The Climb, il progetto più personale di Jason Momoa che meritava molta più attenzione

The Climb è il progetto più personale di Jason Momoa: un reality sull’arrampicata autentico, spettacolare e poco valorizzato, uscito dal catalogo HBO Max negli USA.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Jason Momoa viene associato quasi sempre a ruoli fisici, spettacolari e pieni di adrenalina, da Aquaman a Fast X. Ma dietro quell’immagine da star dell’action c’è da anni una passione molto più concreta e radicata: l’arrampicata. Lo stesso attore ha spiegato che allenarsi attraverso attività che ama, invece dei metodi più convenzionali, è sempre stato il modo migliore per restare centrato, e tra queste c’è proprio la scalata. Non sorprende quindi che uno dei suoi progetti più autentici sia stato The Climb, reality competitivo arrivato nel 2023 su HBO Max e costruito attorno a quello sport, insieme al fuoriclasse Chris Sharma e a Meagan Martin.

Un reality nato da una passione vera

The Climb non è uno di quei programmi in cui una celebrità presta soltanto il volto al format. La serie nasce da un coinvolgimento reale di Momoa, che l’ha prodotta con la sua On the Roam accanto a Sharma e a The Intellectual Property Corporation. Il format è semplice ma efficace: dieci arrampicatori amatoriali si affrontano in una serie di prove fisiche e mentali, con in palio 100.000 dollari e una sponsorizzazione da altri 100.000 dollari firmata prAna. La prima stagione è composta da otto episodi ed è stata lanciata il 12 gennaio 2023, con l’ambizione di mostrare l’arrampicata non come semplice sfida estrema, ma come esperienza totale, fatta di tecnica, controllo e spirito di adattamento.

Perché The Climb funziona più di tanti altri reality

Il tratto che distingue davvero The Climb è il modo in cui evita, almeno in larga parte, la drammaturgia artificiale tipica di molti reality. La tensione competitiva c’è, ovviamente, ma non viene spinta fino a soffocare il resto. Al contrario, la serie insiste molto sul senso di cameratismo tra i concorrenti, su un’idea di comunità che appare coerente con la cultura dell’arrampicata. Anche commenti del pubblico su Rotten Tomatoes e analisi uscite nell’ambiente degli appassionati hanno sottolineato proprio questo aspetto, insieme alla qualità delle riprese e alla capacità del programma di rendere comprensibile la disciplina anche a chi non la pratica.

Sul piano visivo, poi, la serie ha un fascino immediato. Le pareti, le altezze, i paesaggi e il modo in cui la macchina da presa segue i concorrenti danno al programma una dimensione molto più immersiva di quanto ci si aspetterebbe da una competizione di questo tipo. È uno show che punta a trasmettere la fisicità e il rischio reale della disciplina, senza appoggiarsi a effetti o costruzioni troppo finte. Proprio per questo finisce per sembrare più sincero di molti format più rumorosi ma molto meno credibili.

Il contributo di Momoa si sente anche quando non è al centro

La presenza di Jason Momoa è importante, ma non invasiva. In The Climb non occupa la scena a tutti i costi e non trasforma il programma in un veicolo per la propria immagine. Anzi, uno degli aspetti più curiosi della serie è che il suo contributo si percepisce soprattutto nell’energia generale del progetto: nel tono, nella scelta dei luoghi e nella voglia di condividere con il pubblico una passione personale. Momoa e Sharma hanno raccontato apertamente di aver voluto portare sullo schermo non solo la competizione, ma anche il fascino dei posti in cui si arrampica e l’idea stessa di avventura legata a questo mondo.

Durante la produzione, però, il coinvolgimento dell’attore è stato meno continuo di quanto avrebbe voluto. Momoa ha spiegato di aver dovuto ridurre la propria presenza attiva a causa di un intervento per un’ernia affrontato subito dopo le riprese del sequel di Aquaman. Anche così, la sua impronta resta evidente: The Climb non sembra un prodotto commissionato dall’alto, ma una vera dichiarazione d’amore per l’arrampicata, costruita con entusiasmo e con un’idea precisa di cosa raccontare.

Il vero problema è che rischia di sparire dal radar

Ed è forse proprio questo l’aspetto più frustrante. Nonostante sia uno dei progetti più personali legati al nome di Momoa, The Climb non ha mai avuto una visibilità paragonabile a quella delle sue produzioni più commerciali. Negli Stati Uniti, inoltre, la serie risulta già uscita dal catalogo di HBO Max a inizio maggio 2026, un dettaglio che ha contribuito a farla scivolare ancora di più fuori dal radar del pubblico. Nel frattempo, la piattaforma ha ripreso ufficialmente il nome HBO Max dopo il ritorno al brand annunciato da Warner Bros. Discovery nel 2025.

Ed è un peccato, perché The Climb mostra un lato di Jason Momoa molto meno confezionato e molto più credibile di quello visto in tanti blockbuster. Non punta sul personaggio, ma sulla passione. Non cerca lo scontro continuo, ma il fascino di uno sport duro, tecnico e spettacolare. E proprio per questo resta uno di quei titoli che meritavano più attenzione: non tanto perché “sottovalutati” per slogan, ma perché davvero diversi dal resto del catalogo.

The Climb, il progetto più personale di Jason Momoa che meritava molta più attenzione
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti