Brent Spiner è uno dei volti più riconoscibili della fantascienza televisiva e cinematografica. Per molti spettatori resterà sempre legato a Data, l’androide di Star Trek: The Next Generation, apparso poi nei film della saga e in Star Trek: Picard. Eppure, nella sua carriera c’è un altro ruolo amatissimo dal pubblico sci-fi: il dottor Brackish Okun nei film di Independence Day. Due personaggi molto diversi, per tono, universo narrativo e funzione nella storia, ma accomunati da un dettaglio sorprendente: entrambi sono stati considerati morti e sono poi tornati in scena molti anni dopo.
Brent Spiner tra Data e il dottor Okun
Il nome di Brent Spiner è indissolubilmente legato a Star Trek. Data, con la sua curiosità verso l’umanità e il suo desiderio di comprendere emozioni, ironia e legami affettivi, è diventato uno dei personaggi più amati dell’intero franchise. La sua interpretazione ha dato profondità a una figura che avrebbe potuto restare fredda o puramente funzionale, trasformandola invece in uno dei cuori emotivi della serie.
Spiner, però, non ha interpretato solo Data nell’universo di Star Trek. Ha dato volto anche a Lore, il fratello malvagio dell’androide, al dottor Noonien Soong, suo creatore, e ad altri membri o discendenti della famiglia Soong. È una presenza ricorrente, quasi una linea narrativa vivente che attraversa generazioni e identità diverse.
Nel cinema di fantascienza, un altro ruolo molto ricordato è quello del dottor Brackish Okun in Independence Day. Qui il registro è completamente diverso: Okun è uno scienziato eccentrico dell’Area 51, sopra le righe, affascinato dagli alieni e coinvolto in uno dei momenti più inquietanti del film del 1996.
La morte di Data in Star Trek – La nemesi
Il sacrificio di Data arriva alla fine di Star Trek – La nemesi, uscito nel 2002. Il Tenente Comandante decide di salvare l’Enterprise-E e i suoi compagni, affrontando una scelta estrema. La sua morte ha rappresentato per anni uno dei momenti più dolorosi legati al personaggio, soprattutto perché chiudeva il percorso di un essere artificiale che, più di molti umani, aveva dimostrato empatia, coraggio e senso del dovere.
Il ritorno di Data era stato in qualche modo lasciato aperto dalla presenza di B-4, un altro androide che avrebbe potuto custodire parte della sua memoria. Lo sceneggiatore John Logan aveva infatti immaginato una possibile strada per riportarlo in scena, nel caso in cui la saga cinematografica fosse proseguita.
Quel ritorno si è poi concretizzato in modo diverso nella terza stagione di Star Trek: Picard, nel 2023. Data è tornato attraverso una nuova forma sintetica organica, capace di invecchiare e di provare emozioni più vicine a quelle umane. La sua mente, però, non era isolata: conteneva anche elementi legati a Lore e ad altre personalità, rendendo il suo ritorno più complesso di una semplice resurrezione.
Il dottor Okun e il risveglio in Independence Day – Rigenerazione
Il destino del dottor Okun in Independence Day segue un percorso simile, anche se con un tono completamente diverso. Nel film del 1996, lo scienziato viene attaccato da un alieno durante un esame nell’Area 51. La scena lascia intendere che il personaggio sia morto, o comunque irrimediabilmente perduto.
Vent’anni dopo, Independence Day – Rigenerazione ha rivelato che Okun non era morto, ma rimasto in coma per tutto quel tempo. Il suo risveglio diventa un passaggio importante della storia, perché gli consente di fornire nuove informazioni sugli invasori alieni e sull’esistenza di una razza extraterrestre benevola, impegnata a contrastarli.
Anche in questo caso, il ritorno non nasce come una semplice sorpresa priva di basi. Dean Devlin e lo stesso Spiner hanno spiegato che il personaggio non era mai stato pensato come definitivamente morto. Il sequel ha quindi trasformato un’apparente uscita di scena in una sospensione narrativa durata due decenni.
Due resurrezioni molto diverse, ma simboliche
Il parallelismo tra Data e Okun è curioso perché riguarda due personaggi lontanissimi. Data è una figura tragica e filosofica, costruita attorno al desiderio di comprendere cosa significhi essere umani. Okun, invece, appartiene a un immaginario più spettacolare e pop, fatto di invasione aliena, misteri governativi e scienziati eccentrici.
Eppure entrambi condividono lo stesso destino narrativo: una morte apparente, una lunga assenza e un ritorno molti anni dopo. Nel caso di Data, la resurrezione ha un peso emotivo enorme, perché riguarda l’identità, la memoria e la possibilità di essere finalmente più vicino all’umanità che ha sempre cercato di capire. Nel caso di Okun, il risveglio serve invece ad ampliare la mitologia aliena di Independence Day e a rilanciare la minaccia su scala ancora più ampia.
Il futuro di entrambi resta incerto. Data ha trovato in Star Trek: Picard una nuova fase della propria esistenza, mentre il destino del dottor Okun dipenderebbe da eventuali sviluppi futuri della saga di Independence Day. In ogni caso, il fatto che due dei ruoli più famosi di Brent Spiner abbiano attraversato morte, assenza e ritorno rende la sua carriera fantascientifica ancora più singolare.
Spiner ha interpretato personaggi diversissimi, ma accomunati da una qualità rara: restano impressi anche quando sembrano usciti definitivamente di scena. E, almeno nel suo caso, la fantascienza ha dimostrato che la morte non è sempre la fine della storia.
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