Starfield su PS5 parte in salita: problemi tecnici e vendite stimate sotto le attese

Starfield debutta su PS5 tra problemi tecnici e vendite stimate tiepide: il port non decolla e il confronto con Crimson Desert complica ancora il quadro.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Starfield su PS5 parte in salita: problemi tecnici e vendite stimate sotto le attese

L’arrivo di Starfield su PlayStation 5, ufficialmente fissato al 7 aprile 2026, avrebbe dovuto rappresentare una seconda spinta commerciale per l’RPG spaziale di Bethesda. Invece, il debutto sulla console Sony è stato accompagnato da una partenza più complicata del previsto, tra segnalazioni di crash, bug e prestazioni altalenanti. Bethesda ha già riconosciuto i problemi e ha promesso una correzione rapida, ma le prime stime sulle vendite raccontano comunque un lancio meno brillante di quanto molti si aspettassero. Per un progetto di questa portata, almeno finora, l’impressione è quella di un’occasione sfruttata solo in parte.

Un debutto su PlayStation 5 segnato dai problemi

Starfield è sbarcato su PS5 dopo essere stato per anni legato all’ecosistema Xbox e PC, con Bethesda e PlayStation che hanno presentato il port come un passaggio importante per allargare ulteriormente il pubblico del gioco. Sulla carta, il titolo aveva tutte le caratteristiche per ritagliarsi una nuova finestra commerciale: un nome forte, una grande base di curiosi e una piattaforma con numeri molto ampi. Nei primi giorni, però, l’attenzione si è spostata soprattutto sulle condizioni tecniche della nuova versione.

Dopo il lancio, diversi utenti hanno parlato di un’esperienza problematica, fino a definire il port quasi ingiocabile in alcuni casi. GamesRadar ha riportato segnalazioni legate a crash, problemi di salvataggio e instabilità generale, mentre Bethesda ha ammesso di aver individuato un numero limitato di cause dietro i malfunzionamenti e di essere al lavoro su un hotfix previsto entro la settimana. Non mancano testimonianze più positive, ma il quadro complessivo dei primi giorni resta comunque quello di un debutto tecnico poco pulito.

Le stime di vendita non parlano di un trionfo

A rendere ancora più delicata la situazione ci sono poi le prime valutazioni sul lato commerciale. Secondo le stime pubblicate da Alinea Analytics e rilanciate da diverse testate, Starfield avrebbe venduto circa 140.000 copie su PS5 nella prima settimana, generando circa 7,7 milioni di dollari di ricavi lordi. Non è un risultato disastroso in assoluto, ma per un port di un grande RPG Bethesda il dato viene letto come piuttosto tiepido. Lo stesso Rhys Elliott, responsabile analisi di mercato della società, lo descrive come un avvio soltanto discreto e non davvero entusiasmante per un titolo di questa scala.

Il punto, in effetti, non è tanto il numero in sé, quanto il contesto. Starfield non è un progetto minore né un recupero a basso profilo: è uno dei giochi più importanti usciti da Bethesda nell’ultimo decennio, ed è arrivato su PS5 con un ritardo di circa due anni e mezzo rispetto al lancio originale. Proprio questo ritardo, secondo Elliott, potrebbe aver ridotto in modo significativo il potenziale commerciale del port, perché una parte consistente del pubblico interessato aveva già scelto se giocarlo altrove oppure lasciarlo perdere.

Il peso di Game Pass e il confronto con Crimson Desert

Nell’analisi pesa anche il ruolo di Game Pass. Elliott sostiene che la presenza del gioco nel servizio in abbonamento abbia inevitabilmente limitato una quota delle vendite premium su Xbox, rendendo ancora più importante l’approdo su una nuova piattaforma come PS5. Proprio per questo, un esordio soltanto moderato sulla console Sony viene letto come un segnale poco incoraggiante: non basta a cambiare davvero la traiettoria commerciale del gioco, né a suggerire una seconda giovinezza immediata sul mercato.

Il confronto con Crimson Desert, in questo senso, è inevitabile. Negli stessi giorni, il gioco di Pearl Abyss ha raggiunto oltre 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo in meno di quattro settimane, un ritmo che ha riacceso il paragone con Starfield e con la sua tenuta commerciale nel lungo periodo. GamesRadar, riportando il commento di Elliott, osserva che il titolo coreano potrebbe persino superare le vendite complessive del gioco Bethesda entro la fine dell’anno, anche se al momento resta una proiezione e non un dato definitivo.

Un progetto divisivo che continua a far discutere

C’è poi un altro elemento da considerare: Starfield è un gioco che continua a dividere. In una recente intervista ripresa da GamesRadar, Todd Howard ha definito il titolo un progetto “creativamente diverso” rispetto ai classici RPG Bethesda, ricordando che anche le serie The Elder Scrolls e Fallout erano sembrate in parte divisive nelle loro fasi iniziali. È una lettura che prova a inserire il gioco in una prospettiva più ampia, ma non cancella il fatto che il debutto su PS5 sia arrivato in un momento in cui la reputazione del titolo era già complessa e il pubblico molto meno disposto a concedergli il beneficio del dubbio.

Per questo, la versione PlayStation 5 finisce per sembrare più un banco di prova che una vera rilancio trionfale. Bethesda ha ancora margine per sistemare i problemi tecnici e migliorare la percezione del port nel breve periodo, ma le stime iniziali raccontano un avvio freddo, condizionato sia dai limiti del lancio sia dal percorso già irregolare del gioco. In prospettiva, il caso Starfield potrebbe diventare soprattutto una lezione utile per i prossimi grandi progetti dello studio, a partire da The Elder Scrolls 6.

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