È difficile pensare a un nemico di Spider-Man più iconico di Goblin. Marvel Studios ha ora mostrato un primo sguardo alla propria versione del personaggio, pensata per Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere, la serie animata Disney+ dedicata ai primi passi di Peter Parker come supereroe. A differenza di molte riletture moderne, questo Goblin sembra guardare con decisione alle origini fumettistiche del villain.

It is the first Green Goblin designed for the screen by Marvel Studios itself, since Willem Dafoe’s take belongs to Sam Raimi’s Sony films. This one takes direct inspiration from the character’s earliest comic-book look.
Rivera’s sheet treats Norman as two people in one. As Norman, the Oscorp boss, looks every inch the billionaire in tailored jackets and a turtleneck, his Goblin persona, on the other hand, comes with sickly green skin, pointed ears, a heavy brow, and a thin, knowing grin tucked beneath a dark red hood.

La serie animata racconta la giovinezza di Peter in un universo autonomo, separato dalla linea principale del MCU. Qui non è Tony Stark a fare da mentore al ragazzo, ma Norman Osborn, fondatore della Oscorp. Una scelta narrativa che cambia radicalmente l’equilibrio della storia, perché Osborn porta con sé un destino ben noto ai lettori Marvel: quello di trasformarsi, prima o poi, in uno dei più grandi incubi di Spider-Man.
Un Goblin più vicino a Stan Lee e Steve Ditko
Il nuovo design arriva dal volume The Art of Marvel Animation’s Your Friendly Neighborhood Spider-Man, art book ufficiale della serie pubblicato il 23 giugno 2026. Una tavola firmata dall’artista Paolo Rivera mostra Norman Osborn in una serie di eleganti completi, affiancato dal volto mostruoso che emerge quando la personalità di Goblin prende il sopravvento.

La scelta visiva è chiara: Norman appare come un uomo d’affari raffinato, controllato, quasi impenetrabile. Indossa giacche su misura e dolcevita, con l’aria di chi è abituato a muoversi tra potere, scienza e ambizione. Il suo alter ego, invece, rompe completamente quella facciata. La pelle verde malata, le orecchie appuntite, la fronte marcata e il sorriso sottile sotto un cappuccio rosso scuro riportano il personaggio verso un’immagine più fiabesca e inquietante.

È un Goblin meno tecnologico e più disturbante. Non sembra un uomo nascosto dentro una corazza, ma una creatura nata dalla deformazione morale e fisica dello stesso Osborn. Proprio per questo, il design richiama più da vicino le prime apparizioni del personaggio nei fumetti di The Amazing Spider-Man, firmati da Stan Lee e Steve Ditko, dove il villain era una figura ghignante, vestita di viola e in sella al suo aliante.

La distanza dal Goblin di Willem Dafoe
Questa versione segna una netta distanza dal Goblin più famoso del cinema, quello interpretato da Willem Dafoe nello Spider-Man di Sam Raimi del 2002 e poi tornato in Spider-Man: No Way Home. In quel caso, il personaggio era legato all’universo Sony e indossava un’armatura verde metallizzata, completata da una maschera rigida dal sorriso minaccioso.
Quel design, pur rimasto memorabile, è stato spesso discusso proprio per l’aspetto molto meccanico e militare. Il Goblin di Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere sceglie una strada opposta: niente elmo, niente corazza, niente estetica da supersoldato. Al centro c’è il volto deformato di Osborn, più vicino a una creatura da incubo che a un criminale equipaggiato con tecnologia avanzata.
La differenza è evidente anche rispetto al Goblin visto in Spider-Man – Un nuovo universo. Nel film animato del 2018, il personaggio appariva come una bestia gigantesca e incontrollabile, quasi più mostro che essere umano. Il design di Rivera, invece, conserva una dimensione umana più forte. È grottesco, ma ancora riconoscibile come Norman Osborn.
Una trasformazione costruita con lentezza
La prima stagione di Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere ha già lasciato intendere che Norman sia destinato a diventare Goblin. Negli episodi finali, il personaggio mostra un lato sempre più ambiguo e conserva un frammento del simbionte Venom dopo l’esperimento Monolith alla Oscorp. Inoltre, le sue attività segrete risultano legate alle origini dei poteri di Peter.
Il rapporto tra Peter e Norman è quindi destinato a incrinarsi. Quando il ragazzo comprende la natura più oscura degli affari di Osborn, si allontana dal tirocinio alla Oscorp. Da quel momento, la frattura personale può diventare il punto di partenza per una trasformazione più profonda, con Norman spinto verso un bisogno crescente di controllo.
Brad Winderbaum, responsabile streaming, televisione e animazione di Marvel Studios, ha spiegato che l’arrivo di Goblin è una questione di tempo, non di possibilità. Norman diventerà Goblin, ma la serie non sembra intenzionata a bruciare subito questa svolta.
Il peso di Oscorp e il futuro della seconda stagione
La seconda stagione sembra orientata verso una costruzione graduale della figura di Goblin. Il rapporto tra Norman, Peter e Harry Osborn promette di muoversi tra dinamiche familiari, potere aziendale e vecchie ferite, con Oscorp sempre più al centro della storia.
A complicare il quadro ci sono anche altri elementi: l’arrivo di nuovi personaggi come Ghost-Spider, la presenza del simbionte Venom e il conflitto con Otto Octavius, destinato a ottenere un significativo aumento di potere. In questo contesto, Norman potrebbe cercare una forza capace di metterlo alla pari dei suoi rivali.
Il nuovo Goblin di Marvel Studios non punta soltanto sulla nostalgia. Il design recupera l’immaginario classico dei fumetti, ma lo inserisce in una storia che lavora sull’ambizione, sulla corruzione e sulla frattura tra mentore e allievo. Per Spider-Man, il pericolo più grande potrebbe non arrivare da un nemico lontano, ma dall’uomo che aveva promesso di guidarlo.
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