Kluge Interactive, studio noto soprattutto per Synth Riders, ha confermato di aver affrontato un pesante ridimensionamento del personale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. La società, che negli ultimi anni aveva esteso la propria attività oltre il gioco musicale in realtà virtuale, si è trovata a fare i conti con una fase molto delicata per l’intero comparto XR. Il caso si inserisce infatti in un quadro più ampio, segnato da tagli, chiusure e cancellazioni che stanno colpendo diversi team legati alla VR. E per Kluge il problema sembra essere stato aggravato anche dai cambiamenti strategici di Meta attorno a Horizon Worlds.
Il ridimensionamento confermato dal CEO
A rendere pubblica la situazione è stato il CEO di Kluge Interactive, Arturo Perez, intervenuto dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. Il dirigente ha confermato che lo studio ha subito “importanti licenziamenti” tra dicembre e gennaio, spiegando che il team si è ridotto in modo drastico rispetto all’anno precedente.
Perez ha dichiarato: “Posso confermare che abbiamo avuto importanti licenziamenti a dicembre e gennaio. Synth Riders rimane stabile, ma non abbastanza da sostenere l’intero studio. Attualmente siamo circa 50 membri, rispetto ai 100 dello scorso anno”.
Si tratta di un taglio molto pesante, che di fatto ha dimezzato l’organico della società. Dalle parole del CEO emerge anche un altro elemento importante: nonostante Synth Riders continui ad avere una base solida, il titolo da solo non sarebbe stato sufficiente a mantenere in piedi la struttura costruita da Kluge negli ultimi anni.
Il legame con Horizon Worlds e il cambio di rotta di Meta
Negli ultimi tempi Kluge Interactive non si era limitata allo sviluppo di Synth Riders. Lo studio aveva lavorato anche alla creazione di giochi per Horizon Worlds, oltre a muoversi su piattaforme come Roblox e a portare Synth Riders su nuovi dispositivi non VR, tra cui Nintendo Switch.
Proprio sul fronte Horizon Worlds si sarebbe però aperta una frattura decisiva. Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni circolate online, i licenziamenti sarebbero legati soprattutto alla scelta di Meta di interrompere il supporto VR per Horizon Worlds, trasformando progressivamente il progetto in un’app quasi esclusivamente mobile. Perez non ha collegato in modo esplicito i tagli al venir meno di quel sostegno economico, ma il rapporto pubblico tra Kluge e Meta sullo sviluppo di contenuti per Horizon Worlds era noto.
Il risultato è che uno studio che aveva diversificato la propria attività si è ritrovato improvvisamente più esposto del previsto. Quando vengono meno finanziamenti esterni o partnership strategiche, anche realtà con un prodotto di successo possono trovarsi in seria difficoltà.
Synth Riders resta importante, ma non basta
Il cuore dell’identità di Kluge Interactive resta Synth Riders, gioco ritmico in realtà virtuale lanciato nel 2018 e diventato uno dei titoli più riconoscibili del genere. Perez ha chiarito che il gioco continua a essere stabile, e questo suggerisce che il progetto non sia in crisi dal punto di vista creativo o commerciale.
Il problema, semmai, sembra essere la sproporzione tra le dimensioni raggiunte dallo studio e la capacità del titolo di reggere da solo l’intera struttura. È una dinamica che si vede spesso in fasi di espansione rapida: quando uno studio cresce per sostenere più linee di sviluppo contemporaneamente, basta la perdita di una commessa importante o un cambio di strategia da parte di un partner per mettere in discussione l’equilibrio economico complessivo.
In questo senso, il caso Kluge mostra quanto il mercato XR resti ancora fragile. Anche chi possiede una proprietà intellettuale ben riconoscibile non è automaticamente al riparo dai contraccolpi del settore.
Una crisi che colpisce tutta l’industria XR
La vicenda non arriva isolata. Negli ultimi mesi il mondo della realtà virtuale e mista ha vissuto una fase molto complicata, con una lunga serie di progetti cancellati e studi colpiti da licenziamenti o chiusure.
A gennaio Meta aveva annunciato la chiusura di alcuni studi VR di proprietà, tra cui Armature Studio, noto per Resident Evil 4 VR, Twisted Pixel e Sanzaru Games, autore di Asgard’s Wrath. Nello stesso contesto sono emerse notizie relative alla cancellazione di progetti rilevanti, come un seguito non annunciato di Batman: Arkham Shadow, un gioco VR su Harry Potter in sviluppo presso Skydance Games e un progetto importante di Polyarc, lo studio legato a Moss.
L’effetto di questa crisi si starebbe allargando anche ad altre realtà del settore. Tra i casi citati c’è quello di Rec Room, storico rivale di Horizon Worlds, indicato come vicino alla chiusura nel mese di giugno nonostante una valutazione che in passato aveva raggiunto circa 3,5 miliardi di dollari. Anche nDreams, altro nome di peso della VR, ha segnalato rischi per i team interni Near Light e Compass, precisando che il cuore delle attività verrà concentrato su nDream Elevation, studio prevalentemente remoto che ha pubblicato Reach nel 2025.
Un segnale preoccupante per il futuro della VR
Il ridimensionamento di Kluge Interactive racconta bene la fase attraversata dall’industria XR: un settore ancora capace di produrre titoli apprezzati e studi creativi, ma allo stesso tempo esposto a continui scossoni industriali e strategici. Quando cambiano le priorità dei grandi gruppi, le conseguenze si riflettono rapidamente sull’intera filiera.
Per Kluge, la speranza resta legata alla tenuta di Synth Riders e alla possibilità di trovare un nuovo equilibrio dopo i tagli. Resta però l’impressione di un comparto che, almeno oggi, fatica ancora a garantire stabilità anche a team con esperienza, visibilità e un catalogo riconoscibile.






