La quinta stagione di The Boys si congeda da Prime Video con un risultato che farà discutere ancora a lungo. La serie, arrivata alla conclusione dopo cinque stagioni, ha chiuso il suo percorso con un finale molto divisivo e con una reazione del pubblico tutt’altro che entusiasta. Il dato che colpisce di più arriva da Rotten Tomatoes, dove la stagione ha fatto registrare il 52% di gradimento da parte degli spettatori, il valore più basso mai ottenuto dall’intero franchise.
È un traguardo negativo che pesa ancora di più se si considera quanto The Boys sia stata, per anni, una delle produzioni di punta di Prime Video. La serie aveva costruito la sua identità su un mix di satira feroce, violenza estrema e lettura corrosiva del genere supereroistico. Proprio per questo, il fatto che l’ultimo capitolo abbia spaccato così nettamente il pubblico racconta bene quanto complicato fosse chiudere una storia diventata sempre più ampia, rumorosa e difficile da tenere insieme.
Il finale divide il pubblico e peggiora il record della serie
A pochi giorni dalla messa in streaming dell’episodio conclusivo, la quinta stagione di The Boys è scesa appunto al 52% di audience score su Rotten Tomatoes. Il primato negativo precedente apparteneva già alla quarta stagione, fermatasi al 54%. In pratica, il finale non solo non ha invertito la tendenza, ma ha consolidato il progressivo allontanamento di una parte del pubblico.
Il contrasto con il giudizio della critica resta evidente. Sempre su Rotten Tomatoes, la quinta stagione mantiene infatti un 92% da parte dei recensori, un punteggio decisamente alto che conferma ancora una volta la distanza tra la percezione critica e quella degli spettatori. È uno scarto ormai sempre più frequente attorno alla serie, ma in questo caso assume un peso particolare perché riguarda il capitolo che avrebbe dovuto chiudere tutto con forza e chiarezza.
Guardando all’andamento complessivo del franchise, il calo del pubblico appare piuttosto netto. La prima stagione aveva ottenuto il 90%, la seconda l’84%, la terza il 73%, fino al crollo della quarta e poi della quinta. Anche gli spin-off, pur con numeri inferiori rispetto all’inizio della serie madre, avevano mantenuto valutazioni più solide: Gen V aveva fatto segnare il 77% con la prima stagione e il 70% con la seconda, mentre The Boys Presents: Diabolical si era fermata al 71%.
Una chiusura che non ha convinto davvero
La quinta stagione era chiamata a risolvere molti archi narrativi insieme, e proprio qui sembrano essersi concentrati i problemi maggiori. Il finale di serie prova a tirare le fila del racconto mostrando gli esiti per diversi personaggi centrali, ma la sensazione diffusa è che la conclusione non riesca a soddisfare davvero tutti.
Tra i momenti più discussi c’è lo scontro finale alla Casa Bianca, dove Kimiko priva Patriota dei suoi poteri, aprendo così la strada a Billy Butcher, che riesce a sopraffarlo e ucciderlo. Lo stesso Butcher, però, non esce vivo dalla vicenda: a fermarlo è Hughie, impedendogli di diffondere il virus. È una chiusura che punta a essere drammatica, estrema e definitiva, ma che non ha generato una reazione compatta.
Una parte del pubblico ha ritenuto il finale comunque soddisfacente, almeno sul piano dell’impatto e della volontà di chiudere davvero la storia. Altri, invece, lo hanno giudicato frettoloso, poco incisivo e non all’altezza delle promesse fatte nei mesi precedenti. Tra le critiche più ricorrenti compaiono il ritmo troppo accelerato, una gestione debole della trama legata al virus e la sensazione che alcuni passaggi centrali siano stati sacrificati in favore della preparazione di altri progetti collegati.
Le polemiche sulla morte di Patriota e sui cambi rispetto ai fumetti
Anche la morte di Patriota ha generato reazioni contrastanti. Per alcuni spettatori rappresenta una conclusione coerente con il declino del personaggio: un epilogo patetico e impotente per una figura che per anni aveva dominato la scena con arroganza e brutalità. Per altri, invece, il momento non ripaga davvero il lungo percorso costruito in cinque stagioni.
A rendere il dibattito ancora più acceso c’è il confronto con i fumetti. Nella versione cartacea, infatti, la fine del personaggio è diversa, perché il super viene ucciso da Black Noir, che si rivela il vero responsabile di molte atrocità. La scelta della serie di cambiare questo passaggio era già nota, ma nel finale ha inevitabilmente riaperto il confronto tra i due percorsi narrativi.
Non sorprende quindi che, subito dopo la messa in onda dell’episodio conclusivo, molti spettatori abbiano iniziato a definire il finale di The Boys come uno dei più deludenti tra le grandi serie recenti. In alcuni commenti sono stati evocati perfino precedenti pesanti come Game of Thrones e Lost. Anche su IMDb il finale si è mosso su numeri bassi per gli standard dello show, arrivando a 6,2.
| Stagioni e Spin-off di The Boys | Punteggio Critici Rotten Tomatoes | Punteggio Audience Rotten Tomatoes |
|---|---|---|
| The Boys Stagione 1 | 85% | 90% |
| The Boys Stagione 2 | 97% | 84% |
| The Boys Stagione 3 | 98% | 73% |
| The Boys Stagione 4 | 92% | 54% |
| The Boys Stagione 5 | 92% | 52% |
| Gen V Stagione 1 | 97% | 77% |
| Gen V Stagione 2 | 91% | 70% |
| The Boys Presents: Diabolical | 97% | 71% |
Eric Kripke sapeva quanto fosse difficile chiudere la serie
Il creatore della serie, Eric Kripke, aveva già lasciato intendere in passato quanto fosse delicato il compito di portare The Boys fino alla fine. In un’intervista del 2024 aveva parlato apertamente delle difficoltà legate alla conclusione, spiegando che chiudere una serie del genere significava far “atterrare” contemporaneamente molte linee narrative.
Kripke aveva anche sottolineato quanto il finale di una serie finisca spesso per determinare il ricordo complessivo che il pubblico conserva dello show. Una preoccupazione comprensibile, soprattutto per una produzione che ha sempre puntato moltissimo sui personaggi, sui loro conflitti e sulla loro evoluzione.
Più avanti, difendendo la quinta stagione prima dell’uscita del finale, Kripke aveva insistito sul fatto che non ci fossero episodi “di riempimento” e che il lavoro fosse concentrato sui movimenti dei personaggi più che sulla pura azione. È un’impostazione che però non ha convinto tutti. Una parte del pubblico ha infatti letto proprio questa scelta come una debolezza, accusando la stagione di aver perso mordente e compattezza.
L’universo di The Boys non finisce qui
Anche se la chiusura della serie principale non ha lasciato tutti soddisfatti, l’universo di The Boys non si ferma. Gen V è stato cancellato dopo due stagioni, ma Prime Video guarda già avanti con Vought Rising, che sarà il prossimo progetto ad arrivare sulla piattaforma il prossimo anno.
Resta inoltre ancora in sviluppo The Boys: Mexico, uno spin-off di cui si parla da tempo e che, almeno per ora, non sembra essere stato abbandonato. Questo significa che, nonostante il finale problematico della serie madre, il franchise continua a essere considerato abbastanza forte da generare nuove espansioni.
Il problema, semmai, è un altro: The Boys doveva chiudersi con un colpo deciso e lasciare dietro di sé la sensazione di aver completato il proprio percorso nel modo migliore. Invece, almeno guardando ai numeri del pubblico, l’atterraggio è stato molto più brusco del previsto.






