Marina Sirtis rompe il silenzio su Star Trek: Picard: il ritorno con il cast di TNG non è stato come sperava

Marina Sirtis ha raccontato l’amarezza vissuta durante le riprese di Star Trek: Picard 3, spiegando perché la reunion con il cast di TNG non è stata serena come sperava.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Il ritorno di Marina Sirtis nei panni di Deanna Troi era uno degli elementi più attesi della terza stagione di Star Trek: Picard, presentata ufficialmente come capitolo conclusivo della serie con Patrick Stewart. La reunion del cast di Star Trek: The Next Generation ha avuto un forte peso emotivo per i fan e la stagione è stata accolta molto bene dalla critica. Eppure, dietro l’entusiasmo per la rimpatriata sullo schermo, l’attrice ha raccontato un’esperienza personale molto più amara di quanto fosse facile immaginare.

Un ritorno atteso, ma in un contesto difficilissimo

Le stagioni 2 e 3 di Star Trek: Picard furono impostate e realizzate una dopo l’altra, in piena emergenza pandemica. La produzione dovette affrontare protocolli molto rigidi e, all’inizio del 2022, subì anche uno stop temporaneo dopo un’ondata di contagi sul set. Jonathan Frakes ha ricordato pubblicamente quanto quelle condizioni fossero pesanti, con test continui, mascherine e procedure severe che avevano cambiato radicalmente il lavoro quotidiano.

Per Marina Sirtis, quel periodo aveva anche una dimensione privata particolarmente delicata. Dopo la morte del marito Michael Lamper, avvenuta nel 2019, l’attrice aveva scelto di tornare a vivere nel Regno Unito. Negli anni successivi ha spiegato più volte che restare a Los Angeles, dopo quel lutto, era diventato doloroso; per questo il ritorno negli Stati Uniti per girare Picard non aveva soltanto il sapore di una reunion professionale, ma anche quello di un rientro complicato sul piano emotivo.

La delusione raccontata nel podcast

Nel corso di una puntata di The Show People con Andrew Keates, Sirtis ha detto senza giri di parole di essersi sentita sola durante quel periodo a Los Angeles. Il punto più doloroso, nel suo racconto, non riguarda il lavoro davanti alla macchina da presa, ma ciò che accadeva fuori dal set: l’attrice si aspettava un clima più caloroso da parte di alcuni colleghi storici e ha ammesso di aver detto loro apertamente che le avevano “spezzato il cuore”.

Secondo il resoconto dell’intervista, Sirtis ha spiegato che il suo dispiacere nasceva da un pensiero molto semplice: in piena pandemia, con spazi all’aperto a disposizione, nessuno aveva pensato di invitarla per un momento conviviale in sicurezza, anche solo per un bicchiere di vino e due parole. L’attrice ha però precisato di non riferirsi né a Jonathan Frakes né a Michael Dorn, due nomi che ha escluso esplicitamente dal suo sfogo. In quel contesto, la cautela verso i contatti sociali era ovviamente comprensibile; ciò che emerge dalle sue parole, però, è soprattutto il peso dell’isolamento personale che stava vivendo in quel momento.

Leggi anche:  Avengers: Doomsday, Steve Rogers cambia volto: il ritorno di Chris Evans non sarà quello che i fan immaginano

La reunion perfetta vista da fuori, molto diversa da dentro

Per il pubblico, la terza stagione di Star Trek: Picard ha rappresentato la grande riunione della “nuova generazione” di Star Trek. La comunicazione ufficiale della serie aveva insistito proprio su questo: il ritorno di Patrick Stewart insieme a LeVar Burton, Michael Dorn, Jonathan Frakes, Gates McFadden, Marina Sirtis e Brent Spiner per la stagione finale. Sullo schermo, quell’incontro ha funzionato e ha dato alla serie un finale che molti spettatori hanno percepito come il più forte dell’intero progetto.

Le dichiarazioni di Sirtis non cancellano l’impatto di quella stagione, ma ne complicano il racconto. Ricordano che una reunion celebrata dai fan può coincidere, per chi la vive in prima persona, con un momento segnato da lutto, distanza e aspettative deluse. È un dettaglio che cambia il modo in cui si guarda a quella rimpatriata: non tanto perché ne ridimensioni il valore artistico, quanto perché ne mostra il lato più fragile e umano.

I dubbi sul futuro e il caso Star Trek: Legacy

A rendere ancora più netto questo senso di chiusura c’è anche il pessimismo espresso da Sirtis su Star Trek: Legacy, lo spin-off a lungo auspicato da una parte del fandom dopo il finale di Picard. In recenti dichiarazioni riprese da più testate, l’attrice si è mostrata molto scettica, arrivando a dire che il progetto non si farà. Anche senza trasformare quella frase in una sentenza definitiva, il segnale è chiaro: per lei, la terza stagione di Picard somiglia sempre di più a un vero congedo, non a un nuovo inizio.

Il punto più interessante, alla fine, non è la polemica in sé. È il contrasto tra l’immagine pubblica di una reunion trionfale e il racconto molto più intimo di un’attrice che, in quel momento, sperava di ritrovare una vicinanza umana oltre che professionale. Star Trek: Picard resta per molti il capitolo migliore della serie, ma le parole di Marina Sirtis mostrano che quel ritorno, per lei, aveva un costo emotivo ben più alto di quanto il pubblico potesse intuire.

Fonte: screenrant.com

Marina Sirtis rompe il silenzio su Star Trek: Picard: il ritorno con il cast di TNG non è stato come sperava

Resta aggiornato!

Non perderti nessuna notizia: iscriviti a HoloNews, la nostra newsletter gratuita!

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti