FORENSIC – M.E. Protocol: indagare con la scienza è affascinante, ma non sempre comodo

FORENSIC - M.E. Protocol è un investigativo forense interessante e metodico, con buone idee ma controlli macchinosi e tutorial poco efficace.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.
FORENSIC – M.E. Protocol: indagare con la scienza è affascinante, ma non sempre comodo

FORENSIC – M.E. Protocol parte da un’idea molto forte: trasformare il giocatore in un investigatore forense, chiamato a leggere la scena del crimine attraverso prove, strumenti scientifici e capacità di osservazione. Niente sparatorie, inseguimenti o cliché action. Qui il ritmo è più lento, ragionato, quasi procedurale: si arriva sul posto, si cercano indizi, si analizzano tracce e si prova a ricostruire ciò che è realmente accaduto. Il gioco, sviluppato da K148 Game Studio e pubblicato da JanduSoft, propone nove casi indipendenti, con storie mature che includono crimini passionali, rapimenti e cospirazioni.

Un simulatore investigativo dal taglio diverso

La qualità più evidente di FORENSIC – M.E. Protocol è la sua identità. Il gioco non cerca di imitare i classici detective game narrativi, né punta tutto sull’intuizione spettacolare alla Sherlock Holmes. Il suo interesse nasce dalla procedura forense: raccogliere campioni, usare strumenti specializzati, osservare l’ambiente e capire quali dettagli siano davvero rilevanti.

La promessa è chiara: ogni indizio può cambiare la lettura del caso. Il giocatore dispone di strumenti come droni, robot terrestri, analisi chimiche e ricostruzione delle prove, elementi che danno alla formula un sapore più tecnico rispetto a molti titoli investigativi tradizionali.

Funziona soprattutto quando il gioco lascia spazio alla deduzione. Entrare in una scena, notare qualcosa fuori posto, collegare un campione a una possibile dinamica e scartare piste fuorvianti restituisce una soddisfazione concreta. Non è un’esperienza pensata per chi cerca adrenalina immediata, ma per chi ama procedere con calma e mettere insieme i pezzi.

Il ritmo lento è una scelta, non un difetto

Uno degli aspetti più interessanti è l’assenza di timer stressanti o schermate di “Game Over”. FORENSIC – M.E. Protocol permette di analizzare la scena al proprio ritmo, senza spingere artificialmente il giocatore verso decisioni rapide. Questa impostazione è coerente con il tema: un’indagine forense richiede attenzione, pazienza e metodo.

La scelta, però, rende il gioco molto dipendente dalla qualità dell’interfaccia e dalla chiarezza dei sistemi. E qui emergono i limiti principali. Diverse recensioni hanno segnalato controlli poco immediati e un tutorial insufficiente, incapace di spiegare davvero come usare gli strumenti o muoversi con naturalezza tra le varie azioni disponibili.

È un problema non da poco, perché un simulatore investigativo vive di precisione. Quando l’ostacolo non è capire il caso, ma capire come il gioco vuole che tu interagisca con gli oggetti, la tensione investigativa lascia spazio alla frustrazione.

Casi interessanti, ma meccaniche da rifinire

Il potenziale narrativo c’è. I nove scenari autonomi danno varietà alla struttura e permettono al gioco di cambiare contesto, passando da vicoli bui a quartieri apparentemente tranquilli. L’atmosfera è cupa, ma non eccessivamente morbosa: la pagina Steam segnala la presenza di cadaveri e sangue, senza gore estremo o smembramenti.

Il tono maturo aiuta a dare peso alle indagini, ma la realizzazione non sempre sembra all’altezza dell’idea. Alcune fonti hanno evidenziato una certa macchinosità nelle interazioni e una sensazione di “lavoro inutile” quando bisogna tornare più volte agli strumenti o gestire oggetti in modo poco pratico.

C’è poi un dettaglio che può dividere: gli sviluppatori dichiarano l’uso di contenuti generati con IA per alcune immagini di gioco, oltre che come supporto alla creazione dei casi e alla correzione dei testi. Non è necessariamente un difetto in sé, ma in un titolo fondato su atmosfera, credibilità e dettagli visivi, alcuni giocatori potrebbero percepirlo come un elemento meno curato o meno coerente.

Un gioco per un pubblico preciso

FORENSIC – M.E. Protocol non è un titolo per tutti. Chi cerca un thriller veloce, spettacolare o guidato da una narrazione cinematografica potrebbe trovarlo rigido. Chi invece ama i giochi investigativi lenti, basati sull’osservazione e sulla ricostruzione logica, può trovare un’esperienza diversa dal solito.

Il gioco è disponibile su Steam, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, con sottotitoli anche in italiano. Il prezzo indicato dal publisher è di 12,49 €, una fascia coerente con la natura compatta e indipendente del progetto.

Il giudizio finale è quindi positivo, ma con riserve. FORENSIC – M.E. Protocol ha un concept forte, un tema poco sfruttato e una buona idea di fondo: far sentire il giocatore non un eroe armato, ma un professionista che cerca la verità attraverso la scienza. Tuttavia, controlli poco fluidi, tutorial debole e una certa ruvidezza generale impediscono al gioco di esprimere pienamente il suo potenziale.

È un investigativo affascinante, imperfetto e a tratti frustrante. Ma proprio per la sua diversità merita attenzione, soprattutto da parte di chi cerca qualcosa di più metodico e meno convenzionale nel panorama dei crime game.

FORENSIC – M.E. Protocol: indagare con la scienza è affascinante, ma non sempre comodo
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