La terza stagione di The Last of Us continua a prendere forma e aggiunge un nome che potrebbe avere un peso maggiore del previsto nel prossimo capitolo della serie HBO. Li Jun Li, vista di recente in Sinners, è entrata nel cast con il ruolo di Miriam, una figura legata ai Serafiti e madre di Lev e Yara. È una novità interessante non solo per il profilo dell’attrice, ma soprattutto perché si tratta di un personaggio creato appositamente per l’adattamento televisivo, quindi meno leggibile per chi conosce già i videogiochi.
La notizia si inserisce in una fase delicata per la serie. La seconda stagione ha portato sullo schermo l’inizio degli eventi di The Last of Us Part II, riprendendo la storia cinque anni dopo la fine della prima e mostrando la rottura definitiva dell’equilibrio fra Joel ed Ellie. L’arrivo di Abby, interpretata da Kaitlyn Dever, ha cambiato tutto e ha spinto la narrazione verso un tono più duro, segnato dalla vendetta e da un conflitto morale sempre più complesso.
Chi è Miriam e perché il suo ingresso conta
Il dettaglio più interessante del casting di Li Jun Li è proprio il personaggio che interpreterà. Miriam non è una presenza già consolidata nei videogiochi con questo nome e con questo spazio narrativo, e questo la rende una delle aggiunte più curiose della terza stagione. Sappiamo che sarà la madre di Lev e Yara, i due fratelli serafiti destinati a diventare centrali nella porzione della storia legata ad Abby. Proprio per questo, il suo inserimento lascia intuire una volontà precisa: ampliare il lato dei Serafiti e approfondire il contesto umano, familiare e ideologico che ruota attorno a quel mondo.
È un passaggio che può incidere parecchio sul tono della stagione. Nei giochi, Lev e Yara sono figure decisive perché permettono di osservare il conflitto fra W.L.F. e Serafiti da una prospettiva meno schematica e più intima. Dare un volto e un ruolo più definito alla loro madre suggerisce che la serie voglia spingersi ancora oltre, mostrando non solo la violenza di questa guerra, ma anche le sue radici emotive e familiari. In questo senso, l’arrivo di Miriam potrebbe servire a dare più spessore a una parte della storia che nella terza stagione dovrebbe diventare molto più centrale.
La stagione 3 allarga il cast e cambia prospettiva
Li Jun Li non è l’unico innesto annunciato per i nuovi episodi. Nelle ultime settimane sono entrati nel cast anche Patrick Wilson e Jason Ritter, mentre Ariela Barer, Tati Gabrielle e Spencer Lord sono stati promossi a series regular, segno evidente che i personaggi legati al gruppo di Abby avranno uno spazio più ampio rispetto al passato. Inoltre, sono già stati confermati anche gli interpreti di Lev e Yara, cioè Kyriana Kratter e Michelle Mao, due ruoli fondamentali per il prosieguo dell’adattamento.
Il punto chiave, però, è narrativo prima ancora che produttivo. Il finale della seconda stagione ha già preparato il terreno per un cambio di prospettiva, e tutto lascia pensare che la terza si concentrerà molto di più su Abby e sul suo punto di vista, seguendo una struttura coerente con quella di The Last of Us Part II. In quest’ottica, l’introduzione di personaggi come Miriam non appare come una semplice aggiunta laterale, ma come parte di un disegno più ampio: raccontare in modo più stratificato l’altro lato del conflitto.
Un tassello nuovo in una serie che continua a espandersi
Il successo di The Last of Us ha sempre dipeso anche dalla capacità della serie di non limitarsi a riprodurre i passaggi più celebri del gioco, ma di allargarli con misura, aggiungendo volti, relazioni e sfumature nuove. L’ingresso di Li Jun Li sembra andare esattamente in quella direzione. Non è ancora chiaro quanto spazio avrà Miriam, né quale sarà il suo peso nei rapporti fra Lev, Yara e la comunità dei Serafiti, ma la sola esistenza del personaggio indica che HBO vuole dare più profondità a quella parte del racconto.
Per il momento non esiste ancora una data precisa, ma HBO prevede l’arrivo della terza stagione nel 2027. In attesa di capire quanto sarà estesa e dove si fermerà davvero l’adattamento di Part II, una cosa appare già piuttosto chiara: la nuova fase di The Last of Us sarà meno concentrata sul semplice proseguimento della vendetta di Ellie e più interessata a mostrare il costo umano del conflitto da prospettive diverse. E, in questo scenario, l’arrivo di Miriam potrebbe rivelarsi molto meno marginale di quanto sembri oggi.


