Star Trek: Strange New Worlds 4 riparte da un vecchio errore: il debutto promette di riscattare l’episodio più debole

La stagione 4 di Star Trek: Strange New Worlds riparte con Valles Marineris, un episodio western che sembra voler riscattare il meno riuscito Among the Lotus Eaters.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

La quarta stagione di Star Trek: Strange New Worlds si prepara a tornare con un episodio che, almeno nelle intenzioni, sembra voler rielaborare una delle prove meno convincenti della seconda stagione. Il debutto ufficiale è fissato su Paramount+ per giovedì 23 luglio, in quella che sarà anche l’ultima annata composta da 10 episodi. La quinta stagione, già indicata come conclusiva, sarà infatti più breve e si fermerà a sei episodi.

È un passaggio interessante per una serie che, fino a questo momento, ha raccolto consensi molto solidi. La seconda stagione, in particolare, è stata spesso indicata come il punto più alto raggiunto finora da Strange New Worlds, grazie a una notevole varietà di toni e a diversi episodi rimasti impressi sia al pubblico sia alla critica. Proprio per questo, il fatto che la nuova stagione torni idealmente su uno dei rari passi falsi del passato rende il debutto ancora più curioso.

Una seconda stagione molto amata, con una sola vera eccezione

La stagione 2 di Star Trek: Strange New Worlds ha mostrato con chiarezza la capacità della serie di muoversi tra registri molto diversi senza perdere identità. Da una parte c’è stato il crossover comico con Star Trek: Lower Decks, diretto da Jonathan Frakes, che ha portato in scena uno degli esperimenti più riusciti della produzione recente di Star Trek. Dall’altra, la serie ha osato anche con il primo musical del franchise, Subspace Rhapsody, ormai diventato uno degli episodi più discussi e ricordati.

Star Trek: Strange New Worlds 4 riparte da un vecchio errore: il debutto promette di riscattare l’episodio più debole

Accanto a questi momenti più vistosi, non sono mancati episodi molto apprezzati anche per scrittura e costruzione drammatica, come Ad Astra per Aspera, il romantico viaggio nel tempo di Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow e la commedia vulcaniana Charades. In un contesto del genere, però, un episodio è rimasto sensibilmente indietro rispetto al resto della stagione.

Si tratta di Among the Lotus Eaters, quarto episodio della seconda annata, che pur partendo da premesse interessanti non è riuscito a lasciare lo stesso segno degli altri. Ed è proprio qui che la stagione 4 sembra voler intervenire, riprendendo alcuni elementi di quella formula ma spostandoli in un contesto più vivace e potenzialmente più riuscito.

Valles Marineris riporta Pike, La’an e M’Benga sul campo

L’episodio di apertura della quarta stagione si intitola Valles Marineris e mette al centro una storia dichiaratamente costruita in stile western. Il capitano Christopher Pike, il dottor Joseph M’Benga e la tenente La’an Noonien-Singh si ritrovano infatti coinvolti in un’avventura da cowboy, a cavallo, in una cornice che promette subito un tono più movimentato e giocoso rispetto a quello visto in passato.

Il trio era già stato protagonista di una missione condivisa proprio in Among the Lotus Eaters, ambientato su Rigel VII. In quell’occasione Pike, La’an e M’Benga si trovavano a fare i conti con una perdita di memoria causata dalle energie di un meteorite radioattivo, un elemento che finiva per colpire anche il resto dell’equipaggio dell’Enterprise. L’episodio riportava inoltre in scena Zac Nguyen, un sottotenente lasciato indietro durante la precedente visita dell’Enterprise sul pianeta e ormai diventato una figura di potere locale, animata anche da un desiderio di vendetta nei confronti di Pike.

L’idea, sulla carta, non era priva di fascino. Eppure il risultato finale non ha convinto allo stesso modo del resto della stagione. L’intreccio è apparso meno incisivo, più statico, e non ha sfruttato davvero il potenziale del gruppo formato da Pike, La’an e M’Benga. Proprio per questo Valles Marineris dà l’impressione di voler ripartire da lì, ma con un’energia completamente diversa.

Un ritorno che sembra più leggero, dinamico e consapevole

L’elemento western potrebbe fare la differenza. Vedere Pike, La’an e M’Benga immersi in un’avventura da frontiera lascia intuire un episodio più immediato, più spettacolare e forse anche più divertente. Dove Among the Lotus Eaters veniva percepito come rigido e poco memorabile, il nuovo debutto sembra voler puntare su ritmo, atmosfera e personalità.

Non è solo una questione estetica. Il recupero di quel trio in missione suggerisce anche una volontà precisa: correggere ciò che in precedenza non aveva funzionato fino in fondo, senza rinunciare a quei personaggi né al loro equilibrio. È una scelta che mostra una certa fiducia nella forza del cast e nella capacità della serie di tornare sui propri passi non per ripetersi, ma per rifinire meglio un’idea rimasta incompiuta.

In questo senso, l’apertura della stagione 4 appare come una sorta di seconda possibilità narrativa. E il fatto che questa correzione avvenga attraverso un immaginario così dichiarato, quasi ludico, rende il tutto ancora più promettente.

Il legame con The Cage e con le origini di Star Trek

C’è poi un altro livello di lettura, più legato alla storia del franchise. Valles Marineris richiama infatti anche The Cage, il primissimo episodio pilota di Star Trek, quello che introdusse per la prima volta il personaggio del capitano Pike, allora interpretato da Jeffrey Hunter. In quel primo tentativo, poi respinto dalla NBC, Pike era già una figura centrale e l’episodio conteneva riferimenti alla sua esperienza su Rigel VII, destinata a diventare un punto ricorrente nella mitologia del personaggio.

Strange New Worlds ha costruito una parte della propria identità proprio su questo legame con le origini. Non è soltanto una serie ambientata nel passato dell’universo di Star Trek: è anche un progetto che torna di continuo a interrogare la propria nascita, recuperando luoghi, idee e figure che arrivano direttamente dal primissimo nucleo creativo del franchise.

Il collegamento con The Cage passa anche da Pike stesso, cresciuto nel Mojave, in California, e già allora legato a un immaginario che alternava missione, trauma e memoria. La serie ha spesso dimostrato di non avere alcun timore nel richiamare quel materiale fondativo, anzi: lo usa come parte viva della propria narrazione, rendendolo qualcosa di più di una semplice citazione per fan storici.

È anche per questo che la nuova stagione incuriosisce. Pur non essendo una serie perfetta in ogni sua uscita, Star Trek: Strange New Worlds ha mostrato più volte di saper trasformare i richiami al passato in qualcosa di narrativamente utile. Se Valles Marineris riuscirà davvero a riprendere i limiti di Among the Lotus Eaters e a superarli con maggiore fantasia, ritmo e spirito d’avventura, il risultato potrebbe essere uno degli inizi di stagione più interessanti della serie.

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