionamento appare coerente con la volontà di contenere la produzione e selezionare con maggiore attenzione i progetti futuri.

Particolarmente pesante sarebbe la situazione del team di sviluppo visivo di Marvel Studios, descritto come quasi completamente smantellato. Tra i profili coinvolti compaiono artisti, illustratori, character designer, environment designer e altri tecnici specializzati. Una parte ridotta del gruppo resterebbe assunta a tempo pieno, mentre alcuni professionisti potrebbero essere richiamati in futuro come freelance.

Lucasfilm e Star Wars: pochi dettagli, ma il segnale è chiaro

Sul fronte Lucasfilm non sono emerse indicazioni precise sulle conseguenze immediate della ristrutturazione. Tuttavia, il quadro generale lascia intendere che anche le produzioni e le attività collegate a Star Wars possano risentire del nuovo corso, soprattutto considerando il peso di Marvel nella pubblicazione dei fumetti legati alla saga e nelle varie trasposizioni multimediali.

Al momento, più che su effetti già definiti, ci si muove sul terreno delle possibili ricadute. È però evidente che la riorganizzazione non riguarda solo singoli uffici, ma tocca l’intero ecosistema creativo e produttivo che ruota attorno ai marchi più forti del gruppo.

Pixar, invece, non sembrerebbe aver subito contraccolpi rilevanti in questa fase, almeno stando alle informazioni disponibili finora. Un dato che la distingue, almeno per ora, dalle divisioni più esposte al ridimensionamento.

Disney presenta i licenziamenti come un passaggio necessario per alleggerire la struttura e affrontare un mercato più complesso. Resta da capire quanto questa scelta inciderà sulla capacità del gruppo di sostenere nel tempo il proprio modello produttivo, soprattutto nei settori dove il ridimensionamento appare più marcato, a cominciare da Marvel.

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