Backrooms, il ruolo nascosto di Avan Jogia collega il film alla lore di Kane Pixels

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Backrooms porta al cinema uno degli incubi digitali più riconoscibili degli ultimi anni, trasformando la creepypasta nata online in un horror A24 dal respiro più ampio. Diretto da Kane Parsons, il film prende le mosse dall’immaginario che lo stesso autore aveva sviluppato su YouTube con il nome Kane Pixels, partendo da spazi vuoti, corridoi infiniti e una sensazione costante di realtà fuori asse. A24 presenta il progetto come un film del 2026 scritto da Will Soodik, con Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve tra i protagonisti principali.

Al centro della storia ci sono nuovi personaggi, ma il film non rinuncia a legarsi alla mitologia già costruita nella web series. Tra questi collegamenti spicca Naren Warne, interpretato da Avan Jogia, una presenza breve ma significativa per chi segue da tempo la lore delle Backrooms. Il suo ruolo funziona quasi come una porta laterale: discreto, nascosto in piena vista, ma capace di aprire nuove domande sull’Async Research Institute e sulle sue spedizioni nel Complesso.

Chi è Naren Warne in Backrooms

Naren Warne è un dipendente dell’Async Research Institute, l’organizzazione che nel film studia, esplora e cerca di mappare le Backrooms. La sua presenza arriva prima che la narrazione principale si concentri su Clark, il personaggio interpretato da Chiwetel Ejiofor. L’apertura mostra infatti una registrazione datata 19 giugno 1990, realizzata durante una spedizione nelle Backrooms.

Avan Jogia, noto per Victorious, 56 Days e Resident Evil: Welcome to Raccoon City, non appare però in modo tradizionale. Il volto dell’attore si vede soprattutto sul badge identificativo di Naren, ritrovato più avanti da Clark. La sequenza iniziale è costruita in stile found footage in prima persona, una scelta che mantiene il personaggio in una zona volutamente sfuggente.

Questo dettaglio rende Naren una figura curiosa: non è un protagonista, ma la sua esistenza conferma che l’Async aveva già mandato persone nel Complesso prima dell’arrivo di Clark. La sua spedizione avviene dieci giorni prima dell’ingresso di Clark nelle Backrooms, fissato al 29 giugno 1990, e proprio questa distanza temporale alimenta uno degli aspetti più enigmatici del film.

Il mistero di Pirate Clark e della linea temporale

La morte di Naren introduce una contraddizione apparente. Il personaggio viene attaccato da Pirate Clark prima che Clark stesso entri nelle Backrooms. È un passaggio volutamente destabilizzante, perché suggerisce che il tempo dentro quel luogo non funzioni secondo una logica lineare.

Le Backrooms sembrano imitare, deformare o “ricordare” ciò che appartiene alla memoria di chi le attraversa. Eppure, nel caso di Naren, qualcosa non torna: Pirate Clark esiste già prima che Clark abbia lasciato un’impronta diretta nel Complesso. Anche l’ambiente in cui avviene l’attacco, con pareti legate a immagini di spiagge tropicali, richiama l’estetica pubblicitaria di Cap’n Clark’s Ottoman Empire, rafforzando il legame con la psiche del personaggio di Ejiofor.

Kane Parsons mantiene il mistero al centro dell’esperienza. Il regista ha più volte mostrato una certa cautela nello spiegare in modo definitivo gli eventi delle sue storie horror, preferendo lasciare spazio a interpretazioni, teorie e zone d’ombra. È una scelta coerente con l’identità stessa delle Backrooms, nate come mito collettivo online e poi evolute in una narrazione più strutturata.

Il collegamento con la web series

Il nome di Naren Warne non arriva dal nulla. Nel 2024, Kane Parsons pubblicò e poi cancellò uno screenshot in cui il personaggio veniva citato insieme a Mark Blume e Ronald McCarthy, due figure già legate alla web series. Il frammento suggeriva una spedizione condivisa nel Complesso, anche se non chiariva quale scoperta fosse stata fatta.

Questo dettaglio permette di collegare Naren all’episodio Missing Persons, in cui Blume e altri due dipendenti Async scoprono un cadavere nelle Backrooms. Non c’è una conferma assoluta che quei due colleghi fossero proprio Naren e McCarthy, ma l’ipotesi rende il ruolo di Avan Jogia più interessante. Invece di limitarsi a inserire un nome noto nel cast, il film sembra usare il personaggio per saldare il grande schermo alla mitologia costruita da Parsons su YouTube.

Perché questo ruolo conta davvero

Il fascino di Backrooms sta anche nella sua capacità di non spiegare tutto. Il film nasce da una creepypasta legata a 4chan e agli spazi liminali, poi trasformata da Kane Pixels in una serie virale che ha attirato l’attenzione di Hollywood. WIRED ha ricostruito questo percorso, ricordando come il primo video di Parsons sia stato caricato nel 2022 e abbia rapidamente generato una forte attenzione attorno alla sua visione delle Backrooms.

Il successo del film conferma quanto questo immaginario abbia superato i confini della nicchia online. Backrooms ha aperto al primo posto nel box office nordamericano con 81 milioni di dollari nel fine settimana d’esordio, segnando anche un record per A24.

La presenza di Naren Warne, pur limitata, diventa quindi un tassello importante. Collega il film alla web series, rafforza il ruolo dell’Async Research Institute e lascia intuire che la storia delle Backrooms sia molto più ampia di quanto mostrato sullo schermo.

Alla fine, Avan Jogia non ha un ruolo appariscente, ma proprio questa discrezione rende Naren uno dei dettagli più intriganti del film. Se Backrooms dovesse proseguire con nuovi capitoli, l’Async e i suoi dipendenti potrebbero diventare il punto d’ingresso ideale per esplorare ancora più a fondo il lato scientifico, temporale e disturbante del Complesso.

Fonte: thedirect.com

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