Il settore VR potrebbe aver perso un altro dei suoi nomi storici. Survios, studio noto per titoli come Raw Data, Creed: Rise to Glory e Alien: Rogue Incursion, sarebbe infatti vicino alla chiusura dopo una pesante ondata di licenziamenti che, secondo più testimonianze, avrebbe colpito gran parte del team di sviluppo. Per ora manca ancora una comunicazione ufficiale della società che confermi la cessazione delle attività, ma il quadro emerso nelle ultime ore è abbastanza serio da far pensare a uno stop ormai molto vicino.
Le segnalazioni degli ex dipendenti e l’assenza di una conferma ufficiale
A far emergere il caso sono stati soprattutto alcuni ex dipendenti attraverso LinkedIn. Dylan Ralston, già Combat Designer nello studio, ha scritto che Survios sarebbe “di fatto chiusa”, aggiungendo che tutti i membri del team responsabili dello sviluppo sarebbero stati licenziati. Una ricostruzione simile è arrivata anche da Tim Schumann, Senior Technical Sound Designer, che ha parlato apertamente di studio in chiusura. Al tempo stesso, però, Survios non ha ancora pubblicato un annuncio ufficiale sul proprio sito o sui propri canali, e questo rende più corretto parlare, almeno per ora, di una chiusura riportata e non ancora formalizzata dalla società.
Un nome importante nella storia della realtà virtuale
Fondata nel 2013, Survios è stata una delle realtà più riconoscibili della VR moderna. Nel corso degli anni ha pubblicato più di una dozzina di giochi e ha costruito una reputazione solida sia con proprietà originali sia con licenze di peso. Tra i titoli più noti ci sono Raw Data, indicato da Road to VR come uno dei primi giochi in realtà virtuale ad aver superato il milione di dollari di ricavi, ma anche Sprint Vector, Electronauts, Battlewake, Westworld Awakening, The Walking Dead: Onslaught, Puzzle Bobble VR: Vacation Odyssey e Creed: Rise to Glory. Lo stesso sito ufficiale dello studio continua ancora oggi a elencare buona parte di questo catalogo, segno del ruolo che Survios ha avuto nello sviluppo del mercato VR nell’ultimo decennio.
Il caso Alien: Rogue Incursion rende la situazione ancora più delicata
A rendere la notizia ancora più pesante è il fatto che Survios arrivava da un progetto importante come Alien: Rogue Incursion. Il gioco era stato presentato ufficialmente come il primo capitolo di una saga in due parti, dettaglio che lasciava intendere con chiarezza l’intenzione di proseguire la storia. Dopo l’uscita VR, lo studio aveva poi portato il titolo anche fuori dalla realtà virtuale con Alien: Rogue Incursion Evolved Edition, pubblicata su PC e console il 30 settembre 2025. Secondo Road to VR, proprio in questo periodo il lavoro sul seguito sarebbe stato rallentato o sospeso per concentrarsi sulla versione tradizionale del gioco. Se il ridimensionamento di Survios dovesse essere confermato in via definitiva, anche il futuro del secondo capitolo rischierebbe quindi di diventare molto incerto.
Un segnale di crisi più ampio per il mercato VR
La vicenda Survios non arriva in un vuoto. Negli ultimi mesi il comparto VR ha attraversato una fase particolarmente complicata, con tagli, chiusure e cambi di strategia che hanno colpito più di una realtà. A gennaio, per esempio, Meta ha chiuso tre studi interni legati ai videogiochi VR: Twisted Pixel Games, Sanzaru Games e Armature Studio. Nello stesso periodo, Meta ha anche spiegato di voler spostare il focus di Horizon Worlds in modo “quasi esclusivo” sul mobile, pur continuando a sostenere l’ecosistema VR soprattutto attraverso sviluppatori terzi. Sono segnali che raccontano un mercato ancora vivo, ma molto meno disposto di prima a sostenere produzioni costose e interne.
Anche il social VR continua a perdere pezzi
Nel frattempo, pure il lato social della realtà virtuale ha mostrato segni evidenti di sofferenza. Rec Room ha annunciato ufficialmente che chiuderà il 1° giugno 2026, spiegando di non essere riuscita a trovare un modello di business sostenibile nonostante i numeri raggiunti negli anni. In questo contesto, il caso Survios assume un peso ancora maggiore: non sembra più soltanto la crisi di uno studio, ma l’ennesimo episodio di una fase di contrazione che coinvolge sviluppo, publishing e piattaforme social legate alla VR.
Per Survios, dunque, il quadro resta appeso a un’ultima variabile decisiva: l’eventuale comunicazione ufficiale della società. Fino a quel momento è corretto mantenere prudenza. Però, tra le testimonianze degli ex dipendenti, il silenzio dello studio e il contesto difficile del settore, è difficile ignorare la sensazione che uno dei nomi più rappresentativi della VR sia davvero arrivato a un passaggio cruciale.






