L’uscita in accesso anticipato di Subnautica 2 non è stata accompagnata soltanto dall’entusiasmo dei giocatori. Nelle settimane precedenti al debutto, infatti, il seguito del celebre survival acquatico è stato al centro di una complessa vicenda legale che ha coinvolto Unknown Worlds e la sua proprietà, Krafton. Sullo sfondo c’era soprattutto un punto molto delicato: un pagamento da 250 milioni di dollari legato al raggiungimento di determinati obiettivi di vendita.
Adesso che il gioco è finalmente disponibile, dopo il reintegro in tribunale del CEO Ted Gill, l’attenzione si è spostata su un altro aspetto. Il debutto di Subnautica 2 sta infatti facendo numeri molto alti su PC e Xbox, tanto da riaccendere con forza la domanda che aleggia da tempo: Krafton sarà costretta a versare quel maxi bonus?
Un lancio segnato dalle tensioni legali
La fase che ha preceduto l’arrivo di Subnautica 2 in accesso anticipato è stata tutt’altro che lineare. Le tensioni tra Unknown Worlds e Krafton hanno finito per trasformarsi in una battaglia legale, con l’impressione, sempre più diffusa, che l’editore stesse cercando di evitare un esborso molto pesante.
Quel pagamento, pari a 250 milioni di dollari, sarebbe infatti subordinato al raggiungimento di specifici traguardi commerciali da parte del gioco. Per questo motivo, il successo o meno del nuovo capitolo non rappresenta solo una questione di popolarità o di critica, ma anche un possibile detonatore economico di enorme portata.
Con il reintegro ordinato dal tribunale per Ted Gill, la situazione si è sbloccata almeno sul piano operativo, permettendo finalmente al progetto di arrivare sul mercato. E ora che il titolo è disponibile, i dati iniziali sembrano andare in una direzione molto chiara.
Numeri già molto alti per il sequel
A riportare l’attenzione sulla vicenda è stato anche Chet Faliszek, veterano di Valve e oggi attivo presso Stray Bombay, lo studio dietro The Anacrusis. In un nuovo video su YouTube, Faliszek ha commentato il momento attraversato da Subnautica 2 con una battuta che però coglie il cuore della questione.
Lo sviluppatore ha precisato che non giocherà personalmente al titolo, spiegando che il primo Subnautica non lo aveva convinto fino in fondo. Una posizione personale, certo, che non gli impedisce però di riconoscere l’impatto del sequel. Nel video osserva infatti che “mezzo milione di persone” lo stanno giocando in questo momento.
Il dato citato trova un riscontro concreto anche su Steam, dove Subnautica 2 ha raggiunto un picco di 467.582 giocatori contemporanei. Un risultato di grande rilievo, soprattutto per un’uscita in accesso anticipato, e abbastanza significativo da far tornare in primo piano tutte le implicazioni economiche e contrattuali del caso.
La battuta di Faliszek e il peso della causa contro Krafton
Secondo Faliszek, il vero “gioco” che ora tutti possono seguire non riguarda soltanto ciò che accade nei fondali di Subnautica 2, ma anche l’evoluzione della disputa legale con Krafton. Il riferimento è esplicito: se il gioco dovesse rivelarsi un enorme successo commerciale, la società potrebbe trovarsi nella condizione di dover affrontare proprio lo scenario che sembrava voler evitare.
Da qui arriva anche la stoccata più pungente. Faliszek ironizza dicendo che forse qualcuno avrebbe dovuto chiedere a ChatGPT che cosa sarebbe successo nel caso in cui Subnautica 2 fosse diventato un successo gigantesco e in che modo l’azienda avrebbe potuto finire nei guai.
La battuta non arriva dal nulla. Fa infatti riferimento a un elemento emerso nella vicenda giudiziaria e legato al CEO di Krafton, Kim Chang-han.
Il riferimento a ChatGPT nella ricostruzione del giudice
Secondo quanto riportato nell’ordinanza del giudice Lori W. Will, Kim Chang-han avrebbe fatto ricorso con regolarità a ChatGPT per elaborare strategie legali prima della causa, seguendo in larga parte i suggerimenti forniti dal sistema. Una scelta che, nella ricostruzione del tribunale, si sarebbe poi rivelata disastrosa.
L’ordinanza sostiene che le proiezioni interne mostravano come il nuovo titolo fosse in grado di generare ricavi significativi, sufficienti ad attivare con facilità il meccanismo del bonus. Proprio per questo, sempre secondo il giudice, il CEO di Krafton avrebbe temuto di aver accettato un contratto troppo favorevole alla controparte e avrebbe quindi cercato di costruire una strategia aziendale alternativa, ricorrendo anche all’intelligenza artificiale.
È un passaggio che aggiunge ulteriore tensione a una storia già molto intricata. E, allo stesso tempo, rilancia un tema che torna ciclicamente: l’idea che strumenti come l’IA possano essere utili in molti contesti, ma non debbano essere considerati sostituti affidabili per decisioni legali complesse e ad alto rischio.
Un caso che potrebbe pesare ancora a lungo
Per il momento, il risultato più evidente è che Subnautica 2 sta ottenendo una partenza molto forte. Se questo slancio dovesse proseguire, la discussione sul bonus da 250 milioni di dollari potrebbe diventare ancora più centrale nelle prossime fasi della disputa.
Nel frattempo, Faliszek ha raccontato di essersi dedicato a Forbidden Solitaire, un gioco di carte che definisce particolarmente subdolo e il cui successo avrebbe colto di sorpresa perfino i suoi creatori. Un dettaglio laterale, ma utile a chiudere con un tono più leggero una vicenda che, almeno per Subnautica 2, resta tutto fuorché semplice.
Il successo del gioco, insomma, non sta solo premiando il lancio del sequel: sta anche rimettendo sotto i riflettori una questione economica e legale che potrebbe avere conseguenze importanti per Krafton.







