Jonathan Frakes continua a guardare avanti con un certo ottimismo, anche in un momento in cui Star Trek attraversa una fase di evidente transizione. Il 2026 è l’anno del sessantesimo anniversario del franchise, celebrato ufficialmente da Paramount e dal sito di Star Trek con iniziative dedicate lungo tutto l’arco dell’anno. Eppure, proprio mentre il marchio festeggia uno dei traguardi più simbolici della sua storia, il panorama televisivo appare meno solido di quanto molti fan si sarebbero aspettati.
Frakes, volto storico dell’universo creato da Gene Roddenberry, resta una delle figure più riconoscibili del franchise. Dopo aver interpretato William Riker in Star Trek: The Next Generation e nei film collegati, è tornato anche in Star Trek: Picard e, nel tempo, si è imposto pure come uno dei registi più importanti della saga, firmando episodi di varie serie e film come Star Trek: Primo contatto. Proprio per questo, le sue parole sullo stato attuale di Star Trek hanno un peso particolare, soprattutto ora che il franchise sembra trovarsi a un bivio tra chiusure, rilanci e nuove ipotesi ancora tutte da definire.
Un sessantesimo anniversario tra celebrazioni e incertezze
Il contrasto è piuttosto evidente. Da una parte, Star Trek sta vivendo il suo anno celebrativo con eventi ufficiali, collaborazioni e iniziative pensate per ricordarne l’eredità. Dall’altra, sul fronte delle serie, la situazione è più incerta: Star Trek: Strange New Worlds è già stata rinnovata per una quinta e ultima stagione, mentre Star Trek: Starfleet Academy si concluderà con la seconda stagione, come riportato a marzo da Variety e Deadline. In pratica, non mancano del tutto nuovi episodi in arrivo, ma il margine per guardare oltre il 2027, almeno oggi, resta poco definito.
Il quadro, quindi, non è quello di un franchise fermo, ma nemmeno di una macchina produttiva lanciata verso una nuova espansione. Star Trek: Starfleet Academy era stata presentata dallo stesso marchio ufficiale come una delle produzioni chiamate ad aprire le celebrazioni del sessantesimo anniversario, ma la decisione di chiuderla con il secondo ciclo di episodi ha raffreddato parecchio l’entusiasmo di una parte del pubblico. Nel frattempo, Strange New Worlds resta l’ultima grande certezza seriale già confermata, con il quarto capitolo atteso dopo la lavorazione completata nel 2025 e il quinto destinato a chiudere il percorso della serie.
Le parole di Frakes e la fiducia nel ritorno di Trek
Frakes ha affrontato l’argomento durante un intervento legato alla promozione di PanCAN PurpleStride, l’evento benefico del 25 aprile 2026 contro il cancro al pancreas, al quale partecipano anche altri nomi storici dell’universo Star Trek. In quell’occasione, pur riconoscendo che il momento non è dei più incoraggianti, ha ribadito di restare fiducioso sul fatto che il franchise sia destinato a riemergere ancora una volta. Il senso del suo ragionamento è chiaro: la situazione attuale può apparire confusa, ma Star Trek ha già attraversato altre fasi di arresto o trasformazione nella sua storia, salvo poi tornare con nuove forme e nuovi cicli creativi.
Nelle sue osservazioni c’è anche una valutazione molto concreta del calendario già esistente. Frakes ha ricordato che, tra stagioni già prodotte o comunque annunciate, il marchio continuerà ad avere una presenza su Paramount+ fino al 2027. Non è poco, soprattutto in un momento in cui la percezione generale è quella di un rallentamento brusco. Più che una chiusura definitiva, sembra dunque una pausa di assestamento, con il franchise che deve ancora decidere quale direzione imboccare sul piccolo schermo.
Il peso dei costi e il tema dell’ostilità online
Frakes non ha nascosto neppure una certa amarezza per il fatto che il sessantesimo anniversario cada in una fase così poco espansiva sul piano delle nuove produzioni. Allo stesso tempo, ha lasciato intendere che le ragioni dietro questa frenata siano probabilmente più d’una. Da un lato ci sono i costi elevati delle serie moderne di Star Trek, costruite con una scala molto più cinematografica rispetto al passato; dall’altro c’è anche il clima di ostilità online che ha accompagnato in particolare Starfleet Academy. In interviste recenti, Frakes ha paragonato questa reazione a quella vissuta decenni fa da The Next Generation, sottolineando però che oggi la pressione dei “troll” è molto più aggressiva e visibile.
Su questo punto conviene mantenere prudenza: attribuire una singola causa alla fine di Starfleet Academy sarebbe semplicistico. Resta però significativo che Frakes abbia parlato apertamente del peso del rumore online, affiancandolo ai mutamenti interni di Paramount e ai costi produttivi crescenti. Il risultato è un franchise che, almeno in TV, sembra aver chiuso un ciclo iniziato quasi dieci anni fa con la nuova ondata di serie targate Paramount+.
Il cinema resta la pista più concreta per il rilancio
La notizia più incoraggiante, in questo momento, arriva invece dal cinema. A novembre 2025, Variety ha rivelato che Jonathan Goldstein e John Francis Daley, il duo dietro Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri, è al lavoro su un nuovo film di Star Trek. E durante CinemaCon 2026 Paramount Skydance ha confermato che il progetto è ancora in sviluppo, descrivendolo come una storia con nuovo cast e impostazione separata dalla timeline cinematografica guidata da Chris Pine. È probabilmente questo, oggi, il fronte più concreto su cui il franchise può provare a rilanciarsi nel breve periodo.
Frakes, insomma, non ignora affatto il momento difficile. Sa che il quadro attuale è meno brillante di quanto dovrebbe essere in un anno così simbolico, ma continua a leggere questa fase come un passaggio e non come un capolinea. È una posizione coerente con la storia stessa di Star Trek, che più volte ha alternato stasi, rilanci e cambi di rotta. Oggi le certezze sono poche, ma l’idea che il franchise possa tornare a espandersi, in televisione o al cinema, resta ancora del tutto aperta.


