Exodus non vuole essere solo il nuovo Mass Effect: le sue vere ispirazioni guardano a Interstellar e Dune

Exodus guarda oltre Mass Effect: il nuovo RPG sci-fi trae ispirazione da Interstellar, Dune, Star Wars e Star Trek.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Exodus non vuole essere solo il nuovo Mass Effect: le sue vere ispirazioni guardano a Interstellar e Dune

Exodus porta con sé un paragone inevitabile: quello con Mass Effect. Il nuovo RPG fantascientifico di Archetype Entertainment nasce infatti da uno studio fondato da veterani di BioWare, tra cui James Ohlen, Chad Robertson e Drew Karpyshyn, nomi legati a titoli come Mass Effect e Star Wars: Knights of the Old Republic. Eppure, ridurre il progetto a un semplice erede spirituale della saga BioWare sarebbe limitante.

L’ambizione di Exodus sembra andare oltre il richiamo nostalgico ai grandi RPG sci-fi del passato. Il gioco vuole costruire un universo nuovo, fondato su concetti scientifici, dilemmi morali e conseguenze narrative a lungo termine. Tra le influenze dichiarate spiccano classici come Star Wars e Star Trek, ma anche opere più moderne e complesse come Interstellar e Dune.

Un universo sci-fi costruito da zero

Il legame con Mass Effect è più naturale sul piano creativo che su quello narrativo. Drew Karpyshyn, direttore narrativo di Exodus, è stato una delle firme più importanti dei primi capitoli della saga BioWare. La somiglianza principale, però, riguarda soprattutto il processo: partire da zero per creare un universo fantascientifico credibile, ricco di culture, tecnologie, conflitti e misteri.

Exodus non sembra voler replicare direttamente la formula di Mass Effect. Piuttosto, punta a raccoglierne l’eredità nel modo più ampio: offrire al giocatore un mondo narrativo vasto, pieno di scelte e popolato da fazioni, specie e civiltà con una propria identità.

A distinguere il gioco ci sono elementi come gli Awakened, animali senzienti bioingegnerizzati, e i Celesti, discendenti evoluti dell’umanità. Questi concetti suggeriscono una fantascienza meno legata soltanto all’esplorazione spaziale e più interessata all’evoluzione, alla manipolazione biologica e alle conseguenze del progresso umano.

Il peso di Interstellar e della dilatazione temporale

Tra le ispirazioni più importanti di Exodus c’è Interstellar, il film di Christopher Nolan. Il collegamento più evidente riguarda la dilatazione temporale, uno dei concetti centrali dell’esperienza.

Nel gioco, il tempo non scorre allo stesso modo per tutti. Chi viaggia a velocità prossime a quella della luce vive il passare degli anni in modo diverso rispetto a chi resta indietro. Questo significa che ogni missione nello spazio può avere conseguenze profonde: persone, luoghi e società possono cambiare radicalmente durante l’assenza del protagonista.

La dilatazione temporale non è quindi soltanto un dettaglio scientifico o narrativo. Diventa una vera meccanica di ruolo, capace di influenzare le scelte del giocatore e il rapporto con il mondo di gioco. Partire per salvare qualcuno o recuperare una tecnologia potrebbe significare tornare quando tutto è già cambiato. È una premessa potente, perché trasforma ogni viaggio in una decisione carica di peso emotivo.

La presenza di Matthew McConaughey nel cast vocale rafforza questo legame con Interstellar. L’attore presta la voce al misterioso C.C. Orlev, un ruolo che richiama inevitabilmente l’immaginario del film di Nolan, pur inserendosi in un universo narrativo completamente diverso.

L’ombra di Dune sulle architetture aliene

Un’altra influenza importante arriva da Dune, sia nella sua versione letteraria sia in quella cinematografica. L’impatto sembra riguardare soprattutto l’atmosfera, la costruzione dei mondi e il rapporto con tecnologie antiche, architetture misteriose e civiltà lontane.

Dune ha sempre raccontato la fantascienza come un intreccio di politica, religione, eredità e potere. Exodus sembra guardare a quella tradizione per dare profondità al proprio universo, evitando un futuro troppo pulito o generico. Le rovine, le strutture aliene e le tecnologie perdute possono diventare strumenti per raccontare la distanza tra ciò che l’umanità è stata e ciò che potrebbe diventare.

Questa direzione permette al gioco di muoversi in un territorio più stratificato. Non solo astronavi, combattimenti e pianeti da esplorare, ma anche civiltà evolute, misteri antichi e scelte che possono modificare il futuro di intere comunità.

Un RPG sci-fi che vuole lasciare il segno

Le influenze di Exodus sono ampie e riconoscibili, ma il progetto sembra intenzionato a trasformarle in qualcosa di personale. Star Wars e Star Trek forniscono il grande respiro dell’avventura spaziale; Mass Effect rappresenta il modello del grande RPG narrativo; Interstellar porta il peso emotivo del tempo; Dune aggiunge profondità, mistero e senso della scala.

Il vero banco di prova sarà capire se Archetype Entertainment riuscirà a tenere insieme tutte queste ambizioni. Un universo nuovo ha bisogno di identità, coerenza e personaggi capaci di restare impressi. Le idee ci sono: viaggi interstellari, dilatazione temporale, specie evolute, animali senzienti e scelte destinate a lasciare conseguenze.

Exodus non vuole essere soltanto “il nuovo Mass Effect”. Vuole proporsi come un RPG sci-fi capace di usare decenni di fantascienza per costruire un viaggio diverso, più legato al tempo, alla perdita e al prezzo delle decisioni. Se riuscirà a mantenere questa promessa, potrebbe diventare uno dei titoli fantascientifici più interessanti dei prossimi anni.

Exodus non vuole essere solo il nuovo Mass Effect: le sue vere ispirazioni guardano a Interstellar e Dune
Kinguin

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