The Last of Us Part 1, l’ex designer del combattimento critica il remake: “Cancella una parte della nostra storia”

Benson Russell, ex designer di Naughty Dog, critica The Last of Us Part 1 e accusa il remake di cancellare una parte fondamentale del lavoro originale.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
The Last of Us Part 1, l’ex designer del combattimento critica il remake: “Cancella una parte della nostra storia”

The Last of Us Part 1 viene spesso considerato una delle riletture tecniche più impressionanti mai realizzate da Naughty Dog. Per molti giocatori rappresenta un modo moderno e rifinito di tornare a uno dei titoli più importanti del genere survival horror. Dietro l’operazione, però, non tutti provano lo stesso entusiasmo. Per Benson Russell, che ha lavorato al gioco originale, il remake resta infatti un tema tutt’altro che semplice da accettare.

Il disagio di chi ha costruito il gioco originale

Benson Russell, ex senior game designer di Naughty Dog rimasto nello studio per otto anni fino al 2015, ha parlato apertamente della questione nel corso di una recente intervista concessa a Kiwi Talkz. Il punto centrale del suo intervento riguarda soprattutto il modo in cui The Last of Us Part 1 rielabora, sostituisce e ricostruisce elementi che nel gioco del 2013 portavano direttamente la firma del team originale.

Russell ha spiegato di aver reagito con forte irritazione all’annuncio del remake, nato con la tecnologia di The Last of Us Parte II e usato anche per ridisegnare gli scontri e altri aspetti fondamentali dell’esperienza. Nelle sue parole, la frustrazione non si è attenuata nemmeno col passare del tempo. Anzi, resta uno dei punti che continua a pesargli di più.

Il nodo non sembra essere l’esistenza stessa di una nuova versione del gioco, quanto piuttosto il significato che questa assume nel momento in cui va a sostituire, nella percezione del pubblico, il lavoro originario. Per Russell, vedere intere sezioni ricostruite da zero equivale a osservare la rimozione concreta di anni di progettazione, test e rifiniture.

Il problema della “versione definitiva”

Uno degli aspetti che più lo infastidiscono riguarda proprio il modo in cui Naughty Dog presenta The Last of Us Part 1. Lo studio ha infatti definito il remake “la versione definitiva” del gioco, una formula che per Russell suona come una svalutazione di quanto realizzato in passato.

Nel suo intervento, l’ex sviluppatore ha descritto con toni molto duri la sensazione di vedere i propri script eliminati e sostituiti con sistemi completamente nuovi. Ha ricordato il lavoro sugli spawn, sui nomi assegnati agli elementi nell’editor e su tutto ciò che aveva contribuito a far funzionare il combattimento nel modo voluto. Proprio per questo, l’idea che ogni singolo scontro sia stato rifatto gli provoca ancora oggi un forte senso di amarezza.

Russell ha espresso il proprio malessere anche in maniera molto diretta, arrivando a dire che non c’è nulla di più umiliante, per chi ha investito “cuore, sudore e lacrime” in un progetto, che sentirsi dire in sostanza: “Lo ricreiamo”. La questione, però, a suo avviso non si limita al rifacimento tecnico. Il punto è che questa nuova edizione viene promossa come quella di riferimento, quella che dovrebbe incarnare al meglio l’esperienza dell’opera.

Remaster e remake non sono la stessa cosa

Russell ha anche chiarito di non essere contrario in assoluto a ogni operazione di aggiornamento. La sua distinzione è netta: un conto è un remaster, che migliora o rifinisce asset e componenti già esistenti; un altro è un remake completo, che elimina pezzi di lavoro precedenti e li sostituisce con una nuova interpretazione.

Nel caso di The Last of Us, questa differenza pesa ancora di più perché la remastered del 2014 è ancora accessibile sul PlayStation Store e risulta inclusa anche nel piano PlayStation Plus Premium. Sony, quindi, non l’ha del tutto messa da parte. Tuttavia, la situazione cambia sul fronte PC, dove chi vuole giocare al primo capitolo ha di fatto a disposizione soltanto il remake, a meno di ricorrere a soluzioni più complesse come l’emulazione.

È proprio questo scenario a rendere la questione più delicata. Secondo Russell, il problema emerge nel momento in cui una nuova versione non si limita a convivere con quella precedente, ma finisce per imporsi come standard assoluto. Da qui nasce la sua impressione che una parte del lavoro originario venga cancellata, non solo sul piano tecnico, ma anche nella memoria collettiva del gioco.

Il confronto con Resident Evil e il tema della preservazione

Nel corso dell’intervista è stato portato anche un paragone con i remake di Resident Evil, che pure ricostruiscono integralmente i giochi di partenza ma senza necessariamente presentarsi come sostituti definitivi degli originali. Russell ha riconosciuto questa differenza e ha lasciato intendere che proprio qui si trovi uno degli elementi più importanti della discussione.

Il punto, in sostanza, è la preservazione. Anche se la remastered di The Last of Us del 2014 è ancora disponibile, il suo futuro appare meno stabile e meno chiaro rispetto a quello di altri titoli storici, destinati con maggiore probabilità a restare facilmente accessibili sulle piattaforme digitali ancora per molti anni. Per Russell, questa prospettiva rende più evidente il rischio che il lavoro svolto sul capitolo originale venga progressivamente messo in ombra.

Le sue dichiarazioni, per quanto molto dure, mostrano quindi una posizione più articolata di una semplice ostilità verso i remake. Il vero bersaglio della critica sembra essere il modo in cui l’industria decide quali versioni preservare, quali promuovere e quali, col tempo, lasciare ai margini.

Nel frattempo, il nome della serie continua comunque a occupare il centro del dibattito. Il desiderio di vedere un The Last of Us Part III resta vivo, anche perché un ex lead di Naughty Dog ha confermato che dietro le quinte sarebbe in lavorazione un gioco segreto, accanto a Intergalactic: The Heretic Prophet, da almeno tre anni.

The Last of Us Part 1, l’ex designer del combattimento critica il remake: “Cancella una parte della nostra storia”
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti