Resident Evil può davvero invertire la rotta dopo il tonfo critico di The Super Mario Galaxy Movie?

Resident Evil di Zach Cregger arriva dopo le recensioni deludenti di The Super Mario Galaxy Movie e prova a spezzare la storica fragilità critica degli adattamenti live-action del franchise.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

L’arrivo di The Super Mario Galaxy Movie ha confermato una cosa che Hollywood conosce bene: un adattamento da videogioco può imporsi al botteghino e, allo stesso tempo, lasciare parecchi dubbi sul piano della critica. Il sequel animato di Nintendo e Illumination, uscito il 1° aprile 2026, è partito forte nelle sale ma, almeno nelle prime giornate di programmazione, ha raccolto recensioni piuttosto fredde. Su Rotten Tomatoes il punteggio della critica si è mosso nell’area del 42-44%, ben sotto il 59% ottenuto dal primo The Super Mario Bros. Movie.

Questo rende ancora più interessante il caso del nuovo Resident Evil firmato da Zach Cregger. Il film, previsto negli Stati Uniti per il 18 settembre 2026, arriva in un momento in cui gli adattamenti videoludici stanno cercando una maggiore credibilità anche fuori dal solo richiamo del marchio. E, almeno per ora, attorno al progetto stanno emergendo segnali più incoraggianti del previsto, anche se una parte delle informazioni circolate nelle ultime ore va trattata con la dovuta prudenza.

Mario parte forte, ma le recensioni frenano l’entusiasmo

Il titolo da cui partire è proprio The Super Mario Galaxy Movie, che è il nome ufficiale usato dal sito del film distribuito da Universal. La pellicola si sta muovendo bene sul fronte commerciale, tanto che diverse testate statunitensi hanno parlato di un avvio molto solido nei primi giorni in sala. Il problema, però, è che il consenso critico è rimasto tiepido: gli articoli usciti a ridosso del debutto insistono soprattutto su una storia considerata debole, su personaggi meno incisivi del previsto e su un seguito che, almeno secondo molti recensori, non è riuscito a migliorare quanto fatto dal primo capitolo.

È un dettaglio che conta, perché dimostra quanto il brand da solo non basti più a chiudere il discorso. Anche quando il pubblico risponde, la percezione generale di un franchise può cambiare se il film non lascia davvero qualcosa oltre all’incasso. Ecco perché il nuovo Resident Evil viene osservato con così tanta attenzione: non deve soltanto attirare curiosità, ma provare a dare alla saga cinematografica quella solidità critica che finora è mancata quasi sempre. Rotten Tomatoes, guardando ai film live-action precedenti, restituisce infatti un quadro tutt’altro che brillante, con punteggi generalmente bassi e con Resident Evil: Welcome to Raccoon City accolto con molte riserve.

Zach Cregger riparte da un taglio completamente nuovo

La carta più interessante del progetto è ovviamente Zach Cregger. Dopo il successo di Weapons, diventato uno dei casi horror più forti del 2025 al box office americano, il regista si è spostato su Resident Evil con un’impostazione che punta a distinguersi nettamente dal passato. Le fonti di settore confermano che il film non continuerà nessuna continuity precedente e che si presenterà come un nuovo assetto del franchise, con un cast che comprende Austin Abrams, Paul Walter Hauser, Zach Cherry, Kali Reis e Johnno Wilson.

Anche sul piano creativo la direzione sembra piuttosto chiara. In varie interviste, Cregger ha spiegato di non voler adattare in modo pedissequo la trama di un singolo gioco, ma di voler costruire una storia nuova capace però di conservare il senso di tensione, progressione e paura che identifica la serie di Capcom. Parallelamente, Oliver Berben di Constantin Film ha descritto il progetto come qualcosa di molto distante da ciò che il pubblico associa di solito a Resident Evil, proprio perché al regista è stata lasciata ampia libertà espressiva. È una promessa interessante, ma anche rischiosa: l’idea di “onorare” l’universo dei giochi senza ripeterlo alla lettera può produrre un rilancio vero oppure dividere i fan più legati alla tradizione.

Le indiscrezioni sulle proiezioni di prova vanno lette con cautela

La notizia più positiva circolata nelle ultime ore riguarda una proiezione di prova che, secondo un’indiscrezione rilanciata da Slashfilm sulla base di informazioni attribuite a DanielRPK, avrebbe generato reazioni molto favorevoli. È un segnale che può alimentare l’ottimismo, ma non va trasformato in una certezza. Le test screening servono proprio a capire cosa funziona e cosa no, e spesso i film cambiano ancora parecchio in montaggio prima dell’uscita. In questo caso, quindi, la voce è utile come termometro preliminare, non come verdetto definitivo.

Più concreti sono invece altri elementi già emersi. Il progetto è stato annunciato ufficialmente da Sony nel marzo 2025 con data fissata al 18 settembre 2026, e a febbraio 2026 Constantin confermava che il film era già in fase di montaggio. A questo si aggiunge un dettaglio che dice molto sul tipo di operazione immaginata: secondo le informazioni emerse da interviste e schede produttive, la trama ruoterà attorno a un corriere medico trascinato verso Raccoon City in una situazione sempre più estrema. È una base narrativa diversa dai precedenti film e più vicina a un horror di sopravvivenza essenziale, quasi da discesa progressiva nell’incubo.

Perché questo reboot ha davvero una possibilità

La vera speranza, in fondo, non nasce da una singola indiscrezione, ma dalla combinazione di fattori che il progetto si porta dietro. C’è un regista reduce da un successo importante, c’è la volontà dichiarata di non ripetere le formule già viste, e c’è soprattutto la consapevolezza che Resident Evil al cinema non può più limitarsi a vivere di nome e nostalgia. Dopo anni di adattamenti altalenanti, il franchise ha bisogno di un film che convinca prima ancora di incassare. E proprio qui passa la differenza rispetto al caso di The Super Mario Galaxy Movie: Mario può permettersi di restare fortissimo sul piano commerciale, mentre Resident Evil sembra aver bisogno di qualcosa di più, cioè di una vera riabilitazione critica.

Per adesso è presto per parlare di svolta assicurata. Però, tra il profilo di Cregger, il nuovo assetto produttivo e i primi segnali emersi, Resident Evil sembra avere almeno la possibilità concreta di rompere una lunga tradizione di occasioni mancate. E, per un franchise con questa storia alle spalle, non è poco.

Fonte:: thedirect.com

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