Resident Evil Requiem, Selena Corey è già una favorita dei fan e Capcom non se l’aspettava

Selena Corey si impone come sorpresa di Resident Evil Requiem: Isabella Inchbald racconta il successo inatteso del personaggio e la sua costruzione emotiva.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Resident Evil Requiem, Selena Corey è già una favorita dei fan e Capcom non se l’aspettava

Nel panorama di Resident Evil Requiem ci sono personaggi che attirano subito l’attenzione per il loro ruolo centrale, come Grace Ashcroft e Leon Kennedy, e altri che finiscono per imporsi in modo più inatteso. È il caso di Selena Corey, figura disturbante e carismatica che, pur nata come presenza mostruosa all’interno del gioco, ha rapidamente conquistato una parte del pubblico. Quello che sembrava destinato a restare un semplice tassello dell’orrore firmato Capcom si è trasformato, invece, in uno dei nomi più discussi tra i fan.

A raccontare questa sorprendente ascesa è stata l’attrice Isabella Inchbald, rimasta colpita dall’affetto che il personaggio ha raccolto in poco tempo. Tra cosplay, fan art e perfino tributi musicali, Selena si è ritagliata uno spazio che va ben oltre quello che ci si aspetterebbe da una creatura infetta concepita, almeno in apparenza, come una presenza secondaria e brutale.

Una presenza nata per colpire, ma diventata qualcosa di più

Selena Corey si è imposta soprattutto per il suo contrasto interno. Da un lato incarna l’aspetto più feroce, sanguinoso e disturbante di Resident Evil Requiem; dall’altro conserva un’aura quasi magnetica, che la rende memorabile. È proprio questa ambivalenza ad aver fatto presa sul pubblico, trasformando il personaggio in una presenza ben più forte del previsto.

Isabella Inchbald ha ricordato il primo contatto con il ruolo come un momento immediato, quasi istintivo. Per lei bastò sentire la voce e il modo in cui Selena si esprimeva per capire che non si trattava di una creatura qualunque. In mezzo agli altri pazienti del Rhodes Hill Care Center, travolti dagli effetti del virus in forme estreme e grottesche, Selena manteneva infatti una qualità diversa, più riconoscibile, più affascinante, persino nella sua deformazione.

Il mistero attorno a Selena durante la lavorazione

Uno degli aspetti più curiosi emersi dall’intervista riguarda proprio il modo in cui il personaggio è stato sviluppato dietro le quinte. Inchbald ha spiegato di non aver ricevuto molti dettagli né sulla storia di Selena né sul suo contesto preciso. Anche il nome del personaggio, durante le registrazioni, non le sarebbe stato comunicato in modo esplicito.

Questo elemento rende ancora più singolare la reazione del pubblico. Selena è diventata una fan favorite pur nascendo in un clima di forte riserbo creativo, quasi come se il personaggio dovesse emergere soltanto attraverso la presenza scenica, la voce e l’atmosfera. Inchbald ha raccontato di aver costruito la propria interpretazione immaginando una figura sospesa tra tratti infantili e richiami da sirena, una creatura capace di attirare l’attenzione ma anche di suggerire fragilità, bisogno di riconoscimento e una componente emotiva più complessa del previsto.

Tra umano e mostro: perché Selena ha colpito i fan

Secondo l’attrice, uno dei punti chiave del personaggio sta proprio nella scelta di non ridurre queste creature a semplici zombie assetati di sangue. L’idea sarebbe stata quella di collocarle in una zona intermedia, tra umano e non-morto, lasciando emergere frammenti di memoria, comportamento e coscienza. È una sfumatura importante, perché modifica radicalmente il peso del personaggio: Selena non appare come un mostro automatico, ma come una presenza che conserva una traccia di interiorità.

Questa impostazione ha contribuito a renderla più empatica e più inquietante allo stesso tempo. Il fascino del personaggio non nasce solo dall’estetica o dalla sua brutalità, ma anche dal fatto che dietro l’orrore si intravede qualcosa di più pensato, più trattenuto, quasi cerebrale. È una combinazione che, nel mondo di Resident Evil, continua a esercitare un richiamo molto forte.

Una performance costruita sulla voce e sull’emozione

Inchbald ha definito il lavoro svolto su Resident Evil Requiem come un’esperienza liberatoria. Durante la registrazione le sarebbe stato chiesto di cantare e di esprimersi senza il vincolo di parole prestabilite o di un copione rigido. Questo approccio le ha permesso di lavorare soprattutto sull’emozione, costruendo una vocalità capace di restituire il lato più seducente e disturbante di Selena.

All’interno del gioco, immersa in ambienti ospedalieri degradati, fluidi corporei e un immaginario di decadenza, la canzone associata al personaggio assume così il tono di una manifestazione di vanità, egoismo e bisogno di essere vista. È un tratto che ha favorito letture più simboliche, soprattutto da parte di chi legge l’horror al femminile come uno spazio in cui ossessione di sé, desiderio di approvazione e autodistruzione si intrecciano in modo violento ma rivelatore.

In questo senso, Selena Corey si inserisce in una linea di figure femminili horror che non si limitano a spaventare, ma mettono in scena anche una tensione identitaria più profonda. È probabilmente anche per questo che il personaggio ha generato una risposta così intensa: non solo repulsione o curiosità, ma un coinvolgimento emotivo inatteso.

La sorpresa di Isabella Inchbald davanti al successo del personaggio

La stessa Inchbald ha ammesso di essere rimasta colpita, nel senso più positivo possibile, dalla reazione del pubblico. Interpretare un ruolo piccolo, o addirittura una creatura infetta, può facilmente far pensare di passare inosservati. Invece è accaduto l’opposto: Selena è riuscita a imporsi in modo netto, attirando attenzione e affetto in una misura che nessuno sembrava aver previsto davvero.

Per l’attrice, la parte più significativa di questa esperienza è stata proprio vedere quanto il personaggio sia riuscito a suscitare qualcosa nei giocatori. E, a sua volta, ricevere quella risposta ha avuto per lei un valore personale, quasi inatteso. È il segno di come, anche in un horror dominato da creature mostruose e atmosfere estreme, possano emergere figure capaci di lasciare un’impronta molto più forte del loro spazio apparente.

Selena Corey, almeno per ora, rappresenta proprio questo: una presenza nata ai margini e diventata centrale nell’immaginario dei fan. E per Resident Evil Requiem è già un risultato notevole.

Resident Evil Requiem, Selena Corey è già una favorita dei fan e Capcom non se l’aspettava
Kinguin

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