Harry Potter e Il Signore degli Anelli, il vero ostacolo del ritorno è uno solo

Harry Potter e Il Signore degli Anelli tornano sullo schermo, ma il vero ostacolo per entrambi è il recasting di personaggi ormai iconici.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Harry Potter e Il Signore degli Anelli si preparano a tornare sullo schermo, riportando in primo piano due delle saghe fantasy più importanti degli anni 2000. Da una parte c’è la nuova serie HBO dedicata al maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling, dall’altra il ritorno della Terra di Mezzo con The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, atteso nel 2027. Si tratta di due operazioni molto diverse per formato e ambizione, ma accomunate da un problema delicato: riportare in scena personaggi iconici senza il volto degli interpreti che li hanno resi celebri. Ed è proprio qui che si giocherà buona parte della loro riuscita.

Due ritorni enormi per il fantasy

La serie HBO di Harry Potter arriva con aspettative altissime. Il progetto ha il potenziale per diventare un fenomeno enorme, anche oltre il pubblico abituale del fantasy, grazie alla natura trasversale del materiale di partenza e alla forza commerciale di una saga che era già popolarissima prima di qualsiasi nuovo adattamento televisivo. A differenza di Game of Thrones, che ha trasformato i romanzi di George R.R. Martin in un successo planetario, Harry Potter partiva già da una base culturale e commerciale gigantesca.

La reputazione del marchio, negli ultimi anni, è stata inevitabilmente toccata anche dalle polemiche legate alle posizioni espresse da Rowling sui temi trans. Nonostante questo, il franchise continua a mantenere una popolarità molto forte, e il ritorno in forma seriale lo conferma.

Parallelamente, anche Il Signore degli Anelli si prepara a riaffacciarsi al cinema con il suo primo film live-action dai tempi de Il ritorno del re, uscito nel 2003. The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum rappresenta quindi un ritorno pesante, non solo per il valore del marchio, ma anche per il legame ancora fortissimo del pubblico con la trilogia diretta da Peter Jackson.

La sfida comune: sostituire volti ormai inseparabili dai personaggi

Per entrambe le produzioni, il nodo centrale è il recasting. Non basta riprendere mondi celebri o personaggi amati: bisogna convincere il pubblico ad accettare nuove interpretazioni di figure entrate ormai nell’immaginario collettivo. È un passaggio inevitabile, ma anche rischioso.

Nel caso di Harry Potter, il compito è particolarmente complesso perché riguarda praticamente tutto il cuore della saga. Personaggi come Severus Piton, Albus Silente, Rubeus Hagrid, Minerva McGranitt e, naturalmente, Harry Potter stesso sono ancora fortemente associati ai volti che li hanno incarnati sul grande schermo. Chiunque arrivi dopo dovrà fare i conti con un confronto quasi automatico.

Per The Hunt for Gollum, la questione è diversa ma non meno delicata. In questo caso non si tratta di rifondare l’intero universo narrativo, ma di intervenire su una figura centrale come Aragorn. Ed è proprio questa parziale continuità a rendere il passaggio tanto interessante quanto insidioso.

Harry Potter punta su un cast capace di distinguersi

La nuova serie HBO può contare su un cast di rilievo, anche se non impostato come una parata di superstar. Nick Frost interpreterà Hagrid, Janet McTeer sarà Minerva McGranitt, John Lithgow vestirà i panni di Silente, Paapa Essiedu quelli di Piton e Bel Powley sarà Petunia Dursley.

Tra questi nomi, Lithgow è probabilmente il volto di maggior richiamo, e proprio questa scelta potrebbe rivelarsi utile. Per funzionare davvero, la serie dovrà infatti apparire abbastanza diversa dai film usciti negli anni Duemila, pur raccontando la stessa storia di base. Sotto questo aspetto, affidarsi a un cast meno schiacciato dal peso di nomi giganteschi può essere una mossa intelligente.

I primi film di Harry Potter, del resto, si appoggiavano anche alla presenza di interpreti amatissimi e molto riconoscibili del cinema britannico, come Maggie Smith, Alan Rickman, Richard Harris e Julie Walters. La serie HBO sembra invece voler costruire una propria identità senza replicare quel modello in modo diretto. È una strategia sensata, perché il vero rischio sarebbe sembrare una copia troppo vicina delle versioni già note.

Aragorn resta il banco di prova per Il Signore degli Anelli

Per The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, la situazione è insieme più semplice e più complicata. Più semplice, perché il recasting riguarda soprattutto Aragorn e non l’intero gruppo di protagonisti storici. Più complicata, però, perché quel personaggio occupa un posto centrale nell’immaginario della trilogia originale e resta legato in modo fortissimo all’interpretazione di Viggo Mortensen.

Secondo quanto riportato nel testo di partenza, il nuovo film dovrebbe affidare una versione più giovane del personaggio a Jamie Dornan, una scelta che potrebbe dividere il pubblico. La presenza di interpreti noti come Elijah Wood rischia infatti di rendere ancora più evidente il confronto tra passato e presente, accentuando la sensazione di discontinuità.

Alla fine, il punto non sarà tanto imitare Mortensen quanto trovare una chiave personale. Dornan dovrà riuscire a costruire un Aragorn credibile, riconoscibile ma non derivativo, capace di inserirsi nello stesso universo senza vivere costantemente nell’ombra della performance originale.

Tutto dipenderà dalla capacità di creare una nuova identità

Sia la serie HBO di Harry Potter sia The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum arrivano con una base di pubblico enorme e con marchi che, da soli, garantiscono attenzione immediata. Ma il nome non basta. Quando si rimettono mano a personaggi così amati, la vera prova è un’altra: convincere gli spettatori che queste nuove versioni meritano spazio accanto a quelle che li hanno accompagnati per anni.

Per Harry Potter, il successo passerà dalla capacità di proporre qualcosa di distinto dai film senza tradire l’immaginario della saga. Per Il Signore degli Anelli, tutto sembra ruotare attorno alla possibilità di dare ad Aragorn un volto nuovo senza spezzare il legame con la trilogia originale. In entrambi i casi, il ritorno sullo schermo sarà importante. Ma la vera sfida, prima ancora della storia, sarà far accettare al pubblico che questi personaggi possono vivere ancora, anche con altri volti.

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