L’universo videoludico di The Witcher è molto più ampio della sola trilogia principale. Accanto ai tre GDR firmati CD Projekt Red esistono infatti spin-off narrativi, giochi di carte e adattamenti più particolari che permettono di restare nel Continente anche lontano da Geralt e dalle sue avventure più note. E con The Witcher 4 ormai annunciato ufficialmente e The Witcher Remake ancora in sviluppo, questo è un buon momento per tornare a esplorare la saga.
Per questa classifica contano soprattutto due criteri: qualità e accessibilità attuale, con il PC come punto di riferimento e Steam come base minima per verificare che i giochi siano ancora reperibili oggi. Il risultato è una selezione che tiene dentro i titoli davvero giocabili nel 2026, senza limitarsi ai soli GDR principali.
La classifica dei migliori giochi di The Witcher
7. The Witcher: Enhanced Edition Director’s Cut

Il primo The Witcher merita di essere citato più per il suo valore storico che per la sua tenuta moderna. È ancora disponibile su PC e resta il capitolo che ha dato il via a tutto, ma oggi mostra chiaramente il peso degli anni, soprattutto nel combattimento e nella struttura generale. Proprio per questo resta un titolo consigliabile soprattutto a chi vuole vedere dove è cominciata la corsa di Geralt nei videogiochi, anche perché il remake ufficiale è ancora in lavorazione.
6. The Witcher Adventure Game
È il titolo più di nicchia della lista, ma ha una sua identità precisa. The Witcher Adventure Game è l’adattamento digitale del gioco da tavolo di CD Projekt Red e punta più su percorsi, scelte e gestione delle situazioni che non sull’azione pura. L’interfaccia oggi appare inevitabilmente datata, però rimane una curiosità interessante per chi vuole un’esperienza diversa dal classico action RPG e preferisce qualcosa di più tattico e ragionato.
5. Reigns: The Witcher
Tra i titoli più recenti c’è Reigns: The Witcher, arrivato su Steam nel febbraio 2026 e lanciato anche su mobile. È un gioco narrativo costruito attorno al sistema di swipe tipico della serie Reigns, qui adattato all’universo witcher con Geralt che attraversa eventi, incontri e situazioni raccontati come se fossero ballate di Ranuncolo. Funziona bene proprio perché non cerca di imitare i GDR maggiori: è rapido, leggero, ironico e perfetto per sessioni brevi, senza rinunciare al fascino del mondo creato da CD Projekt Red.
4. The Witcher 2: Assassins of Kings

Qui la saga cambia davvero passo. The Witcher 2: Assassins of Kings resta il capitolo che ha trasformato Geralt in un protagonista videoludico di primo piano, grazie a una narrazione più ambiziosa, a scelte morali più dure e a una costruzione del conflitto politico molto più incisiva del primo episodio. Oggi è disponibile su PC e continua a essere acquistabile anche su Xbox One e Xbox Series X|S tramite retrocompatibilità, il che gli permette di restare pienamente rilevante anche a distanza di anni.
3. Thronebreaker: The Witcher Tales
Thronebreaker è forse lo spin-off più riuscito in assoluto. CD Projekt Red lo presenta come un GDR per giocatore singolo ambientato nel mondo di The Witcher, e in effetti il gioco riesce a fondere narrazione, esplorazione, enigmi e meccaniche di carte senza sembrare un semplice esperimento laterale. La protagonista, la regina Meve di Lyria e Rivia, regge una campagna ampia e sorprendentemente solida, mentre il sistema di combattimento strategico gli dà un’identità distinta rispetto al resto della saga. È disponibile su PC, PlayStation, Xbox e anche su Android, e proprio questa combinazione di accessibilità e originalità lo rende uno dei titoli più preziosi dell’intero franchise.
2. GWENT: The Witcher Card Game

GWENT resta uno dei casi più curiosi nati da un minigioco diventato fenomeno autonomo. La versione standalone è disponibile su PC ed è ancora attiva, ma oggi vive in una fase diversa rispetto ai suoi anni centrali: con GWENTfinity, il gioco ha ricevuto il suo ultimo grande aggiornamento di contenuti sviluppato direttamente dal team e ha spostato il bilanciamento verso un sistema di voto pubblico attraverso il Balance Council. In altre parole, non è un titolo morto, ma un gioco che continua a esistere grazie a una comunità ancora coinvolta e a un modello di gestione più condiviso. Per longevità, personalità e capacità di restare vivo anche dopo la fine del supporto tradizionale, merita il secondo posto.
1. The Witcher 3: Wild Hunt
Al primo posto non poteva esserci altro. The Witcher 3: Wild Hunt, uscito su Steam nel maggio 2015, resta il punto più alto raggiunto finora dalla saga e uno dei GDR più influenti degli ultimi dieci anni. La ricerca di Ciri, il mondo aperto, la scrittura dei personaggi, la densità delle missioni secondarie e l’equilibrio tra racconto personale e grande conflitto politico continuano a renderlo il gioco da cui partire, sia per chi entra oggi nel franchise sia per chi vuole semplicemente tornarci. E il fatto che l’universo witcher stia già guardando avanti con The Witcher 4 non cambia il punto essenziale: il centro emotivo e ludico della serie, per ora, resta ancora qui.
La forza della saga, in fondo, sta proprio in questo equilibrio: da una parte il gigante assoluto che è The Witcher 3, dall’altra una costellazione di spin-off capaci di ampliare il mondo con toni e formule diverse. Non tutti hanno lo stesso peso, ma quasi tutti aggiungono qualcosa. E mentre il futuro prende forma tra sequel e remake, il presente offre già abbastanza giochi da tenere occupato qualunque fan del Continente per parecchio tempo.







