Per quanto oggi venga considerata una delle saghe fantascientifiche più accessibili e trasversali di sempre, Star Trek ha avuto più di uno scontro con censura e broadcaster. In diversi momenti della sua lunga storia, alcuni episodi sono stati ritenuti troppo violenti, troppo provocatori o semplicemente troppo delicati per il contesto politico del momento. Il risultato è che, tra Regno Unito, Germania e Irlanda, sette episodi hanno subìto ban temporanei, tagli o lunghi stop alla trasmissione.
La cosa più interessante è che le motivazioni cambiano da caso a caso. In alcuni episodi pesavano immagini considerate scioccanti per un pubblico ritenuto anche infantile; in altri, invece, a far scattare il blocco erano riferimenti politici o simboli storici ancora troppo sensibili. Col tempo tutti questi episodi sono tornati disponibili, ma il loro percorso racconta bene quanto Star Trek sia stata spesso più audace di quanto la sua reputazione “per famiglie” lasci pensare.
I quattro episodi bloccati dalla BBC
Il caso più noto riguarda la BBC, che per anni escluse dalle repliche di Star Trek quattro episodi della serie classica: “Miri”, “Plato’s Stepchildren”, “The Empath” e “Whom Gods Destroy”. Secondo le ricostruzioni storiche, il problema era legato soprattutto al tono dei contenuti: malattia, follia, sadismo, torture e atmosfere giudicate troppo disturbanti per una serie che nel Regno Unito veniva percepita anche come adatta ai più giovani. Il blocco restò in vigore fino agli anni Novanta, quando gli episodi vennero gradualmente reintegrati.
“Miri”, la paura della malattia e dei bambini lasciati soli
Tra questi, “Miri” è forse uno dei più inquietanti della prima stagione. Kirk e il resto dell’equipaggio approdano su un pianeta identico alla Terra, dove gli adulti sono morti a causa di una peste artificiale e sono rimasti soltanto i bambini. Il tema del contagio, unito alle lesioni mostrate sul corpo degli infetti e al coinvolgimento diretto dei più piccoli, bastò a renderlo uno dei casi più controversi per il pubblico britannico. La BBC lo trasmise una volta nel 1970, poi lo lasciò fuori dalle repliche per anni.
“Plato’s Stepchildren”, oltre il bacio c’era il sadismo
“Plato’s Stepchildren” è ricordato soprattutto per uno dei primi baci interrazziali della televisione americana, tra Kirk e Uhura. Ma nel caso della BBC il problema non sembra essere stato tanto quel momento storico, quanto il contesto dell’episodio: umiliazioni forzate, controllo mentale, crudeltà e una componente di sadismo ritenuta eccessiva per la fascia in cui la serie veniva programmata. Il ban durò a lungo, prima che l’episodio tornasse in circolazione insieme agli altri esclusi.
“The Empath”, troppo dura per l’idea di una serie “per ragazzi”
Un discorso simile vale per “The Empath”, episodio della terza stagione in cui i protagonisti vengono sottoposti a esperimenti e torture da parte di una razza aliena. Anche qui a pesare furono le scene di sofferenza fisica e la percezione che Star Trek dovesse restare entro limiti più rassicuranti. È uno dei casi che spiegano meglio la distanza tra lo spirito progressista della serie e il modo in cui alcuni broadcaster continuavano a leggerla.
“Whom Gods Destroy”, follia e sensualità fuori dai limiti BBC
Il quarto episodio bandito dalla BBC fu “Whom Gods Destroy”, ambientato in un istituto penale per criminali mentalmente instabili. Qui a pesare furono soprattutto i temi della follia, il tono disturbante della vicenda e anche alcuni elementi più apertamente sensuali, che contribuirono a rendere l’episodio inadatto secondo gli standard dell’epoca. È uno dei capitoli più discussi della terza stagione proprio perché incrocia delirio, violenza e ambiguità in modo molto più esplicito del normale.
L’episodio vietato in Germania per l’ombra del nazismo
Se il Regno Unito reagì soprattutto a violenza e sadismo, in Germania il caso emblematico fu “Patterns of Force”. L’episodio mostra una società modellata sul Terzo Reich, con uniformi naziste, simbologia inequivocabile e un impianto visivo che, a poca distanza storica dalla Seconda guerra mondiale, risultò troppo sensibile per la televisione tedesca. Per questo non venne trasmesso nelle prime finestre televisive del Paese e fu recuperato soltanto molti anni dopo, a partire dal 1995.
Il punto non era solo la presenza di riferimenti storici, ma il fatto che l’episodio li mettesse in scena in modo diretto e frontale. Negli Stati Uniti funzionava come una riflessione sui pericoli dell’autoritarismo; in Germania, invece, toccava una ferita ancora troppo vicina per poter essere trattata come semplice intrattenimento televisivo.
Anche The Next Generation ebbe i suoi casi delicati
La censura non si fermò alla serie classica. Anche Star Trek: The Next Generation ebbe due episodi particolarmente problematici per i broadcaster britannici e irlandesi.
Il primo è “Conspiracy”, episodio della prima stagione diventato famoso per una scena finale insolitamente esplicita e gore per gli standard di Star Trek. In Canada fu accompagnato da un avviso al pubblico, mentre nel Regno Unito venne inizialmente bloccato o pesantemente ridotto proprio per la natura grafica di alcune immagini. Per una serie associata a un pubblico ampio, quella sequenza risultò eccessiva.
Il secondo è “The High Ground”, episodio della terza stagione che entrò in territorio ancora più spinoso. Qui il problema non era la violenza in sé, ma il riferimento all’unificazione dell’Irlanda nel 2024, citata in un contesto che metteva in relazione terrorismo e obiettivi politici. Nel pieno delle tensioni nordirlandesi, BBC e RTÉ considerarono la puntata troppo sensibile. Nel Regno Unito circolarono versioni tagliate, mentre la messa in onda integrale arrivò soltanto molto più tardi.
Questi sette episodi mostrano un aspetto meno raccontato di Star Trek: la saga non è stata soltanto una visione ottimista del futuro, ma anche una serie capace di toccare nervi scoperti del presente. Malattia, tortura, autoritarismo, tensioni razziali e terrorismo hanno trasformato alcune puntate in casi televisivi veri e propri. Oggi nessuna di queste è più proibita, ma il fatto che abbiano fatto così tanto rumore dice molto della forza culturale che Star Trek ha avuto, e continua ad avere, ben oltre la fantascienza.
Fonte:: Screen Rant
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