Backrooms: il finale dell’horror A24 ci lascia con un dettaglio inquietante

Il finale di Backrooms lascia ambigua la morte di Kat: Pirate Clark sembra il responsabile, ma il ruolo di Clark resta inquietante.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Il finale di Backrooms lascia molte domande aperte, e una delle più inquietanti riguarda il destino di Kat Taylor, interpretata da Lukita Maxwell. Il nuovo horror A24 diretto da Kane Parsons, nato dall’immaginario virale delle Backrooms e diventato un successo al botteghino, costruisce gran parte della sua forza proprio sull’ambiguità. Non tutto viene spiegato, e la morte di Kat rientra perfettamente in questa logica.

Nel film, Kat lavora come vicedirettrice del negozio di mobili Cap’n Clark’s Ottoman Empire ed è la fidanzata di Bobby Franklin, interpretato da Finn Bennett. Entrambi vengono coinvolti da Clark, il personaggio di Chiwetel Ejiofor, nell’esplorazione delle Backrooms, un luogo impossibile fatto di spazi liminali, stanze infinite e presenze deformi. Il cast principale include anche Renate Reinsve nel ruolo della dottoressa Mary Kline e Mark Duplass in quello di Phil.

La morte di Bobby e la fuga disperata di Kat

La tragedia inizia quando Bobby e Kat scendono con una fune in un livello inferiore delle Backrooms per registrare ciò che si nasconde più in profondità. La situazione precipita rapidamente: Bobby viene trascinato via e ucciso brutalmente da una delle entità che abitano quel mondo. La scena è più esplicita rispetto a quella di Kat e lascia pochi dubbi sulla sua fine.

Kat, sconvolta, corre attraverso le Backrooms nel tentativo di salvarlo. È una fuga caotica e disperata, nella quale il film sfrutta il formato found footage per aumentare la sensazione di panico. Clark la segue, attraversando una stanza illuminata di rosso e dall’atmosfera quasi festosa, dove incontra per la prima volta alcune delle entità note come Still Life.

Il momento decisivo arriva nella zona della piscina. Clark si ferma e appoggia la telecamera su un tavolo quando sente la voce di Kat. I due sembrano vicini, ma sono separati da una finestra a senso unico: Kat riesce a vedere Clark, mentre lui vede soltanto un muro di mattoni.

Il mistero della telecamera e la testa nel frigorifero

La scena diventa ancora più inquietante quando qualcosa di invisibile solleva la telecamera. Kat cerca freneticamente di avvertire Clark di voltarsi, ma il film interrompe il momento prima di mostrare cosa accada davvero. Da quel punto in poi, la sua sorte resta fuori campo.

Quando la storia salta avanti, la dottoressa Mary Kline entra nelle Backrooms alla ricerca di Clark. Lo ritrova ormai distrutto psicologicamente, ridotto a una versione delirante di sé stesso dopo un periodo imprecisato passato in quel luogo. È allora che arriva la conferma più macabra: Clark apre il frigorifero e rivela la testa senza vita di Kat, conservata al suo interno.

Clark non racconta con chiarezza cosa sia successo. Si limita a dire di aver “provato ad aiutarla”, una frase volutamente ambigua che può essere letta in più modi. Potrebbe essere il tentativo di giustificare la propria incapacità di salvarla, ma anche una distorsione della memoria prodotta dalla follia e dalle regole instabili delle Backrooms.

Pirate Clark potrebbe aver ucciso Kat

L’ipotesi più probabile è che Kat sia stata uccisa da Pirate Clark, una delle presenze più terrificanti del film. L’entità sembra collegata agli orrori più violenti delle Backrooms e, nel momento in cui la telecamera viene afferrata, la figura invisibile suggerisce una presenza alta e minacciosa. The Direct interpreta proprio Pirate Clark come il principale candidato dietro la morte di Kat.

Questa lettura funziona anche perché Pirate Clark appare come una manifestazione estrema dei traumi e delle colpe di Clark. Non è soltanto un mostro fisico, ma una proiezione oscura del suo degrado interiore. In questa prospettiva, la morte di Kat diventa parte del collasso psicologico del protagonista: un evento reale, ma anche simbolico, che lo spinge ancora più a fondo nel labirinto.

Resta però un dubbio importante. Se Kat è stata uccisa da Pirate Clark, perché la sua testa si trova nel frigorifero di Clark? La risposta potrebbe essere legata al senso di colpa. Clark potrebbe aver conservato quel macabro resto come prova del proprio fallimento, o come un feticcio disturbante dentro la sua nuova vita nelle Backrooms.

Clark potrebbe essere più coinvolto di quanto sembri

Esiste anche una possibilità più cupa: Clark potrebbe aver avuto un ruolo diretto nella morte di Kat, o almeno in ciò che è accaduto dopo. Quando Mary lo ritrova, l’uomo non sembra più completamente presente a sé stesso. Ha iniziato ad accettare le Backrooms come una sorta di casa distorta e vuole costringere anche Mary ad adattarsi a quel mondo.

Il film lascia spazio persino a interpretazioni più estreme. Nel finale, Clark scopre di poter mangiare gli Still Life. Questo dettaglio ha alimentato una teoria particolarmente disturbante: prima di nutrirsi delle creature delle Backrooms, potrebbe aver consumato parte dei resti di Kat, conservando soltanto la testa perché incapace di andare oltre.

Backrooms non offre una risposta definitiva, e probabilmente è proprio questo il punto. La morte di Kat non serve solo a scioccare lo spettatore, ma a mostrare quanto le Backrooms distruggano ogni certezza: il corpo, la memoria, la colpa e persino il confine tra vittima e carnefice. Che sia stata uccisa da Pirate Clark, da una Still Life o dallo stesso Clark, la sua fine resta uno dei momenti più oscuri e irrisolti del film.

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