Dune: Part Three, i villain confermati e il complotto contro Paul Atreides

Dune: Part Three porta in scena il complotto contro Paul Atreides: da Scytale a Irulan, ecco i villain confermati e il possibile ruolo di Edric.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

L’universo di Dune si prepara a entrare nella sua fase più cupa. Dune: Part Three, ultimo capitolo della trilogia di Denis Villeneuve ispirata ai romanzi di Frank Herbert, porterà in scena un impero ormai logorato dall’interno. La storia riparte 17 anni dopo gli eventi di Dune: Parte due, con Paul Atreides al vertice di un Jihad su scala galattica che ha già provocato la morte di miliardi di persone.

Il film prende spunto da Messia di Dune, romanzo del 1969 che sposta il baricentro del racconto dalla conquista al logoramento del potere. Al centro c’è una cospirazione composta da più fazioni, determinata a fermare Paul prima che il suo regno travolga l’intero universo conosciuto. Trailer ufficiale e poster dei personaggi hanno già chiarito quali saranno i principali avversari destinati a muoversi nell’ombra.

Un complotto che nasce dentro l’Imperium

Il cuore di Dune: Part Three non sarà soltanto la guerra, ma soprattutto la frattura politica e morale che si apre attorno a Paul. Dopo l’ascesa al potere, il protagonista non è più il giovane erede costretto alla fuga, ma un imperatore schiacciato dal peso delle sue scelte e dalle conseguenze della propria visione.

La minaccia, questa volta, non arriva da un unico nemico. A prendere forma è un’alleanza complessa, fatta di interessi convergenti, rivalità e calcoli. È proprio questo a rendere i villain di questo capitolo particolarmente affascinanti: non sono figure semplicemente malvagie, ma personaggi che agiscono per convinzione, ambizione o sopravvivenza.

Scytale, il volto più inquietante della cospirazione

Tra le novità più rilevanti del cast c’è Robert Pattinson nei panni di Scytale, personaggio che emerge subito come uno dei più pericolosi dell’intera vicenda. Il poster diffuso il 16 marzo ha offerto un primo sguardo ufficiale al personaggio, poi apparso anche nel teaser trailer.

Scytale è un mutaforma Tleilaxu, geneticamente ingegnerizzato e capace di assumere qualunque sembianza. Proprio questa caratteristica lo rende il braccio più insidioso della cospirazione: non agisce soltanto con la forza, ma con l’inganno, l’infiltrazione e la manipolazione. Nel romanzo è il cospiratore più sfuggente e imprevedibile, una presenza che può avvicinarsi a Paul sotto qualunque volto.

Il film sembra voler insistere anche sulla sua ambiguità. Pattinson lo ha descritto come una figura tutt’altro che lineare, lontana dall’idea del cattivo tradizionale. Nel teaser appare pallido, con capelli chiari e abiti bianchi, un’immagine che accentua il contrasto tra l’eleganza esteriore e la minaccia che rappresenta.

La Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam torna al centro del gioco

Un altro nome fondamentale è quello della Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, interpretata da Charlotte Rampling. La sua presenza accompagna la trilogia fin dall’inizio, dalla scena ambientata su Caladan in cui mette Paul alla prova con il gom jabbar.

In Messia di Dune, però, il suo ruolo acquista un peso ancora maggiore. Mohiam è infatti una delle menti che contribuiscono a orchestrare il complotto contro Paul, insieme a Scytale, alla Principessa Irulan e a un Navigatore della Gilda Spaziale. Il suo ritorno è confermato anche nei titoli di coda del trailer ufficiale, segnale chiaro del fatto che il personaggio avrà un posto centrale nella nuova fase della storia.

Per le Bene Gesserit, il dominio di Paul è un’anomalia pericolosa. Lui è il Kwisatz Haderach che l’ordine puntava a ottenere attraverso generazioni di incroci controllati, ma la sua comparsa è arrivata troppo presto e, soprattutto, fuori dal loro controllo. È da questa frattura che nasce la tensione politica e ideologica che alimenta la cospirazione.

Hayt, il ritorno più doloroso per Paul

Il ritorno di Jason Momoa era atteso, ma resta comunque uno degli elementi più forti del trailer. Duncan Idaho era morto alla fine di Dune, sacrificandosi per permettere a Paul e a Lady Jessica di sfuggire ai Sardaukar. Eppure la sua storia non si era davvero conclusa lì.

In questo nuovo capitolo Duncan torna sotto forma di Hayt, un ghola creato dal Bene Tleilax a partire dal suo corpo. Non si tratta, però, di un semplice ritorno. Hayt non conserva quasi nulla delle memorie originarie di Duncan, e proprio per questo diventa uno strumento perfetto all’interno del piano contro Paul.

La sua funzione nella cospirazione è devastante sul piano psicologico. Presentato come un dono, Hayt è in realtà un cavallo di Troia studiato per colpire l’imperatore nel punto più fragile: il lutto, il ricordo e il legame con uno degli uomini che gli erano stati più fedeli. È una minaccia che agisce prima nella mente e solo dopo, eventualmente, sul piano fisico.

La Principessa Irulan e la sua posizione sempre più ambigua

Tra i personaggi destinati a muoversi in un territorio moralmente complesso c’è anche la Principessa Irulan Corrino, interpretata da Florence Pugh. Alla fine di Dune: Parte due, Irulan si ritrova in una condizione che non ha scelto: è sposata con un uomo che non la ama ed è diventata imperatrice in un contesto dominato dal fanatismo religioso e dalla violenza.

In Dune: Part Three, questa tensione sembra destinata ad accentuarsi. In Messia di Dune, Irulan entra infatti nella cospirazione e agisce per riconquistare spazio politico e personale, riallineandosi alle Bene Gesserit. Il suo obiettivo si intreccia con quello di Mohiam, anche attraverso i tentativi di ostacolare la possibilità che Paul e Chani abbiano un erede.

È proprio questa sfumatura a rendere il personaggio interessante. Irulan non appare come una figura interamente negativa, ma come una donna colta, lucida e intrappolata in una struttura di potere che la usa e la limita. La sua breve apparizione nel trailer basta comunque a confermare che il suo ruolo non sarà marginale.

Edric, il grande assente che resta decisivo

C’è poi un nome che, almeno per ora, resta fuori dalle conferme ufficiali: Edric, il Navigatore della Gilda. Eppure la sua possibile assenza dal film continua a far discutere, perché all’interno della storia il suo ruolo è tutt’altro che secondario.

Nel romanzo, Edric è un Navigatore di terzo stadio, sospeso in un serbatoio di gas di spezia arancione dopo anni di esposizione al melange. Il suo corpo è ormai profondamente trasformato, fino a essere appena riconoscibile come umano. Ma non è il suo aspetto a renderlo indispensabile: è la sua capacità di alterare il campo della prescienza.

La presenza di Edric permette infatti ai cospiratori di muoversi in una zona cieca rispetto alle visioni di Paul. Senza una copertura del genere, il complotto rischierebbe di essere scoperto ancora prima di entrare in azione. Per questo la sua eventuale introduzione resta uno dei nodi più interessanti in vista dell’uscita del film a dicembre.

Con questi personaggi, Dune: Part Three si presenta come il capitolo più politico e insidioso della trilogia. Non sarà solo una battaglia per il potere, ma uno scontro fatto di manipolazione, memoria, strategia e vendetta. Più che assediare Paul dall’esterno, i suoi avversari sembrano pronti a colpirlo dall’interno, lì dove anche un imperatore può diventare vulnerabile.

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