Dalla Stazione Spaziale Internazionale non si osservano soltanto la Terra e i suoi confini sfumati. A volte, anche da quell’orbita privilegiata, il cielo riesce ancora a sorprendere. È quanto ha raccontato di recente l’astronauta della NASA Chris Williams, che ha condiviso immagini e un breve video di un intenso fenomeno luminoso avvistato mentre si trovava nella Cupola della stazione.
L’episodio è avvenuto il 27 aprile intorno alle 22:40 GMT (00:40 del 28 aprile, ora italiana), mentre Williams stava osservando il cielo nel tentativo di individuare il veicolo cargo Progress MS-34 in avvicinamento. In quel momento, durante il passaggio sopra l’Africa occidentale, qualcosa ha attirato la sua attenzione: un oggetto estremamente brillante, visibile sotto la traiettoria della stazione, che ha attraversato l’alta atmosfera lasciando dietro di sé una scia molto evidente.
L’avvistamento dalla Cupola della Stazione Spaziale
Williams ha descritto la scena come uno spettacolo particolarmente impressionante. Dal modulo panoramico della ISS ha visto il bagliore crescere rapidamente, fino a trasformarsi in una scia sempre più marcata. Subito dopo, quella traccia luminosa si è frammentata in diversi pezzi più piccoli, dando vita a un effetto simile a una pioggia di detriti incandescenti.
Secondo l’astronauta, il fenomeno potrebbe essere stato causato dal rientro di detriti orbitali o dai resti di un satellite in fase di disintegrazione nell’atmosfera terrestre. L’impressione, a giudicare dal suo racconto, è stata quella di assistere a un vero e proprio bolide, intenso e visibile per alcuni istanti, abbastanza da lasciare il segno anche a chi è abituato a osservare la Terra e lo spazio da una prospettiva fuori dal comune.
Le immagini condivise sui social hanno subito richiamato l’attenzione degli appassionati, anche perché mostrano un fenomeno raro da vedere con tale chiarezza da un punto di osservazione come quello della ISS.
Il possibile collegamento con Progress MS-34
L’elemento più interessante è che il bagliore osservato da Williams potrebbe non essere stato un evento casuale. Il bolide, infatti, potrebbe essere collegato proprio alla missione Progress MS-34, conosciuta anche come Progress 95.
La navicella cargo è stata lanciata sabato 25 aprile e ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale due giorni dopo, trasportando circa tre tonnellate di cibo, rifornimenti ed esperimenti scientifici. Come accade per questo tipo di missioni, il veicolo rimarrà attraccato alla stazione per circa sette mesi. In seguito si separerà dalla ISS e terminerà la sua corsa con un rientro distruttivo nell’atmosfera terrestre.
A rendere plausibile il collegamento è il fatto che lo stadio superiore del razzo Soyuz usato per portare Progress 95 in orbita sembrerebbe essere rientrato proprio nell’area e nell’intervallo temporale compatibili con quanto osservato da Williams. Non si tratta quindi, almeno in questa ricostruzione, di un semplice fenomeno naturale, ma di un possibile effetto collaterale del traffico spaziale legato alle missioni di rifornimento.
Chi è Chris Williams e con chi vive a bordo della ISS
Per Chris Williams questa è la prima esperienza nello spazio. L’astronauta sta affrontando una permanenza di circa otto mesi a bordo della ISS, un periodo lungo abbastanza da offrirgli una visione diretta non solo delle attività scientifiche quotidiane, ma anche di episodi insoliti come quello raccontato in questi giorni.
Williams è arrivato sulla stazione il 27 novembre, viaggiando a bordo di una Soyuz insieme ai cosmonauti Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikaev. Il loro equipaggio condivide attualmente la vita di bordo con altri quattro membri della missione SpaceX Crew-12 per la NASA, lanciata il 13 febbraio.
Tra loro ci sono gli astronauti NASA Jessica Meir e Jack Hathaway, l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea Sophie Adenot e il cosmonauta Andrey Fedyaev. La convivenza tra equipaggi internazionali è ormai una consuetudine sulla ISS, dove la collaborazione tra agenzie diverse continua a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’esplorazione spaziale contemporanea.
Uno spettacolo raro in un contesto già straordinario
Anche per chi vive e lavora nello spazio, certi momenti mantengono intatto il loro potere visivo. L’avvistamento raccontato da Williams ricorda che l’orbita terrestre non è solo un luogo di ricerca e operazioni tecniche, ma anche un punto di osservazione privilegiato su fenomeni che, dalla superficie del pianeta, spesso passano inosservati o appaiono molto diversi.
In questo caso, il passaggio di un oggetto luminoso nell’alta atmosfera ha unito meraviglia e curiosità tecnica. Da un lato c’è la spettacolarità del bolide; dall’altro, la possibilità concreta che a produrlo siano stati i resti di un lancio recente. È un dettaglio che restituisce bene la natura sempre più affollata e dinamica dello spazio vicino alla Terra.
Per Williams, comunque, è rimasto soprattutto un ricordo molto nitido: un improvviso lampo nel buio orbitale, abbastanza intenso da trasformare un turno di osservazione in uno dei momenti più sorprendenti della sua missione.
Fonte: space.com
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