La conclusione di Star Wars: L’ascesa di Skywalker ha chiuso la lunga parabola della saga degli Skywalker, iniziata al cinema nel 1977. Il nono episodio mette insieme eredità familiari, redenzione, potere Sith e il futuro dei Jedi, portando Rey, Ben Solo e Palpatine al centro di uno scontro decisivo.
Il finale non si limita a concludere una trilogia: prova a tirare le fila di oltre quarant’anni di racconto, tra luce e oscurità, destino e libero arbitrio. Al centro resta una domanda semplice ma fondamentale per Star Wars: chi siamo davvero, ciò da cui proveniamo o ciò che scegliamo di diventare?
Il ritorno di Palpatine e la minaccia su Exegol
Il cuore narrativo di L’ascesa di Skywalker ruota attorno al ritorno dell’Imperatore Palpatine, creduto morto dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi. La sua presenza cambia il significato dell’intera trilogia sequel, perché rivela un disegno più ampio dietro la nascita del Primo Ordine e dietro la figura di Snoke.
Palpatine non è soltanto un nemico sopravvissuto nell’ombra. È il simbolo della persistenza del Lato Oscuro, capace di riaffiorare anche dopo una vittoria apparentemente definitiva. La scoperta che Snoke fosse una sua creazione rafforza l’idea di un piano costruito nel tempo, con Kylo Ren manipolato e spinto sempre più lontano dalla luce.
La battaglia finale si svolge su Exegol, pianeta oscuro e remoto dove Palpatine ha radunato una flotta immensa di Star Destroyer. L’obiettivo dell’Imperatore è trasformare Rey nel punto d’arrivo del potere Sith, legando il suo destino alla propria eredità. La Resistenza, guidata da Rey, Finn e Poe, tenta un ultimo assalto per impedire alla flotta di travolgere la galassia.
La redenzione di Ben Solo
Uno degli elementi più importanti del finale è il percorso di Ben Solo. Dopo anni trascorsi nei panni di Kylo Ren, il personaggio ritrova una parte di sé grazie al legame con Rey e al ricordo della madre Leia. La sua redenzione non cancella le colpe commesse, ma dà una direzione diversa al suo ultimo gesto.
Ben sceglie di stare accanto a Rey nello scontro finale contro Palpatine. Non agisce più come erede di Darth Vader, né come strumento del Lato Oscuro: torna a essere il figlio di Han Solo e Leia Organa. Il suo sacrificio per salvare Rey chiude il suo arco narrativo e segna la fine della linea di sangue degli Skywalker, almeno nella sua forma biologica.
La forza di questa conclusione sta nel contrasto tra destino e scelta. Ben nasce all’interno di una famiglia segnata dal conflitto tra luce e oscurità, ma il suo ultimo atto appartiene alla luce. È una redenzione amara, breve, quasi silenziosa, ma centrale per il significato emotivo del film.
Rey e il peso del nome Skywalker
Il destino di Rey rappresenta il nucleo simbolico del finale. La rivelazione delle sue origini Palpatine potrebbe definirla per sempre, ma il film insiste su un principio ricorrente in Star Wars: il sangue non è una condanna. Rey rifiuta l’eredità dell’Imperatore e sceglie invece di onorare i Jedi che l’hanno guidata.
Dopo la vittoria, Rey raggiunge Tatooine, luogo profondamente legato alla storia di Luke Skywalker. Qui seppellisce le spade laser di Luke e Leia, un gesto che ha il sapore di un congedo e, allo stesso tempo, di una promessa. La sua nuova spada laser gialla indica una strada diversa, meno legata alle vecchie contrapposizioni e più vicina a una possibile rinascita.
Quando Rey adotta il nome Skywalker, non sta fingendo di appartenere a una famiglia che non è la sua. Sta scegliendo un’eredità morale. Quel nome diventa un ideale, non soltanto una genealogia: coraggio, compassione, resistenza alla paura e capacità di rialzarsi dopo la caduta.
La cronologia della saga di Star Wars
Per collocare meglio il finale, è utile ricordare le principali ere della saga. La Battaglia di Yavin, cioè la distruzione della prima Morte Nera, resta il riferimento temporale centrale: gli anni precedenti sono indicati come BBY, quelli successivi come ABY.
Le principali ere narrative
L’Alta Repubblica si colloca circa tra il 500 e il 100 BBY ed è descritta come un’epoca di espansione, pace e forte presenza dei Jedi.
La caduta dei Jedi, tra il 100 e il 19 BBY, comprende le Guerre dei Cloni, la crisi della Repubblica e l’ascesa dell’Impero.
L’era della Ribellione, tra il 5 BBY e il 4 ABY, racconta la lotta contro l’Impero e culmina negli eventi della trilogia originale.
La Nuova Repubblica, dal 5 al 34 ABY, mostra il periodo successivo alla sconfitta dell’Impero e include anche le vicende di The Mandalorian.
L’ascesa del Primo Ordine, tra il 34 e il 35 ABY, comprende la trilogia sequel e porta alla conclusione di L’ascesa di Skywalker.
Domande frequenti sul finale di Star Wars
Chi è davvero Rey?
Rey è la nipote dell’Imperatore Palpatine, ma sceglie di rifiutare il suo retaggio oscuro. La sua identità finale non nasce dal sangue, bensì dalla decisione di abbracciare la luce e portare avanti l’eredità degli Skywalker.
Come è sopravvissuto Palpatine?
Il film suggerisce una sopravvivenza legata alla clonazione, all’occultismo Sith e al trasferimento dell’essenza, ma non entra in una spiegazione dettagliata. La sua presenza serve soprattutto a rappresentare il ritorno di una minaccia che la galassia credeva ormai sconfitta.
Cosa succede a Ben Solo?
Ben Solo abbandona l’identità di Kylo Ren, torna alla luce e sacrifica la propria vita per salvare Rey. La sua fine completa il percorso di redenzione iniziato nel confronto con il ricordo di Han Solo e con l’amore di Leia.
Che cosa significa la spada laser gialla di Rey?
La spada laser gialla suggerisce un nuovo inizio. Non è soltanto un’arma diversa: rappresenta il cammino personale di Rey e l’idea di una generazione Jedi capace di raccogliere il passato senza ripeterne necessariamente tutti gli errori.
Il finale della saga Skywalker chiude una storia familiare segnata da potere, perdita e redenzione, ma lascia aperto il futuro della galassia. Rey porta con sé il peso di due eredità opposte e sceglie quale trasformare in speranza. In questo gesto si concentra il senso più chiaro dell’epilogo: in Star Wars, il destino conta, ma non è mai più forte della scelta.
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