Swapped, Nathan Greno racconta il film: il mondo animale, la svolta con John Lasseter e il sì di Michael B. Jordan

Nathan Greno racconta la nascita di Swapped, la ricostruzione del progetto con John Lasseter, il mondo della Valle e il coinvolgimento di Michael B. Jordan.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Con Swapped, Nathan Greno torna al lungometraggio animato con un progetto che punta su un universo interamente popolato da animali e su una storia costruita attorno all’empatia e al cambiamento. Il regista ha parlato del film in un’intervista esclusiva, soffermandosi sulla lunga lavorazione, sulle molte trasformazioni affrontate dal progetto e sulle scelte che ne hanno definito l’identità finale. Nel racconto emergono soprattutto tre elementi: la costruzione del mondo della Valle, l’incontro con John Lasseter che ha cambiato la direzione del film e il coinvolgimento di Michael B. Jordan come voce protagonista. Swapped sarà disponibile in streaming su Netflix da venerdì 1 maggio.

Un film animato che punta tutto su trasformazione ed empatia

Il nuovo film è una commedia animata ambientata in un mondo esclusivamente animale, con le voci di Michael B. Jordan, Juno Temple e Tracy Morgan. Al centro della storia ci sono due amici molto diversi tra loro, un boi e un Pookoo, provenienti dalla Valle e appartenenti a specie considerate avversarie naturali. Un incidente con una pianta magica provoca però uno scambio di menti, dando il via a una vicenda che usa il tono leggero per affrontare un tema molto chiaro: capire davvero l’altro mettendosi, letteralmente, nei suoi panni.

Greno ha spiegato che l’idea di fondo nasce proprio da qui. L’obiettivo era raccontare una storia di trasformazione che fosse anche una riflessione sull’empatia, cercando però una strada visiva e narrativa meno prevedibile. Da questa esigenza è nata la scelta di eliminare del tutto gli esseri umani dal racconto e di affidare il cuore del film a creature originali, immerse in un ecosistema coerente e autonomo.

La Valle come ecosistema credibile, anche quando resta sullo sfondo

Uno degli aspetti su cui il regista ha insistito di più è la costruzione del mondo della Valle, pensato come un ambiente vivo e funzionante in ogni suo dettaglio. Greno ha raccontato che lui e il suo team hanno lavorato su una struttura molto precisa, studiando elementi come la posizione del sole, il percorso dell’acqua, lo scioglimento della neve in montagna e l’origine del fiume.

Molte di queste informazioni non vengono spiegate direttamente nel film, ma sono servite come base per rendere l’ambientazione più credibile. L’idea, in sostanza, era dare al pubblico la sensazione che quel mondo esistesse davvero, anche al di là di ciò che viene mostrato in scena. È un tipo di costruzione invisibile, ma fondamentale, soprattutto in un film che vuole creare un forte legame tra personaggi, spazio e racconto.

Greno ha collegato questo approccio anche al fascino dell’animazione incentrata sugli animali. Ha ricordato il legame personale con Bambi e il modo in cui film di questo tipo riescono a far convivere stilizzazione e realismo emotivo. La sfida, secondo lui, non è soltanto mostrare creature curiose o memorabili, ma fare in modo che risultino autentiche, fragili e riconoscibili.

La svolta del 2019 e il confronto diretto con John Lasseter

Il percorso di Swapped è stato tutt’altro che lineare. Il film è entrato in sviluppo nel 2018, ma in una forma molto diversa da quella attuale. Greno ha spiegato che la prima versione del progetto ruotava attorno ad adolescenti con superpoteri, provenienti da contesti differenti. Una base narrativa che, col tempo, ha però iniziato a perdere compattezza.

La svolta è arrivata nel 2019, con l’ingresso di John Lasseter in Skydance. In quel momento, Greno ha deciso di affrontare il problema in modo diretto. È andato nel suo ufficio e gli ha detto apertamente: “Penso che stiamo sbagliando approccio”. Da lì si è aperto un confronto che ha portato a una decisione radicale: ricominciare da zero.

Il regista ha raccontato che il progetto stava prendendo direzioni troppo diverse tra loro, fino a diventare una sorta di assemblaggio poco definito. La scelta di azzerare tutto ha permesso invece di trovare un centro più forte e più chiaro. È in quella fase che è nata l’idea di un film senza umani, completamente immerso in un universo animale, e che Swapped ha assunto il volto con cui arriva ora al pubblico.

Il ruolo di Michael B. Jordan e la ricerca di un tono più libero

Tra i passaggi più significativi del racconto di Greno c’è anche quello dedicato a Michael B. Jordan, scelto per il ruolo principale della voce del film. Il regista ha ricordato il loro primo incontro via Zoom come un momento decisivo. La risposta positiva dell’attore arrivò subito, con un entusiasmo che Greno ha percepito come una conferma importante per la direzione del progetto.

Per il regista, Jordan rappresentava la possibilità di dare al personaggio un’interpretazione emotivamente solida, ma anche meno trattenuta del solito. Greno ha infatti sottolineato di non voler rincorrere una performance troppo “safe”, troppo controllata o priva di scarti. Cercava rabbia, slancio, rischio, qualcosa che rendesse il personaggio più umano pur dentro una storia animale.

Ha anche aggiunto che, per Jordan, il film rappresentava l’occasione di misurarsi con una dimensione diversa, più legata alla commedia e più distante dalla sua abituale comfort zone. Proprio questa disponibilità a sperimentare è uno degli aspetti che hanno colpito di più il regista.

Da Rapunzel a un nuovo progetto, passando per i dubbi su un sequel

Nel corso dell’intervista, Greno ha toccato anche il suo passato e il futuro. Il suo nome resta naturalmente legato a Rapunzel – L’intreccio della torre, uno dei titoli più popolari della Disney degli ultimi anni, ma sui possibili sequel il quadro non sembra essersi ancora concretizzato. Il desiderio esiste, l’interesse pure, ma al momento non emerge una vera evoluzione produttiva.

Parallelamente, il regista ha confermato di essere al lavoro su un nuovo progetto animato, molto diverso dai precedenti. C’è però un filo comune che unisce Rapunzel – L’intreccio della torre e Swapped: l’idea di un personaggio che vive in una sorta di bolla e che, uscendo da quella condizione, acquisisce una prospettiva nuova sul mondo. Cambieranno forme, ambientazioni e tono, ma non quella tensione verso la scoperta e la trasformazione.

Con Swapped, Greno sembra voler portare avanti proprio questa linea creativa, usando il linguaggio dell’animazione per costruire un racconto visivamente ambizioso ma centrato su emozioni semplici e universali. E, a giudicare dalle parole del regista, è proprio lì che il film vuole colpire davvero: nel legame tra meraviglia, fragilità e riconoscimento reciproco.

Swapped, Nathan Greno racconta il film: il mondo animale, la svolta con John Lasseter e il sì di Michael B. Jordan
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