Attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler sul finale della prima stagione di Maul – Shadow Lord. Il ritorno di Darth Vader nel 2026 non passa da un film, ma dall’ultimo episodio della serie, dove la sua presenza ribadisce una volta di più il suo ruolo nella Grande Purga Jedi. Nel finale, Vader travolge l’alleanza precaria formata da Maul, Eeko-Dio Daki e Devon Izara, uccide Daki e lascia dietro di sé una frattura decisiva nell’equilibrio della giovane Padawan. È un passaggio pesante, che rafforza ulteriormente l’immagine del Signore Oscuro come forza quasi inarrestabile del canone di Star Wars.
La scena che riporta Vader al centro

Nel finale di Maul – Shadow Lord, Darth Vader entra in scena come l’elemento che spezza ogni equilibrio: affronta quasi senza fatica Maul, Eeko-Dio Daki e Devon Izara, prende rapidamente il controllo del duello e chiude lo scontro con l’uccisione del Maestro Jedi. La sequenza serve soprattutto a ribadire la sua superiorità e a ricordare quanto la sua caccia ai sopravvissuti dell’Ordine 66 continui a definire il personaggio anche negli anni dell’Impero.
Eeko-Dio Daki viene presentato ufficialmente come un Maestro Jedi fedele ai principi dell’Ordine e guida di Devon Izara nei primi anni dell’Impero. Nel finale, però, la sua esperienza non basta: quando Maul lo lascia di fatto solo davanti a Vader, Daki viene sopraffatto e trafitto con la spada laser, in una morte che chiude brutalmente il suo ruolo di punto di riferimento morale per la sua allieva.
Per Devon Izara, la morte di Daki è il vero punto di rottura della stagione. Il rapporto tra i due è quasi paterno e collega direttamente quella perdita alla svolta emotiva del personaggio, sempre più diviso tra gli insegnamenti Jedi del suo Maestro e il richiamo oscuro rappresentato da Maul. Il colpo inferto da Vader, quindi, non elimina solo un avversario: priva Devon del suo argine più saldo e la spinge ancora più vicino al lato oscuro.
Anche Maul esce dal confronto con un ruolo chiaro e spietato. Nel momento in cui capisce che Vader ha preso il sopravvento, sacrifica Daki con una scelta calcolata, convinto che quel trauma sia il modo più efficace per portare Devon dalla sua parte. Il finale insiste proprio su questo aspetto: Maul resta il protagonista della serie, ma non smette mai di essere un villain disposto a trasformare la tragedia altrui in uno strumento di potere.
Eeko-Dio Daki, in ogni caso, è solo uno dei tanti jedi uccidi da Darth Vader. Vale la pena, infatti, dare uno sguardo ai principali antagonisti del Signore Oscuro, caduti sotto la sua lama.
I principali Jedi uccisi da Darth Vader nel canone di Star Wars
Obi-Wan Kenobi

Il confronto finale tra Obi-Wan Kenobi e Darth Vader avviene sulla prima Morte Nera, in Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza. Obi-Wan sceglie di sacrificarsi e si lascia colpire da Vader per permettere a Luke Skywalker, Leia Organa, Han Solo e Chewbacca di fuggire. È una morte decisiva, perché chiude il loro duello fisico ma apre al ritorno di Obi-Wan come spirito della Forza e guida per Luke.
Mace Windu

Nel caso di Mace Windu si tratta di un’uccisione assistita, perché Anakin Skywalker non è ancora diventato ufficialmente Darth Vader. In Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, Anakin interviene nello scontro con Palpatine, mutila Windu e rende possibile l’attacco finale dell’Imperatore, che lo scaraventa nel vuoto. È un passaggio chiave non solo per la morte di Windu, ma anche perché segna il punto di non ritorno nella caduta di Anakin.
Shaak Ti

Shaak Ti occupa da sempre una posizione particolare nella mitologia di Star Wars, ma nel canone la sua fine viene ricondotta agli eventi di La vendetta dei Sith. In questa versione, Anakin ormai consumato dal lato oscuro la colpisce alle spalle nel Tempio Jedi, cancellando un’altra figura di primo piano dell’Ordine durante la Purga.
Jocasta Nu
Jocasta Nu, storica bibliotecaria degli Archivi Jedi, sopravvive all’Ordine 66 e continua a custodire conoscenze preziose per il futuro dell’Ordine. Nel fumetto Darth Vader del 2017, Palpatine la vuole viva proprio per quel patrimonio di sapere, ma il confronto con Vader prende una piega ancora più crudele: dopo lo scontro e dopo aver sfiorato la rivelazione della sua vera identità, Jocasta viene uccisa per mettere definitivamente a tacere quel segreto.
Eeth Koth

