Daredevil: Born Again, Charlie Cox svela il cambio di rotta che ha salvato la serie Marvel

Charlie Cox racconta come Marvel abbia cambiato radicalmente Daredevil: Born Again, salvando la serie e riportandola verso il tono più cupo amato dai fan.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Il ritorno di Matt Murdock su Disney+ non è stato affatto lineare. Daredevil: Born Again ha riportato al centro il vigilante di Hell’s Kitchen in una fase molto più dura della sua storia, con Wilson Fisk diventato sindaco di New York e una task force anti-vigilanti pronta a colpire chiunque agisca fuori dalla legge. Nella seconda stagione, questo scontro si radicalizza ulteriormente, spingendo Matt a uscire di nuovo dall’ombra per affrontare il sistema costruito da Fisk e difendere una città sempre più soffocata dalla sua influenza.

A rendere interessante il racconto, però, non è soltanto ciò che si vede sullo schermo. Charlie Cox ha infatti spiegato che la serie ha rischiato di prendere una strada molto diversa, e che proprio il confronto tra il cast e Marvel Studios ha finito per cambiarne il destino. Le sue parole, arrivate durante una conversazione nel podcast Happy Sad Confused, confermano un retroscena ormai noto tra i fan: Born Again è stata profondamente ripensata durante la lavorazione, dopo che la prima impostazione non aveva convinto fino in fondo né lo studio né gli interpreti principali.

Una direzione iniziale che non convinceva fino in fondo

Il punto centrale delle perplessità riguardava soprattutto l’identità della serie. Nella sua forma iniziale, Daredevil: Born Again era stata concepita in modo più vicino a un legal procedural, quindi con una struttura più episodica e meno legata al tono serrato e criminale della serie Netflix. Charlie Cox aveva già raccontato in passato che quel primo approccio gli sembrava ambiguo, perché non era chiaro se il progetto dovesse essere percepito come una prosecuzione della vecchia serie oppure come qualcosa di quasi separato. Anche Brad Winderbaum, responsabile di Marvel Television, ha ammesso che lo studio inizialmente aveva cercato di mantenere più vaga la connessione con la serie precedente, salvo poi rendersi conto che quella linea non funzionava davvero.

Secondo Cox e Vincent D’Onofrio, il rischio più grande era perdere ciò che aveva reso Daredevil così riconoscibile presso il pubblico. Il personaggio, il suo mondo e il rapporto con Fisk avevano trovato forza proprio in un tono più sporco, adulto e urbano, lontano dalla patina più levigata di altre produzioni Marvel. Per questo i due attori hanno insistito affinché la nuova incarnazione non rinunciasse a quell’anima più cupa. Dario Scardapane, poi arrivato come showrunner, ha spiegato che il lavoro successivo è stato proprio quello di riportare la serie verso una crime story newyorkese più orientata all’azione, ma senza limitarsi a copiare il passato.

Il momento in cui Marvel ha deciso di rifare la serie

La vera svolta è arrivata dopo lo stop imposto dagli scioperi di Hollywood del 2023. In quel momento Marvel ha avuto il tempo di rivedere il materiale già girato e ha capito che serviva una scelta netta. Non bastava più restare nel mezzo: bisognava decidere se Born Again dovesse davvero raccogliere l’eredità della serie Netflix oppure allontanarsene del tutto. Alla fine lo studio ha scelto di abbracciare apertamente quella continuità, procedendo con un’importante revisione creativa che ha portato all’uscita degli head writer originari, Matt Corman e Chris Ord, e all’arrivo di Scardapane insieme a Justin Benson e Aaron Moorhead per ridefinire la rotta del progetto.

È questo il passaggio che Cox ha voluto sottolineare con più forza. L’attore ha ringraziato Marvel per aver ascoltato davvero i dubbi espressi da lui e da D’Onofrio, accettando una decisione complessa e inevitabilmente costosa pur di non lasciare la serie in una forma percepita come debole. Il risultato, almeno nelle intenzioni dichiarate dallo stesso cast, è stato un ritorno a un’identità più chiara, più fedele ai personaggi e più in sintonia con ciò che il pubblico si aspettava da Daredevil.

Perché questo cambio ha fatto la differenza

La sensazione, ascoltando Cox, è che Daredevil: Born Again sia riuscita a salvarsi proprio nel momento in cui ha smesso di avere paura del proprio passato. Invece di smussare i lati più duri del personaggio per adattarlo a una formula più neutra, Marvel ha scelto di valorizzare ciò che rende Matt Murdock diverso da molti altri eroi del MCU: la sua fragilità, il conflitto morale, la violenza del contesto urbano e il legame quasi ossessivo con Fisk. Anche il ritorno di figure chiave della vecchia serie è nato da questa scelta più decisa di continuità.

Oggi le prime due stagioni di Daredevil: Born Again sono disponibili in streaming su Disney+, e la seconda è stata presentata ufficialmente come uno scontro frontale tra Daredevil e il sindaco Fisk per l’anima di New York. Alla luce di quanto emerso, è chiaro che il successo del progetto non dipende solo dal ritorno di un personaggio amatissimo, ma anche dalla volontà di Marvel di correggere in tempo una direzione che rischiava di snaturarlo.

Fonte: screenrant.com


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