Il DCU cambia rotta: non racconta Superman, ma punta tutto sulle origini di Supergirl

Il DCU evita nuove origini per Superman e punta su Supergirl, dando a Kara una storia più profonda, emotiva e centrale.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Il nuovo DC Universe ha scelto una strada precisa: evitare di riproporre ancora una volta la storia delle origini di Superman e spostare l’attenzione su Supergirl. È una decisione significativa, perché permette al franchise di non tornare su passaggi già raccontati molte volte al cinema e, allo stesso tempo, di dare maggiore spazio a una figura kryptoniana ancora poco esplorata nei film live-action. Il risultato potrebbe rendere la storia di Kara molto più centrale di quanto ci si aspettasse.

Superman non ha bisogno di un’altra storia delle origini

La nascita cinematografica di Superman è una delle più note nella storia dei cinecomic. Il viaggio da Krypton alla Terra, l’infanzia di Clark Kent, la scoperta dei poteri e la costruzione dell’identità dell’Uomo d’Acciaio sono elementi già affrontati in diverse versioni. Dai film legati alla visione di Richard Donner fino a L’uomo d’acciaio, il pubblico ha già visto più volte i passaggi fondamentali che trasformano Kal-El in Superman.

Per questo, il DCU ha scelto di iniziare la propria narrazione quando Clark Kent è già un supereroe formato. Non serve spiegare di nuovo ogni dettaglio della sua infanzia o il modo in cui ha imparato a controllare i suoi poteri kryptoniani. È una scelta pratica, ma anche narrativa: permette al franchise di partire da un Superman già riconoscibile, senza rallentare il racconto con materiale fin troppo familiare.

Questa impostazione distingue il nuovo DC Universe da molte precedenti incarnazioni cinematografiche dell’eroe. Invece di tornare ancora una volta alle sue radici, il franchise preferisce guardare avanti e usare l’universo kryptoniano per raccontare un’altra prospettiva.

Supergirl prende il posto che di solito spettava a Kal-El

La scelta più interessante riguarda proprio Kara Zor-El. Mentre le origini di Superman vengono solo accennate, quelle di Supergirl sembrano destinate a ricevere un’attenzione molto più ampia. Il film dedicato all’eroina esplorerà gli ultimi giorni di Kara su Krypton, anche attraverso scene in flashback già anticipate dal trailer.

Un altro momento importante mostra l’astronave di Supergirl arrivare sulla Terra, dove ad accoglierla c’è proprio Superman. È una scena dal forte valore simbolico, perché richiama immagini che solitamente appartengono alla mitologia di Kal-El: il giovane kryptoniano inviato nello spazio, il viaggio verso un nuovo mondo, l’atterraggio sul pianeta che diventerà la sua casa.

Questa volta, però, il punto di vista cambia. Il DCU non usa quelle immagini per ripetere la nascita dell’Uomo d’Acciaio, ma per costruire il percorso di Supergirl. È un modo efficace per dare peso alla sua storia e chiarire che Kara non sarà una semplice estensione di Superman, ma una protagonista con ferite, memoria e identità proprie.

Perché raccontare Kara è la scelta giusta

La decisione funziona soprattutto perché il pubblico conosce già, almeno a grandi linee, il passato di Superman. Anche chi non segue i fumetti sa che Clark Kent viene da Krypton, cresce sulla Terra e diventa il più grande eroe del pianeta. La storia di Supergirl, invece, è meno radicata nell’immaginario collettivo.

Molti spettatori sanno che Superman e Supergirl sono legati da un rapporto familiare, ma non necessariamente conoscono il percorso di Kara, il suo arrivo sulla Terra o il motivo per cui Superman non resta a lungo l’unico kryptoniano sopravvissuto. Raccontare questi passaggi ha quindi una funzione chiara: colmare un vuoto narrativo senza appesantire il franchise con una ripetizione.

Inoltre, il film su Supergirl sembra costruito attorno a temi come dolore, trauma e isolamento. Per questo, mostrare parte del suo passato non è soltanto utile: diventa quasi necessario. Le tragedie vissute da Kara definiscono il modo in cui guarda il mondo, il rapporto con la sua eredità kryptoniana e il suo percorso da eroina.

Un nuovo equilibrio per il DC Universe

Il DCU sembra voler stabilire una regola flessibile: non tutti i personaggi hanno bisogno dello stesso trattamento. Alcuni eroi, come Superman, possono entrare in scena già formati, perché il loro passato è noto e ampiamente raccontato. Altri, come Supergirl, meritano invece una storia delle origini più articolata, proprio perché il pubblico ha bisogno di conoscerne meglio il peso emotivo.

Sarà interessante capire se questo approccio verrà applicato anche ad altri progetti in arrivo, come Clayface e Lanterns. Alcuni personaggi potrebbero ricevere un’origine completa, mentre altri potrebbero seguire la strada di Superman ed essere introdotti quando il loro percorso è già iniziato.

Per ora, la scelta di mettere Supergirl al centro della narrazione kryptoniana appare sensata. Il DCU evita di raccontare per l’ennesima volta ciò che il pubblico sa già e usa quella stessa mitologia per dare profondità a un’eroina ancora da scoprire pienamente sul grande schermo. È una deviazione intelligente, capace di rendere Kara non solo l’erede di Krypton, ma uno dei volti più importanti del nuovo universo DC.

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