Artemis III, l’equipaggio NASA lo ha scoperto con una riunione misteriosa in calendario

L’equipaggio di Artemis III ha scoperto l’assegnazione con una riunione misteriosa al Johnson Space Center, prima dell’annuncio ufficiale NASA.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Una convocazione improvvisa sul calendario aziendale può far pensare al peggio, soprattutto quando arrivano inviti da persone con cui non si lavora abitualmente. Al Johnson Space Center di Houston, però, quella riunione misteriosa non nascondeva una cattiva notizia. Per cinque astronauti, era l’inizio ufficiale del percorso verso Artemis III, la prossima grande missione NASA del programma lunare.

La NASA ha annunciato pubblicamente l’equipaggio di Artemis III il 9 giugno 2026: Randy Bresnik sarà il comandante, l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano il pilota, mentre Frank Rubio e Andre Douglas ricopriranno il ruolo di specialisti di missione. Bob Hines sarà invece l’astronauta di riserva. L’obiettivo della missione, prevista per la seconda metà del 2027, sarà testare in orbita terrestre bassa sistemi e manovre fondamentali per preparare il ritorno umano sulla Luna con Artemis IV.

Una riunione fittizia per annunciare l’equipaggio

Bob Hines ha raccontato che, in passato, gli astronauti venivano spesso informati individualmente delle assegnazioni. In questo caso, invece, la NASA ha scelto un approccio diverso: un titolo generico sul calendario, una sala riunioni e nessuna spiegazione anticipata. Una volta riuniti, il capo astronauta Scott Tingle ha rivelato il motivo della convocazione con una frase semplice e potentissima: “Guardatevi intorno. Questo è il vostro equipaggio di Artemis III”.

Per Hines è stato un modo particolarmente emozionante di ricevere la notizia. La selezione non riguarda soltanto i singoli astronauti, ma rappresenta il lavoro di migliaia di persone tra NASA, partner internazionali e industria spaziale. Artemis III sarà infatti una missione tecnica complessa, costruita per ridurre i rischi prima del ritorno sulla superficie lunare.

Cosa farà Artemis III

Artemis III non sarà più la missione di allunaggio inizialmente prevista nei primi piani del programma. Il profilo aggiornato prevede circa due settimane in orbita terrestre bassa, dove la capsula Orion, lanciata con il razzo Space Launch System, dovrà effettuare incontri e attracchi con i lander lunari commerciali sviluppati da SpaceX e Blue Origin.

La missione servirà quindi come prova generale per sistemi cruciali: rendezvous, docking, compatibilità tra veicoli e procedure operative. Se Artemis III avrà successo, il passo successivo sarà Artemis IV, attualmente indicata dalla NASA come la missione destinata a riportare astronauti sulla superficie della Luna.

Il contesto è cambiato dopo Artemis II, che nell’aprile 2026 ha portato quattro astronauti in una missione di circa dieci giorni attorno alla Luna. Artemis III raccoglierà quell’eredità, ma con un livello di complessità diverso: non si limiterà a testare Orion nello spazio profondo, bensì metterà alla prova l’integrazione tra più veicoli ancora in sviluppo.

Bob Hines, riserva pronta per ogni ruolo

Il ruolo di Bob Hines sarà particolarmente impegnativo. Essendo l’unico astronauta di riserva indicato per Artemis III, dovrà addestrarsi per coprire le funzioni di ciascun membro dell’equipaggio principale. Non si tratterà quindi di prepararsi per una sola posizione, ma di essere pronto a sostituire chiunque, se necessario.

Hines ha spiegato che il gruppo considera la missione come il lavoro di un equipaggio di cinque persone. Anche chi non volerà, dunque, farà parte del percorso operativo fino al lancio. È un approccio coerente con la delicatezza della missione: Artemis III richiederà un addestramento serrato, soprattutto perché il tempo a disposizione è più breve rispetto ad Artemis II.

Una selezione che guarda anche al futuro

Nel 2020 la NASA aveva annunciato un gruppo di 18 astronauti idonei alle prime missioni Artemis. Da allora, però, il bacino di candidati si è ampliato con l’esperienza accumulata da altri membri del corpo astronauti. Tra i quattro selezionati per Artemis III, soltanto Frank Rubio faceva parte di quella lista iniziale.

Per Hines, essere la riserva di Artemis III potrebbe anche rappresentare un passaggio importante verso una futura assegnazione. Andre Douglas, prima di entrare nell’equipaggio principale di Artemis III, era stato infatti riserva di Artemis II. Nel programma spaziale, ogni ruolo operativo può diventare preparazione concreta per la missione successiva.

Artemis III sarà una tappa decisiva, non perché porterà subito astronauti sul suolo lunare, ma perché dovrà dimostrare che il nuovo sistema di esplorazione può funzionare davvero. Orion, SLS, lander commerciali e procedure di attracco dovranno muoversi come parti dello stesso meccanismo. Per la NASA, è una prova tecnica. Per l’equipaggio, è una responsabilità storica.

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