Harry Potter, la serie HBO può finalmente rendere giustizia a Hermione Granger

La serie HBO di Harry Potter può mostrare una Hermione Granger più fedele ai libri: brillante, imperfetta, combattiva e finalmente più complessa.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Hermione Granger è uno dei personaggi più amati della saga di Harry Potter, sia nei romanzi sia nei film. Per un’intera generazione, il volto del personaggio resta quello di Emma Watson, che ha accompagnato Hermione dalla scoperta di Hogwarts fino allo scontro finale con Voldemort. La sua interpretazione ha fissato un’immagine fortissima: brillante, determinata, coraggiosa e spesso più preparata di chiunque altro nella stanza.

Eppure, proprio il successo della versione cinematografica ha lasciato in ombra alcune sfumature importanti. Nei film, Hermione appare spesso quasi infallibile. Harry e Ron possono sbagliare, reagire d’istinto o comportarsi da adolescenti; lei, invece, viene spesso trasformata nella voce della competenza assoluta, al punto da ereditare battute e spiegazioni che nei libri appartenevano ad altri personaggi.

La nuova serie HBO di Harry Potter può correggere questo squilibrio. Il progetto sarà una nuova trasposizione dei libri, con Dominic McLaughlin nei panni di Harry Potter, Arabella Stanton in quelli di Hermione Granger e Alastair Stout nel ruolo di Ron Weasley. HBO ha confermato anche Francesca Gardiner come showrunner e produttrice esecutiva, mentre Mark Mylod dirigerà più episodi e sarà produttore esecutivo.

Hermione non deve essere perfetta per essere straordinaria

Uno degli aspetti più interessanti di Hermione nei romanzi è il suo percorso. All’inizio, la ragazza tende a fidarsi quasi ciecamente dei libri, delle regole e delle autorità riconosciute. Per lei, ciò che è scritto, approvato o istituzionale ha un peso enorme. Questa caratteristica la rende credibile: Hermione è geniale, ma è anche giovane, rigida e talvolta ingenua.

In Harry Potter e la camera dei segreti, per esempio, è Ron a spiegare il peso offensivo della parola “Sanguesporco”, perché è cresciuto nel mondo magico e ne conosce meglio i pregiudizi. Nei film, invece, Hermione tende spesso ad assorbire spiegazioni che, nei libri, servivano anche a definire gli altri membri del trio.

Lo stesso accade con alcune frasi particolarmente sagge. Quando battute nate per personaggi come Silente vengono spostate su Hermione, il risultato è efficace sul momento, ma meno equilibrato sul piano narrativo. La ragazza diventa ancora più brillante, però perde parte della sua umanità.

Dal rispetto delle regole alla capacità di metterle in discussione

Il vero arco di Hermione non riguarda soltanto l’intelligenza. La sua crescita passa dalla fiducia nelle regole alla capacità di giudicare quelle stesse regole. In Harry Potter e la camera dei segreti, l’ammirazione per Gilderoy Allock mostra bene questa fase iniziale: Hermione lo considera autorevole perché è famoso, pubblicato e celebrato dal mondo magico.

Con Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, il suo modo di vedere le istituzioni comincia a incrinarsi. La vicenda di Sirius Black e gli errori del Ministero della Magia la costringono a capire che una versione ufficiale può essere incompleta, sbagliata o persino manipolata.

Questa maturazione esplode in Harry Potter e l’Ordine della Fenice. Hermione non accetta più passivamente ciò che viene imposto dall’alto. Riconosce la propaganda della Gazzetta del Profeta, si oppone a Dolores Umbridge e contribuisce alla nascita dell’Esercito di Silente. La studentessa che temeva l’espulsione più di ogni altra cosa diventa una persona disposta a sfidare il potere quando la realtà smentisce l’autorità.

Il C.R.E.P.A. e le vittorie più scomode di Hermione

I film hanno tagliato molte parti fondamentali del percorso di Hermione. Tra queste, una delle più importanti è il C.R.E.P.A., il Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Proletari e Alienati, nato per difendere i diritti degli elfi domestici. Nella versione letteraria, questa storyline è tutt’altro che semplice: Hermione ha ragione a indignarsi davanti allo sfruttamento, ma il suo modo di intervenire è spesso goffo, paternalista e poco ascoltato dagli stessi elfi.

È proprio questa ambiguità a renderla interessante. Hermione non viene presentata come una paladina perfetta, ma come una ragazza animata da un forte senso di giustizia, ancora incapace di capire fino in fondo le persone che vuole aiutare. Una serie televisiva ha lo spazio per raccontare questo conflitto senza ridurlo a una parentesi.

Un altro esempio riguarda Rita Skeeter in Harry Potter e il calice di fuoco. Nei libri, Hermione scopre che la giornalista è un Animagus non registrato e la intrappola in un barattolo dopo averla sorpresa nella forma di scarabeo. È una vittoria brillante, ma anche discutibile. Mostra un lato più duro, vendicativo e strategico del personaggio, molto lontano dall’immagine della studentessa sempre corretta.

Anche la vita sentimentale può funzionare meglio

La serie HBO può fare molto anche per il rapporto tra Hermione e Ron Weasley. Nei film, la chimica tra Emma Watson e Daniel Radcliffe ha spesso reso il legame tra Harry e Hermione più ambiguo di quanto fosse nei libri. La scena del ballo in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, creata per il film, ha rafforzato questa percezione, pur non cambiando il destino sentimentale dei personaggi.

Nei romanzi, invece, il rapporto tra Ron e Hermione cresce attraverso conflitti, gelosie, gesti piccoli e momenti di comprensione reciproca. Anche la parentesi con Viktor Krum, in Il calice di fuoco, ha un tono diverso: nei libri Krum è attratto dall’intelligenza e dalla curiosità di Hermione, mentre il film tende a rendere la dinamica più superficiale e più comica.

Con più episodi a disposizione, la serie può lasciare respirare questi rapporti. Ron non deve essere soltanto la spalla comica, Hermione non deve essere soltanto la più intelligente, e Harry non deve assorbire tutto il peso emotivo del trio. Se i tre personaggi avranno archi più completi, anche la storia d’amore tra Ron e Hermione potrà risultare più naturale.

Arabella Stanton avrà quindi un compito delicato: raccogliere un’eredità amatissima senza limitarsi a ripeterla. La sua esperienza teatrale come Matilda nel West End la rende una scelta particolarmente interessante, perché Hermione ha molto in comune con quel tipo di personaggio: una bambina brillante, precoce, ostinata e spesso più consapevole degli adulti che la circondano. La serie HBO può ripartire proprio da qui, restituendo a Hermione non solo la sua intelligenza, ma anche le sue contraddizioni.

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