Starship Troopers: Ultimate Bug War! è un FPS vecchia scuola che sorprende e diverte

Starship Troopers: Ultimate Bug War! mi ha sorpreso con un gunplay solido, un ritmo serrato e un tono perfettamente in linea con la satira militare della saga.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Starship Troopers: Ultimate Bug War! è un FPS vecchia scuola che sorprende e diverte

Avevo buone aspettative per Starship Troopers: Ultimate Bug War!, ma dopo averci giocato posso dire che il risultato è persino migliore di quanto immaginassi. Auroch Digital ha preso l’universo di Starship Troopers e lo ha trasformato in uno sparatutto rétro in prima persona che non vive solo di nostalgia, ma trova una sua identità precisa fin dai primi minuti. Il gioco è uscito il 16 marzo 2026 ed è disponibile su Steam, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.

La cosa che mi ha colpito subito è il tono. Ultimate Bug War! non si limita a usare il marchio: ne recupera davvero lo spirito, con quella patina da propaganda militare volutamente sopra le righe che richiama il film del 1997. La presenza di Johnny Rico e Samantha “Sammy” Dietz dentro questa cornice funziona benissimo e dà al gioco una personalità che va oltre il semplice “boomer shooter con gli insetti”. È proprio questo taglio ironico e satirico a renderlo memorabile, perché riesce a essere spettacolare senza prendersi mai troppo sul serio.

L’unico insetto buono, è un insetto morto!

Starship Troopers: Ultimate Bug War! è un FPS vecchia scuola che sorprende e diverte

Pad alla mano, quello che mi ha convinto più di tutto è il feeling delle armi. Si sente che Auroch Digital sa come costruire un FPS aggressivo, veloce e rumoroso. Il gioco mette sul tavolo più di 30 armi e strumenti, dal classico fucile Morita fino a mezzi più pesanti come tute meccaniche e cariche nucleari tattiche, e questa varietà rende ogni missione molto più divertente di quanto lasci pensare il concetto iniziale. Non è il tipo di sparatutto in cui fai sempre la stessa cosa con la stessa arma: c’è abbastanza arsenale da invogliare a cambiare approccio e a cercare il modo più spettacolare per ripulire il campo dagli aracnidi.

Un altro aspetto che ho apprezzato tantissimo è che il gioco non ti fa sentire un superuomo invincibile. Qui sei un soldato della Mobile Infantry, non una macchina da guerra inarrestabile, e questa scelta cambia parecchio il ritmo. Devi muoverti bene, stare attento a quello che fai e soprattutto imparare a gestire il caos. Anche il fuoco amico attivo aggiunge una bella dose di tensione: in mezzo agli scontri più affollati basta poco per trasformare una situazione sotto controllo in una carneficina. In più, le mappe hanno una struttura abbastanza aperta, con più obiettivi da affrontare nell’ordine che preferisci, e questa libertà dà respiro all’azione senza farla diventare dispersiva.

Visivamente mi ha conquistato proprio per quella sua estetica ruvida, compatta, quasi spartana, che però non risulta mai povera. Anzi, secondo me è uno dei suoi punti di forza. Il look rétro gli dà carattere, ma dietro c’è una produzione che sa essere generosa quando serve: esplosioni, sciami di bug, sangue, urla, corsa continua e quella sensazione costante di essere dentro una guerra assurda e disperata. È il tipo di gioco che magari non punta al realismo, ma riesce comunque a trasmettere peso, impatto e urgenza. E in un FPS del genere è esattamente quello che voglio sentire.

Mi è piaciuto anche il modo in cui il gioco gestisce il ritmo delle battaglie. Non è un semplice corridoio pieno di nemici da falciare senza pensare. C’è sempre quel minimo di pressione tattica che ti obbliga a decidere dove andare, quando usare le risorse e come gestire le ondate. Proprio questo equilibrio tra immediatezza arcade e caos controllato, per me, è il motivo per cui Ultimate Bug War! funziona così bene. Riesce a essere accessibile, ma non banale; diretto, ma non vuoto.

Capisco perfettamente perché il gioco sia partito con recensioni molto positive su Steam: al momento conta oltre 1.000 recensioni utenti, con il 93% di giudizi positivi. E onestamente non mi sorprende. È uno di quei titoli che sanno esattamente cosa vogliono essere e non perdono tempo a inseguire mode o compromessi inutili. Vuole farti entrare nella guerra contro gli insetti, farti sparare come un ossesso e divertirti nel farlo. Missione compiuta.

In definitiva, Starship Troopers: Ultimate Bug War! mi ha lasciato un’impressione molto positiva. È un gioco che unisce bene azione, identità e fan service, senza risultare derivativo o senz’anima. Se ami gli sparatutto vecchia scuola, se ti piace l’universo di Starship Troopers o se cerchi semplicemente un FPS rapido, ignorante al punto giusto e pieno di personalità, questo è davvero uno di quei giochi che vale la pena recuperare. Io mi ci sono divertito parecchio, e la cosa migliore è che non ha mai dato l’impressione di vivere solo del nome che porta: si regge benissimo anche per meriti propri.

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Kinguin

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