Eeth Koth, ex membro del Consiglio Jedi, prova a rifarsi una vita lontano dalla guerra e dall’Impero, ma Vader riesce a rintracciarlo. Lo scontro arriva in uno dei momenti peggiori possibili, mentre la moglie Mira sta dando alla luce la loro figlia, e proprio quella situazione rende il duello ancora più tragico. Koth resiste, ma la cattura della bambina da parte degli Inquisitori lo distrae abbastanza da consegnarlo alla lama di Vader.
Cin Drallig
Cin Drallig, Battlemaster del Tempio Jedi e maestro d’armi, è uno dei difensori più importanti travolti durante l’Operazione Knightfall. In La vendetta dei Sith oppone resistenza ad Anakin all’interno del Tempio, ma finisce per essere sopraffatto e trafitto, in una delle immagini più nette del crollo definitivo dell’Ordine Jedi su Coruscant.
Ferren Barr

Ferren Barr è un altro sopravvissuto all’Ordine 66 che non accetta il nuovo dominio imperiale e prova a destabilizzare Palpatine agendo nell’ombra. Il suo piano passa anche dal coinvolgimento della monarchia Mon Calamari, ma il tentativo fallisce quando Vader lo affronta durante l’invasione di Dac City. La sua morte non chiude solo la sua ribellione personale: spalanca anche la strada al pieno controllo imperiale su Mon Cala.
Kirak Infil’a

Kirak Infil’a è uno dei pochi Jedi che riescono davvero a mettere Vader in difficoltà dopo l’ascesa dell’Impero. Legato al voto di Barash e isolato dal resto dell’Ordine, diventa il bersaglio di una vera prova imposta da Palpatine, che chiede al suo nuovo apprendista di conquistare un cristallo kyber degno di un Sith. Infil’a lo sconfigge nel primo scontro, ma Vader torna disposto a tutto, mette in pericolo un intero villaggio e infine lo uccide, appropriandosi del suo cristallo.
Bene

Bene è una giovane Padawan umana che combatte nel Tempio Jedi accanto a Cin Drallig e Whie Malreaux durante la notte della Purga. Il frammento mostrato in ologramma in La vendetta dei Sith la consegna a una morte rapida e spietata: Anakin la strangola con la Forza mentre continua a combattere, segno di quanto la sua trasformazione in Vader sia ormai completa anche nella ferocia.
Whie Malreaux

Whie Malreaux compare anch’egli tra i giovani Jedi travolti dall’assalto al Tempio. Combatte nello stesso contesto di Bene e Cin Drallig, nel pieno dell’Operazione Knightfall, e finisce tra le vittime della furia di Anakin appena convertito al lato oscuro. La sua presenza rafforza il senso di massacro indiscriminato che accompagna la nascita di Darth Vader.
Cere Junda

Cere Junda, ex Jedi e mentore di Cal Kestis, riesce inizialmente a sopravvivere a un primo scontro con Vader, ma il secondo confronto le è fatale. In Star Wars Jedi: Survivor combatte fino all’ultimo, viene trafitta dalla spada laser del Sith e muore dopo aver trovato una forma di pace interiore, lasciandosi alle spalle le paure che l’avevano perseguitata.
I giovani Padawan
Alla lista dei grandi nomi si aggiunge poi il massacro dei giovani Padawan nel Tempio Jedi, uno dei momenti più atroci di La vendetta dei Sith. La scena resta devastante proprio perché quei bambini credono che Anakin sia arrivato per salvarli, prima di essere uccisi senza esitazione. Più di ogni altra immagine, è forse questa a fissare la nascita definitiva di Darth Vader come strumento del terrore imperiale.
Con la morte di Eeko-Dio Daki, Maul – Shadow Lord aggiunge un altro tassello alla lunga scia lasciata da Vader attraverso il canone di Star Wars. Non è solo una vittoria fisica: è un gesto che spezza una relazione decisiva, altera il destino di Devon Izara e ribadisce, ancora una volta, che ogni apparizione del Signore Oscuro continua a portare con sé un prezzo altissimo.
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