Windrose sfida il mito di Black Flag: il survival piratesco entra in accesso anticipato

Gli sviluppatori di Windrose indicano Assassin’s Creed: Black Flag come il miglior gioco di pirati, mentre il loro survival cooperativo si prepara al debutto in accesso anticipato.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Windrose sfida il mito di Black Flag: il survival piratesco entra in accesso anticipato

Il team di Windrose non ha nascosto il proprio punto di riferimento: per gli sviluppatori, Assassin’s Creed: Black Flag resta il miglior gioco di pirati mai realizzato. Un’affermazione netta, arrivata proprio mentre il progetto si avvicina al debutto in accesso anticipato. Il paragone non è di poco conto, anche perché Windrose prova a ritagliarsi spazio in un filone che, secondo gli stessi autori, è ancora poco battuto.

L’idea alla base del gioco è chiara: prendere il fascino dell’avventura piratesca e combinarlo con le meccaniche tipiche dei survival cooperativi. Il risultato è un titolo PvE che punta su esplorazione, sopravvivenza e progressione condivisa, cercando di tenere insieme suggestioni diverse senza perdere una propria identità. E i numeri raccolti finora, almeno sul fronte dell’attesa, fanno pensare che l’interesse non manchi.

Perché puntare su un gioco di pirati survival

Nel corso di un’intervista, il produttore di Windrose, noto come Phil o Yar_master, ha spiegato che la scelta di lavorare su un gioco di pirati nasce dall’incontro tra due elementi molto precisi: i gusti del team e ciò che gli sviluppatori ritengono interessante per il pubblico.

Da una parte c’è la passione per l’immaginario piratesco, dall’altra l’amore per i giochi di sopravvivenza. Secondo Phil, il tema dei pirati continua a rappresentare una nicchia ancora poco esplorata, soprattutto se inserita in una struttura PvE costruita attorno alla permanenza nel mondo di gioco, alla raccolta di risorse e alla progressione attraverso l’avventura.

L’obiettivo, quindi, non è stato semplicemente creare un altro titolo ambientato tra navi, isole e battaglie navali. Il team ha cercato di fondere il gusto per l’esplorazione con i sistemi classici del survival, mettendo al centro non solo l’azione ma anche il senso di viaggio e scoperta.

Le ispirazioni dichiarate: da Black Flag a Valheim

Phil ha indicato con chiarezza alcune delle opere che hanno influenzato lo sviluppo del progetto. Tra i riferimenti citati compaiono Assassin’s Creed: Black Flag, Valheim, Enshrouded e altri titoli dello stesso ambito. Il richiamo più evidente, naturalmente, è quello al celebre capitolo piratesco della saga Ubisoft, che viene evocato non soltanto come fonte d’ispirazione, ma quasi come modello ideale del genere.

L’intenzione del team sembra essere quella di prendere spunto da produzioni molto diverse tra loro per costruire un gioco capace di valorizzare sia la sopravvivenza sia l’avventura. Non soltanto gestione delle risorse e crafting, dunque, ma anche esplorazione del mondo, cooperazione e un tono marcatamente piratesco.

È proprio in questa combinazione che Windrose cerca la propria forza. Non un survival puro, né un semplice action marittimo, ma un’esperienza che prova a tenere assieme più anime, con particolare attenzione alla dimensione PvE e alla scoperta.

Il giudizio degli sviluppatori su Assassin’s Creed: Black Flag

Quando il discorso si è spostato sui giochi di pirati più apprezzati dal team, Phil ha ammesso che parlare a nome di un gruppo di circa 60 persone non è semplice. Nonostante questo, ha lasciato intendere che all’interno dello studio esista una convinzione piuttosto condivisa.

A suo dire, il consenso generale è che Assassin’s Creed: Black Flag sia ancora oggi il miglior gioco di pirati di sempre. È una dichiarazione che pesa, soprattutto perché arriva da uno studio che si prepara a lanciare un titolo nello stesso immaginario. In un certo senso, Windrose riconosce apertamente il proprio modello di riferimento, invece di evitarne il confronto.

Questa sincerità, però, può anche trasformarsi in un punto a favore. Citare apertamente un classico come Black Flag significa collocare subito il progetto dentro un contesto preciso, parlando direttamente a quel pubblico che da anni cerca un’altra grande avventura piratesca.

Accesso anticipato al via il 14 aprile

Il debutto di Windrose in accesso anticipato è fissato per il 14 aprile, annuncio arrivato durante lo showcase Triple-i della scorsa notte. Il gioco sarà disponibile inizialmente con tre biomi, una base di partenza che dovrà poi sostenere la crescita del progetto nel tempo.

Per uno studio che punta su un titolo cooperativo survival, la fase di accesso anticipato rappresenta un passaggio importante. È il momento in cui il gioco deve dimostrare di avere fondamenta abbastanza solide da reggere il coinvolgimento della community e, allo stesso tempo, abbastanza margine per espandersi durante lo sviluppo.

C’è anche un elemento curioso nel calendario indicato: Windrose potrebbe trovarsi a condividere l’attenzione del pubblico con quello che i suoi stessi sviluppatori considerano il vertice del genere. Il riferimento è al remake di Assassin’s Creed: Black Flag, indicato come Resynced, che secondo le indiscrezioni potrebbe essere annunciato il 16 aprile, pochi giorni dopo il lancio dell’accesso anticipato.

Wishlist, attesa e prime sensazioni

Al di là del confronto con Black Flag, Windrose si presenta con numeri già rilevanti. Il gioco ha superato 1,5 milioni di wishlist su Steam e al momento risulta essere l’ottavo titolo più desiderato sulla piattaforma. È un dato che non garantisce automaticamente il successo, ma segnala in modo abbastanza chiaro l’attenzione raccolta dal progetto prima ancora del debutto.

Molto dipenderà, come sempre, dalla qualità dell’accesso anticipato e dalla capacità del team di accompagnare lo sviluppo nei mesi successivi. L’interesse iniziale è alto, ma sarà il riscontro dei giocatori a stabilire se il titolo riuscirà davvero a ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama dei survival cooperativi.

Le impressioni riportate finora, comunque, restituiscono un’immagine piuttosto nitida del gioco: vele che richiamano Black Flag, combattimenti vicini allo spirito di Sea of Thieves e sistemi di crafting che ricordano Ark. Un mix riconoscibile, costruito per intercettare chi cerca un’avventura piratesca più ampia e strutturata, con la sopravvivenza come elemento cardine.

Windrose parte quindi con aspettative elevate e con un riferimento dichiarato ingombrante ma prestigioso. Adesso resta da capire se il gioco riuscirà a trasformare l’entusiasmo che lo circonda in un percorso di crescita convincente anche dopo l’arrivo in accesso anticipato.

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Kinguin

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