Michael Pennington è morto a 82 anni, lasciando dietro di sé una carriera ampia e autorevole che ha attraversato teatro, cinema e televisione. Per il grande pubblico resterà legato soprattutto a Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi, dove interpretava Moff Tiaan Jerjerrod, l’ufficiale imperiale incaricato della costruzione della seconda Morte Nera. Ma ridurre il suo percorso a quel solo ruolo sarebbe limitante: Pennington è stato prima di tutto uno dei nomi più rispettati del teatro shakespeariano britannico, con una presenza costante sulle scene per decenni.
La notizia della sua scomparsa è stata riportata il 10 maggio 2026 da più testate britanniche e internazionali. Al momento non è stata indicata una causa del decesso. Aveva 82 anni e, negli ultimi anni, viveva a Denville Hall, la casa di riposo londinese riservata agli artisti dello spettacolo.

Dal cinema di Star Wars alla televisione britannica
Nel mondo di Star Wars, Pennington ha lasciato un segno preciso pur con uno spazio relativamente contenuto. In Il ritorno dello Jedi il suo Jerjerrod incarnava bene la tensione interna dell’Impero: un uomo di potere, ma anche una figura schiacciata dalla macchina gerarchica rappresentata da Darth Vader e dall’Imperatore. È uno di quei personaggi secondari che i fan della saga ricordano facilmente, anche per il modo in cui contribuisce a dare corpo all’atmosfera cupa della seconda Morte Nera.
Accanto al titolo di George Lucas, Pennington aveva collezionato altri crediti cinematografici e televisivi di rilievo. Sul grande schermo era apparso anche in Amleto del 1969 e in The Iron Lady del 2011. In televisione aveva lavorato in serie e produzioni come Raised by Wolves, Endeavour, Father Brown, Silent Witness, The Escape Artist e nel film tv The Return of Sherlock Holmes, dove interpretava proprio Sherlock Holmes. Era una carriera meno appariscente rispetto a quella di altre star del cinema, ma solida, costante e sempre riconoscibile.
Il teatro come centro di tutto
Il cuore della sua eredità, però, resta il palcoscenico. Michael Pennington è stato uno dei grandi interpreti shakespeariani inglesi della sua generazione, tanto da fondare nel 1986, insieme al regista Michael Bogdanov, la English Shakespeare Company, di cui fu co-direttore artistico fino al 1992. Nel corso della sua attività ha anche scritto dieci libri, diretto produzioni nel Regno Unito e all’estero ed è stato nominato Honorary Associate Artist della Royal Shakespeare Company.
Il suo legame con Shakespeare non era soltanto professionale, ma quasi vocazionale. Da ragazzo, dopo aver visto Paul Rogers in Macbeth all’Old Vic, decise che la recitazione sarebbe stata la sua strada. Più tardi, da studente a Cambridge, prese parte a decine di produzioni universitarie e costruì lì le basi del suo percorso artistico. Quella passione lo accompagnò per tutta la vita, fino a trasformarlo in un attore per cui Shakespeare non era semplicemente repertorio, ma lingua madre.
Un episodio racconta bene il peso che il teatro aveva per lui. Nel 1980 gli fu offerta l’occasione di recitare nel film The French Lieutenant’s Woman accanto a Meryl Streep, ma Pennington rinunciò a quella possibilità per interpretare Amleto con la Royal Shakespeare Company. Sul suo sito ufficiale è ricordato quel momento come una scelta decisiva, presa senza rimpianti: non voleva rinunciare a uno dei ruoli più importanti che un attore classico possa affrontare. È un dettaglio che dice molto del suo rapporto con il mestiere e del tipo di artista che era.
Un attore stimato ben oltre il circuito dei fan
Pennington era nato a Cambridge il 7 giugno 1943. Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato come attore, regista e scrittore, restando sempre più vicino all’idea di un interprete colto, rigoroso e poco incline all’esibizione gratuita. Anche per questo la sua scomparsa colpisce non solo chi lo ricorda per Star Wars, ma soprattutto chi lo ha seguito nel teatro inglese, dove il suo nome aveva un peso ben più profondo e duraturo.
Con Michael Pennington se ne va un interprete che ha attraversato mondi molto diversi, dalla galassia di Star Wars ai grandi testi di Shakespeare, senza mai perdere misura e autorevolezza. Per molti resterà Jerjerrod. Per il teatro britannico, invece, è stato molto di più.
HUB Star WarsQuesto articolo fa parte della categoria Star Wars. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Wars clicca qui.






